Smaltimento macerie: non c’è ancora soluzione definitiva

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Che fare delle macerie del terremoto che ha colpito il capoluogo abruzzese? Come e dove trasferirle? Sembra strano a a quasi sei mesi dal sisma il discorso è ancora tutto aperto. Tutto ancora da decidere.
A confermarlo è stato il vice capo compartimento Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis, che ha aperto la VII edizione di Varirei, il congresso per la valorizzazione e il riciclaggio dei rifiuti industriali in corso di svolgimento a L'Aquila presso la Scuola allievi della Guardia di Finanza a Coppito.
De Bernardinis ha aperto la conferenza facendo il punto sulla situazione dello smaltimento delle “macerie” del terremoto nel territorio aquilano.
Sull'argomento è stata aperta nei mesi scorsi una inchiesta della procura che dovrà accertare eventuali responsabilità di un appalto affidato dal Comune. Affidamento contestato ed intriso di aspetti ancora non definitivamente chiariti.
Oggi però si è focalizzata l'attenzione su come gestire l'affaire macerie.
«Gli enti», ha spiegato De Bernardinis, «non hanno una pianificazione e una identificazione di siti idonei allo smaltimento e al riciclaggio di rifiuti che derivano dalle emergenze. Per questo la catena dello smaltimento del “qualsiasi” diventa il collo di bottiglia della gestione della prima fase dell'emergenza che rallenta tutte la fasi successive, sia quella della stabilizzazione che della ricostruzione. Difficoltà – ha aggiunto il vice capo compartimento – che diventano ancora più forti quando si ha a che fare con quantità enormi di materiale come sta avvenendo qui a L'Aquila».
E a proposito di quantità De Bernardinis ha snocciolato anche qualche numero.
Sono 1,5 milioni di metri cubi i materiali da crolli e demolizioni, composti per il 70 % da inerti.
Ad oggi sono state conferite presso il sito di deposito oltre 3.500 tonnellate con circa 300 trasporti complessivi, per una media di oltre 10 mezzi al giorno e circa 121 tonnellate al giorno. «Attualmente – ha aggiunto De Bernardinis – il Comune dell'Aquila ha individuato un primo sito nella cava ex Teges in località Pontignone (proprio quello al centro delle contestazioni ndr) mentre ancora non vengono espletate le procedure di assegnazione dei servizi di invio a recupero delle frazioni merceologiche selezionate. Ora – ha concluso il Capo compartimento della Protezione Civile – è in fase di valutazione, ai fini della successiva progettazione preliminare, una nuova area, che presenta caratteristiche di potenziale idoneità per la realizzazione di una nuova piazzola di deposito temporaneo».
La prima giornata di lavori è stata aperta, poi, dal professor Mario Pelino del dipartimento di chimica, ingegneria chimica e materiali della facoltà di Ingegneria dell'Università dell'Aquila organizzatore del congresso.
«Questa emergenza – ha detto Pelino – a differenza di altri venti sismici interessa un capoluogo di regione che ospita prestigiose sedi politiche e universitarie, per questo può diventare, sui temi del riciclaggio e valorizzazione dei rifiuti, un laboratorio competenze e sinergie tra Protezione Civile, Enti Locali e mondo accademico; sinergie di capacità e conoscenze in grado di fornire norme e regolamenti certi e utili ad affrontare altre emergenze».
L'edizione 2009 di Varirei si concluderà il 23 settembre.

21/09/2009 15.39

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=smaltimento+macerie+appalto&mid=6&action=showall&andor=AND]L'APPALTO CONTESTATO DELLO SMALTIMENTO MACERIE[/url]