Ricostruzione L’Aquila, Toto: «misure sufficienti contro criminalità?»

Alessandro Biancardi

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L’INTERROGAZIONE . L’AQUILA. «Le misure adottate sono sufficienti per fronteggiare l’eventuale intrusione di organizzazioni criminali nella ricostruzione dell’Aquila?». * 5 CONSIGLIERI:«ASSEGNAZIONI CASE NON TRASPARENTI» * TERREMOTO. GLI ESPERTI:«IMPOSSIBILE FARE PREVISIONI A BREVE TERMINE»

La domanda la pone il parlamentare del Pdl, Daniele Toto, che ha presentato una interrogazione al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al ministro dell'Interno, Roberto Maroni.
Nei giorni scorsi il procuratore distrettuale antimafia, Alfredo Rossini, aveva confermato che ci sono «diversi procedimenti in corso» sulla presenza di infiltrazioni malavitose nell'ambito delle attività di ricostruzione post terremoto.
Ci sono state tante comunicazioni di persone, di famiglie mafiose che fanno parte delle società che impegnate nei lavori.
Sarà possibile stanarle tutte? Alla domanda dovranno rispondere il premier e il ministro Maroni.
Toto nella sua interrogazione ricorda che la Direzione nazionale antimafia, già nel dicembre 2006, nella sua relazione annuale confermò «la fondata convinzione che il territorio abruzzese possa dirsi sostanzialmente immune da radicati insediamenti di matrice mafiosa, sebbene siano in costante aumento ed assumano connotati di maggiore significatività le presenze criminali organizzate nel pescarese e nel teramano...».
Riscontri di quei segnali si sono avuti negli sviluppi della complessa e lunga inchiesta denominata «Operazione Alba d'Oro», condotta dalla Direzione Investigativa antimafia de L'Aquila.
Il 16 marzo 2009 si arrivò all'arresto di tre persone e al sequestro di un complesso turistico del valore di 2,5 milioni di euro con l'ipotesi accusatoria del reinvestimento di fondi provenienti dal cosiddetto «tesoro di Ciancimino».
Il parlamentare del Pdl ricorda anche che in una recente intervista «l'onorevole Giuseppe Pisanu esprimeva l'avviso che Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra fossero già arrivate in Abruzzo e certamente puntassero alla ricostruzione.
A fronte di tutti questi segnali Toto interroga presidente del Consiglio e ministro se «si ritenga che le misure già adottate siano idonee e sufficienti per fronteggiare l'eventuale intrusione di elementi appartenenti o riconducibili ad organizzazioni e se il Governo non ritenga di adottare ulteriori iniziative finalizzate a prevenire ed intercettare fenomeni di riciclaggio di denaro e, in particolare, idonee al monitoraggio delle attività immobiliari potenzialmente suscettibili di illiceità».
03/10/2009 10.15
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5 CONSIGLIERI:«ASSEGNAZIONI CASE NON TRASPARENTI»

«Le assegnazioni degli alloggi del progetto Case continuano a suscitare perplessita' e malcontento tra i cittadini.Le case non bastano per tutti, e questo si sapeva da tempo».
Lo sostengono i consiglieri comunali dell'Aquila, Enrico Perilli (Prc), Angelo Mancini (Idv), Francesco Valentini(Pd), Luigi D'Eramo (La Destra) e Luigi Faccia (L'Aquila citta' unita).
«Proprio per questa ragione - scrivono i cinque consiglieri comunali - sarebbe stato tanto piu' il caso di rendere le pubblicazioni degli elenchi degli assegnatari trasparenti e comprensibili nelle motivazioni. Invece non sono stati resi noti i punteggi dei singoli aventi diritto. Chi non e' rientrato tra i fortunati destinatari e dovra' continuare ad arrangiarsi a sue spese non ha neanche il diritto di sapere quale punteggio gli fosse stato assegnato e quale fosse stato assegnato a chi invece un alloggio lo ha avuto. Da ben dieci giorni - proseguono - abbiamo chiesto di rendere noti i punteggi e la graduatoria ma ne' il Comune dell'Aquila, nonostante le ripetute sollecitazioni anche nelle competenti Commissioni consiliari, ne' tantomeno la Protezione Civile, che quelle graduatorie le ha materialmente elaborate, hanno provveduto finora a fornire questo dato. Se persiste questo atteggiamento di chiusura- concludono - c'e' da porsi, indubbiamente, qualche interrogativo. Per quanto ci riguarda lo faremo e agiremo di conseguenza nei modi opportuni».

03/10/2009 10.16

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TERREMOTO, GLI ESPERTI: «IMPOSSIBILE FARE PREVISIONI A BREVE TERMINE»

L'AQUILA. Tre giornate intense di lavoro per arrivare al punto di partenza, scienziati concordi: «non è possibile prevedere i terremoti».
Questo lo sapevamo già, ce lo hanno ripetuto per settimane, dopo il 6 aprile quando Gioacchino Giuliani, l'uomo che dice di saper prevedere una scossa grazie alle emissioni del radon, lanciava i suoi sos.
Ieri gli scienziati, dopo essersi riuniti a L'Aquila e aver studiato l'andamento del terremoto da 5 mesi a questa parte, hanno confermato che non e' possibile fare previsioni a breve termine, anche dopo uno sciame sismico come quello precedente al sisma che ha colpito la provincia aquilana.
E' questo il risultato dello studio condotto dalla Commissione di esperti internazionali, chiamati dalla Protezione civile a fare il punto sulla sismicità dell'aquilano e dell'Abruzzo.
«Non e' possibile - ha detto Thomas Jordan, presidente della Commissione e direttore del Centro sismologico della California del Sud - fare previsioni sui terremoti a breve termine».
La Commissione ha effettuato un monitoraggio dei fattori precursori e non e' stato possibile arrivare ad una diagnosi che dia sicurezza su quando un terremoto si verificherà.
Per fattori precursori si intendono tutti quegli eventi fisici che precedono un sisma: da un susseguirsi di scosse, alla presenza di gas radon, a mutamenti nei campi elettromagnetici. «Riteniamo - ha spiegato Jordan - che le previsioni a lungo termine siano, al momento, le più affidabili».
E sulle linee guida che la Commissione ha inviato alla Protezione civile, il presidente ha evidenziato la necessita' «di creare una struttura di esperti che possa eseguire un'analisi dei modelli previsionali, in modo da fornire nuovi elementi alle istituzioni».
«La previsione a lungo termine - ha sottolineato Jordan - consente di avere informazioni sul luogo, sulla magnitudo e sulla frequenza di un sisma».
E' inoltre necessario, secondo la Commissione, effettuare una mappatura degli edifici per renderli antisismici e informare continuamente la popolazione utilizzando anche internet.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, infine, il professor Paolo Gasparini, docente di Geofisica all'università Federico II di Napoli e componente della Commissione, ha detto che «la faglia di Paganica e' ancora poco conosciuta e non si può sapere quanta energia sia stata rilasciata durante il sisma del 6 aprile scorso».
A livello mondiale, invece, i terremoti di Sumatra non devono far preoccupare. Secondo la Commissione, infatti, l'attività sismica della Terra non e' in aumento.

03/10/2009 10.19