Conservatorio Casella: il mistero nipponico del progetto gratis cestinato

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Voci e malumori, magari passate a mezza bocca o sussurrate all’orecchio che hanno ingenerato una sorta di leggenda metropolitana anche a causa di risposte inevase da parte della Protezione Civile.





L'AQUILA. Voci e malumori, magari passate a mezza bocca o sussurrate all'orecchio che hanno ingenerato una sorta di leggenda metropolitana anche a causa di risposte inevase da parte della Protezione Civile.



Il tema della contestazione questa volta riguarda un progetto per la ricostruzione del conservatorio dell'Aquila. Si era fatto avanti un noto architetto giapponese che pare fosse disposto anche a realizzare l'opera donando, attraverso la sua ambasciata, una cifra di oltre 500mila euro.
Quel progetto era all'avanguardia e sicuro, sostiene chi lo ha visto, «era soprattutto gratuito», si specifica, ma alla fine l'elaborato è rimasto in un cassetto, dimenticato a causa del rimpallo tra Comune e Protezione civile.
Linee contemporanee e moderne, una ventata di internazionalizzazione per il Conservatorio Casella ed il relativo auditorium da 600 posti tutti da ripensare dopo il sisma del 6 aprile.
L'architetto giapponese, Shigeru Ban,(nella foto una ricostruzione di un suo progetto) famoso a livello internazionale soprattutto per le sue ricerche nel campo delle tensostrutture si era fatto avanti chiarendo di mettere a disposizione del capoluogo la sua opera, il progetto ed una somma per la realizzazione delle strutture raccolta attraverso alcune associazioni.
L'architetto nipponico, che ha visitato L'Aquila il 22 maggio su invito dei dirigenti del Conservatorio e della Facoltà di Ingegneria dell'Aquila, aveva spiegato che avrebbe utilizzato la costruzione per lo più utilizzando cartone compresso, che offre le migliori garanzie sia sotto il profilo della sicurezza sia dell'acustica.
L'ambasciata giapponese in Italia si era detta disponibile ad un finanziamento di 500mila euro mentre la restante parte, circa quattro milioni di euro, sarebbe stata coperta da finanziamenti di associazioni di italiani all'estero per i quali si era mobilitato lo stesso Conservatorio dell'Aquila, di concerto con l'ambasciata italiana in Canada.
Inizialmente, sembra, che il progetto fosse piaciuto alla Protezione Civile che aveva anche individuato il sito dove realizzarlo (la tettoia della tramvia a Pettino mai terminata, nei pressi del cavalcavia dell'autostrada A/24).
Dopo una prima ispezione e la richiesta di alcune modifiche al progetto originario, la stessa Protezione Civile aveva dato un primo nulla osta e si era arrivati anche all'esproprio dell'area dove realizzare la struttura.
Poi, a fine agosto, in un incontro che doveva essere conclusivo tra Protezione Civile, Prefettura e Comune dell'Aquila, è arrivato un inaspettato stop al progetto per rilievi sulla sicurezza complessiva dell'opera.
Risultato: la realizzazione della sede provvisoria del Conservatorio è finita nella gara d'appalto omnicomprensiva per la realizzazione degli edifici scolastici, vinta da una ditta di carpenteria metallica.
Secondo alcune fonti la ditta avrebbe avuto la meglio grazie a un forte ribasso praticato sul prezzo di partenza, pur con una valutazione bassissima sugli aspetti ambientali e dell'acustica rispetto agli altri progetti presentati.
Una struttura, insomma, che non garantirebbe le sufficienti condizioni di acustica né per lo svolgimento delle lezioni di musica né, tanto meno, per lo svolgimento di eventuali concerti.
C'è, dunque, malcontento nell'ambito del conservatorio e si teme per il futuro della loro attività e soprattutto sono in molti che ancora non riescono a spiegarsi come sia stato possibile rinunciare ad un progetto praticamente gratuito per la collettività per uno invece a pagamento.
L'architetto Shigeru Ban è citato anche dall'enciclopedia on line Wikipedia che ne sottolinea la fama proprio per «le sue ricerche nel campo delle tensostrutture, specialmente nella loro realizzazione attraverso materiali economici come il cartone o il bamboo».
In particolare si ricorda come, a seguito del terremoto che nel 1995 colpì Kobe, Shigeru Ban «ideò una soluzione alternativa alle tendopoli progettando delle abitazioni di 16 metri quadrati, con pareti fatte da tubi di cartone e fondazioni costituite da cassette per bottiglie di birra, riempite con sabbia. Tecniche simili furono usate anche per ricostruire temporaneamente la chiesa di Takatori
e per il padiglione giapponese presentato all'esposizione di Hannover nel 2000».
Magari, se non altro, c'era qualcosa da imparare… Sulla storia (non la prima con ombre e pochi chiarimenti nell'ambito della ricostruzione) chiarisce poco la Protezione civile che sostiene «destituita di fondamento la notizia secondo cui la gara per la realizzazione del Conservatorio a L'Aquila sia chiusa: infatti è tutt'ora in corso». Dunque non ci sarebbe nessun vincitore. Ancora. Molto strano davvero. Perché sul sito lo scorso 17 settembre è stato aggiunto un avviso con alcuni chiarimenti al bando ma non c'è traccia di un cambio di scadenza. Così dal sito risulta comunque che quel bando è stato chiuso il 22 settembre alle ore 13. (dunque tre giorni fa).
E' chiaro che qualcosa sia successo nel frattempo o si sia deciso di prolungare il periodo per la presentazione delle offerte. Ma sul sito non pare esservi traccia chiara i ciò.
Il Dipartimento della Protezione Civile ha poi spiegato all'Ansa che per quanto riguarda il progetto presentato dall'architetto giapponese Shigeru Ban, «fermo restando il parziale finanziamento assicurato dal Giappone di 500mila euro, non risultano esserci altre risorse, tanto meno provenienti dall'estero, per coprire la restante parte dei costi dell'opera. Si è quindi ritenuto di procedere ad una gara pubblica - conclude il Dipartimento - così da garantire, come sempre, la massima trasparenza nell'utilizzo dei fondi pubblici».
Una risposta che però non soddisfa molti.
Le domande allora potrebbero essere: davvero la ditta di carpenteria aveva vinto l'appalto magari poi non aggiudicato per problemi sopraggiunti?
I finanziamenti a cui fanno riferimento gli ambienti vicino al conservatorio esistono davvero?
Perché è stato scartato il progetto dell'architetto giapponese?
Di sicuro è tutto regolare ma qualche risposta in più non guasterebbe visto che a parole la Protezione civile continua a garantire «trasparenza».

26/09/2009 9.33