I comitati contro Berlusconi: «bugie e spot. Informazione addomesticata»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Sono arrabbiati i rappresentati dei comitati cittadini dopo aver visto la puntata andata in onda ieri sera di Porta a Porta su Rai1. * INCHIESTA CROLLI: DA OGGI DECORRONO TERMINI INVESTIGATIVI


Per loro la trasmissione della tv di Stato «senza contraddittorio» è stato un «teatrino pubblicitario».
Anche da qui è nata l'idea dei comitati di partecipare alla manifestazione di sabato 19 settembre sulla libertà di informazione perché, spiegano, «la città è coperta da una cortina di fumo mediatica» grazie alla quale il Governo e la Protezione Civile dopo il terremoto del 6 aprile, «mostrano una facciata di efficientismo e perfezione che non è tale».
Ma a Porta a Porta, secondo chi protesta non si è parlato di solidarietà, degli aquilani, degli sfollati o dei morti che hanno perso la vita sotto le macerie: «Berlusconi ha dato prova della sua scarsa attenzione ai temi del paese e della città de L'Aquila, la serata infatti è stata ben organizzata sotto il profilo mediatico, ma è mancato un elemento fondamentale, la verità».
Nel corso del programma il presidente del Consiglio ha detto che i lavori del progetto C.a.s.e. sono in anticipo di tre giorni, ma i comitati sono insorti: «è falso perchè aveva già giurato che avrebbe consegnato ieri le prime case, ma ciò non è stato, e per confondere le acque si è recato addirittura alla consegna delle case di Onna, finanziate dalla Croce Rossa, non dal governo».
Berlusconi ha anche annunciato che le case saranno per 35.000 persone, e che ne verranno sistemate 30.000 già dal 23 settembre.
«Noi», continua il comitato, «sappiamo che al massimo si arriverà a 18.000 l'anno prossimo, e che le case sono quasi pronte solo per 4.000 persone. Dunque solo una piccolissima percentuale degli sfollati ha all'oggi la speranza di un tetto sulla testa nella propria città».
Altre contestazioni arrivano proprio sulle case costruite, definite dai comitati «veri e propri ghetti» che «sono costati 2.700 euro al metro quadro, e non 2.400 compreso l'arredamento come riportato, arredamento che per inciso viene definito “di design” ma che non è altro che fornitura tipica da sottoproletariato urbano».
Berlusconi avrebbe parlato anche della riconversione del piano C.a.s.e. a campus universitario: «il falso qui è lampante», tuonano dai comitati, «e sta nel fatto che il progetto è dislocato in 19 siti, tutti lontanissimi dalle sedi universitarie».
I rappresentati si dicono «stanchi» di «menzogne di cui noi aquilani paghiamo il prezzo».
«Gli eventi di cronaca», continua lo sfogo dei comitati, «vengono documentati da giornalisti raggruppati in pool, accompagnati in loco per assistere alla rappresentazione di turno, poi riaccompagnati altrove. Nei campi di accoglienza è difficilissimo entrare per parlare con le persone: se si è autorizzati a farlo, si viene accompagnati da addetti della Protezione Civile e, a volte, dalle Forze dell'Ordine. Ogni forma di negatività, di lamentela, viene rigorosamente ignorata e si cerca di farla passare sotto silenzio».


16/09/2009 16.56



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INCHIESTA CROLLI: DA OGGI DECORRONO TERMINI INVESTIGATIVI

L'AQUILA. Le indagini relativa all'inchiesta sui crolli avvenuti a seguito del sisma del 6 aprile sono partite subito dopo la tragedia e la morte delle oltre 300 vittime ma solo oggi parte la decorrenza dei termini.
Un caso anomalo, forse unico nel suo genere, che coinvolge una delle inchieste più delicate degli ultimi tempi in Abruzzo. L'aspettativa da parte della gente comune è massima per la gravità di ciò che è accaduto e fin dal primo momento il capo della Procura aquilana, Alfredo Rossini, ha confermato di sentire il peso su questo procedimento.
Ma perché solo oggi scatta la decorrenza dei termini? Questo accade per via delle sospensioni determinate dal decreto sul sisma e dalla legge n.742 del 1969 che sospende l'attività dal primo agosto al 15 settembre.
Questo significa che la procura ha molto tempo per indagare: secondo i calcoli formali e considerando sei mesi più la proroga di altri sei mesi per le indagini contro ignoti, ed altrettante fasi per quella contro noti, oltre alle pause estive sancite dalla legge, la procura della repubblica può indagare addirittura fino al 15 dicembre 2011.
Anche se la Procura non terrà in alcun conto di questa singolare condizione che tra i magistrati viene considerato un fatto tecnico e visto come stanno le cose un gioco di numeri: infatti, l'attività di indagine va avanti senza tentennamenti tanto che, come ha più volte sottolineato il procuratore capo, Alfredo Rossini, i primi risultati in termini processuali si avranno già a fine settembre. Comunque, ecco i tempi formalmente stabiliti: per le indagini contro ignoti i magistrati hanno tempo fino al 15 marzo 2010, con la proroga di sei mesi e alla luce della pausa si arriva al 31 ottobre 2010. I primi sei mesi dell'indagine contro noti scadono il 30 aprile 2011. I successivi sei mesi, sempre se verrà chiesta la proroga e la pausa, scadono il 15 dicembre 2011.

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