Coisp Polizia scrive a Berlusconi: «abbiamo bisogno dei nostri uffici»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Coisp, sindacato di polizia, dell'Aquila ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Berlusconi: «Dal 6 aprile garantiamo la massima sicurezza per tutti ma non abbiamo ancora una sistemazione adeguata».
I poliziotti del Coisp sottolineano come dal 6 aprile scorso tutti gli agenti aquilani non abbiano mai smesso un istante di prestare la loro opera in soccorso dei cittadini colpiti dal terribile evento.
«Abbiamo lavorato in silenzio», hanno scritto a Berlusconi, «e con tutte le difficoltà connesse al fatto di essere anche noi terremotati. Abbiamo garantito l'ordine e la sicurezza di tutti i cittadini, delle personalità in visita alla città nostra
martoriata».
Un lavoro immenso se si pensa che solo il presidente del Consiglio è stato a L'Aquila ben 22 volte e si appresta a ritornarvi (il 29 settembre) per la 23a volta.
Poi c'è stata la visita del Santo Padre Benedetto XIV°, tutti i Capi di Stato più importanti del Mondo in occasione del G8 «ed in tutte le occasioni i poliziotti hanno lavorato in silenzio, consci del fatto che l'emergenza va affrontata con senso del dovere».
Dopo 6 mesi però, spiega il segretario Sante Li Scalzi, «dobbiamo amaramente constatare che nonostante siamo stati bravissimi ad occuparci degli “altri”, non possiamo dire altrettanto per quanto riguarda il fatto di risolvere i nostri
problemi».
Ne sono un esempio la lentezza con cui viene portato avanti il progetto di costruzione di abitazioni in legno, donate dagli americani, per i poliziotti aquilani che hanno perso la loro casa. A distanza di 6 mesi ancora non sono state eseguite neppure le opere di urbanizzazione.
«L'altro esempio di inefficienza dei vertici della nostra amministrazione», continua Li Scalzi, «è data dal non aver previsto per tempo una idonea sistemazione per tutti gli uffici di Polizia della Questura e della Polizia Stradale dell'Aquila».
Il segretario del Coisp sottolinea che la Questura è stato da subito dichiarata inagibile. «La struttura che deve garantire l'Ordine e la Sicurezza dei cittadini, che si deve preoccupare di predisporre tutti i servizi connessi a garantire la sicurezza delle innumerevoli personalità, anche la sua signor presidente», continua la lettera, «non esiste più, i poliziotti prestano la loro opera in parte dentro pochi container predisposti in fila indiana all'interno di una Caserma Militare ed altri in locali “seminterrati” riadattati ad uffici, gentilmente offerti, fino a dicembre, da un Istituto bancario aquilano».
Li Scalzi ammette che spesso il Coisp non è stato tenero nei confronti della politica della sicurezza adottata dal Governo Berlusconi, «ma l'impegno a sostegno della
popolazione aquilana è sotto gli occhi di tutti ed è per questo che ci rivolgiamo a lei affinché i poliziotti e le poliziotte possano prepararsi a trascorrere l'inverno in ambienti più confortevoli».

28/09/2009 12.51