Cantieri in ritardo. La rabbia di Bertolaso: «non siamo ricattabili»

Alessandro Biancardi

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Cantieri in ritardo. La rabbia di Bertolaso: «non siamo ricattabili»
L’AQUILA. Questa mattina Bertolaso ha fatto un giro nei cantieri attivi per i plessi scolastici e ha rilevato che alcuni di questi sono in ritardo col cronoprogramma.


Una situazione che probabilmente non si aspettava poiché da quando i cantieri sono stati aperti è sempre stata rilevata una certa velocità delle operazioni e in alcuni casi le consegne sono state anticipate rispetto ai programmi.
Ma non sta avvenendo questo ovunque.
E stamattina il capo della Protezione civile non ha nascosto il suo malumore e ha lanciato pesanti accuse. Invece di rassicurare la stampa sulla velocità dei lavori ha denunciato quanto visto.
«Alcune aziende private», ha detto, «sono abituate ad avere un comportamento con le istituzioni che non è quello che devono avere con noi. In certe realtà sappiamo benissimo che lo Stato è ricattabile da parte del privato, specie quando si tratta di appalti pubblici. Con noi questo non può accadere: noi non siamo ricattabili».
Da qui un aut aut: «se non rispettano i tempi di consegna verranno mandati a casa».
E' chiaro che il governo non vuole assolutamente fallire e che si vogliono rispettare le date di scadenza senza sgarrare anche perché le proteste e le accuse sono sempre dietro l'angolo.
Bertolaso ha ricordato anche di essere costantemente sotto osservazione anche dall'estero.
«Gli stranieri», ha aggiunto, «ci guardano con grande ammirazione e con grande stupore, lo hanno fatto dai primi momenti della tragedia del 6 aprile, apprezzando l'intervento di quella emergenza e oggi tornano chiedendoci come avete fatto, come riuscite ad organizzare e a garantire un grande coordinamento».
Bertolaso ha anche annunciato che potrebbe essere possibile un ritardo nella chiusura delle tendopoli «perchè chi dovesse avere dei timori a lasciare la tenda per entrare in una casa non antisismica, negli alberghi o in altre situazioni, potrebbe essere giustificato e quindi da quel punto di vista possiamo avere qualche slittamento ma per il resto non abbiamo problemi, non prevediamo ulteriori difficoltà».
Sta andando avanti invece il piano delle requisizioni degli alloggi sfitti. «Abbiamo in questo momento 1.600 appartamenti che sono stati identificati e li stiamo controllando uno per uno», ha spiegato il capo della Protezione Civile, «di fatto ne siamo già entrati in possesso per un buon numero. Nei prossimi giorni daremo le indicazioni esatte perchè vogliamo aspettare quando si incomincerà anche ad ospitare negli appartamenti requisiti i primi sfollati».


25/09/2009 15.59