«Impossibile trovare casa». L’odissea di una famiglia sfollata e numerosa

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La famiglia di Konrad Jaroszewski non è riuscita ancora a trovare una sistemazione a L’Aquila. Dopo l’appello lanciato nei giorni scorsi sui giornali torna a chiedere aiuto al prefetto per trovare al più presto una casa.

La famiglia aquilana è composta da due adulti e 4 bambini di 15, 12, 9 e 3 anni, tutti iscritti nelle scuole dell'Aquila.
Dopo circa un mese di permanenza in Polonia, ospiti dei suoceri subito dopo il sisma del 6 aprile 2009, adesso la famiglia si trova in un albergo sulla costa teramana.
«Io sono un'insegnante precaria», spiega la donna polacca sposata con un aquilano, «e dopo aver ripreso servizio a Montesilvano, dal 30 giugno 2009 sono in disoccupazione».
Il marito invece è in cassa integrazione, come la maggioranza degli impiegati della società in cui lavora, dal 3 luglio 2009 per 13 settimane.
La casa di cui sono proprietari è di categoria B con numerosi lavori da fare a livello sia condominiale che dei vari piani. Si prevede ad oggi che non potremo rientrarvi prima di aprile 2010.
Tutta la famiglia vorrebbe tornare all'Aquila per la riapertura delle scuole ma, nonostante le ricerche intraprese già da diverso tempo, non riesce a trovare un alloggio: gli alberghi sono tutti al completo o non sono disponibili, a meno che non si decida per comuni di montagna molto distanti dalla città.
«Gli affitti non si trovano», continua la donna, «o se si trovano, i proprietari non intendono farsi pagare attraverso la Protezione Civile, perché temono di non ricevere i soldi o di dover aspettare troppo tempo prima di essere pagati».
I figli, ed in particolare i più grandi, non hanno alcuna intenzione di trasferirsi in un'altra città perché a L'Aquila hanno il loro mondo, le loro attività, i loro amici, le loro scuole.
«Io e mio marito», racconta ancora, «abbiamo il lavoro a L'Aquila, anche se attualmente precario, oltre alla casa. Qualcuno può aiutarci a tornare nella nostra città?»
Sembra impossibile e inopportuna, infatti, l'ipotesi di fare tutti i giorni la spola Teramo -L'Aquila, L'Aquila – Teramo per un tempo indefinito o definito solo per ipotesi, (come è stato immaginato per le famiglie con la casa di categoria B).
«Se è vero che bisogna dare la precedenza alle famiglie con i figli per far si che la città rinasca subito alla vita», spiega la donna, «chi se non noi famiglie numerose ne ha il più pieno diritto?».

16/09/2009 11.23