L'Ater ha 1300 case inagibili. Riconsegne dalla prossima primavera

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L'azienda territoriale per l'edilizia residenziale ha presentato alla Regione il piano per il recupero e messa in sicurezza delle case danneggiate nel sisma.


Dopo il confronto, ci sarà il via libera. Si tratta di un piano imponente perché nel cratere gli interventi riguardano circa 1300 alloggi, di cui circa 700 inagibili e classificati E ed F, il resto con danni più lievi visto che sono stati classificati A, B e C.
In queste abitazioni abitano circa 4mila persone che sono sfollati negli alberghi o nelle tende.
Si prevedono tempi lunghi per la riconsegna degli alloggi: fine anno per le A e B, la prossima primavere per le E.
Ma le scadenze potrebbero slittare.
Il progetto deve essere definitivo entro il 24 ottobre, poi partiranno gli appalti che prevedono procedure pubbliche, anche se sono previsti tempi più contenuti nelle gare.
Poi, si dovrà passare ai lavori.
Su questo piano c'é un'altra difficoltà: il finanziamento di 150 milioni di euro concessi per questa finalità ancora non entrano nelle casse dell'ente che senza liquidità non può attivare gli appalti. Secondo fonti interne all'azienda, i 150 milioni basterebbero alla ristrutturazione.
Per far fronte all'emergenza, l'Ater dell'Aquila, che ha 36 dipendenti, potrebbe avere bisogno di integrazione di personale. In tal senso, è in atto la riorganizzazione del personale.
Molto prima, invece, arriveranno le case costruite ex novo dopo il sisma.
Ieri alla festa dei giovani del Pdl Berlusconi ha ribadito che «entro il 30 dicembre saranno consegnati tutti gli appartamenti. E' un record mondiale, si tratta del più grande cantiere del mondo e tutto questo senza alzare le tasse agli italiani».
«Andate a chiedere agli americani vittime dell'uragano Katrina – ha detto Berlusconi - se non avrebbero voluto un governo come il nostro piuttosto che restare in tende e roulotte».
Intanto lunedì il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, si recherà a L'Aquila lunedì prossimo 14 settembre, per l'intera giornata.
Secondo il programma stabilito in accordo con l'Arcidiocesi alle 10, dopo l'incontro con l'arcivescovo Giuseppe Molinari nella curia provvisoria (località campo di Pile), Bagnasco si recherà presso la nuova sede della Caritas (in via Duomo a Coppito) per la presentazione delle attività di assistenza e di ricostruzione fin qui svolte.
Si darà conto oltre che della raccolta nazionale per i terremotati, anche del relativo avvio delle costruzioni ad opera di Caritas italiana e delle delegazioni regionali (scuole, centri di comunità, appartamenti per anziani e universitari).
Dalle 11.30 il porporato si recherà a Roio, Fossa ed Ocre per conoscere da vicino le nove opere avviate e le sette in fase di definizione.
A seguire, intorno alle 13 il presidente della Cei avrà un incontro con gli operatori e volontari della Caritas in località S. Antonio (Pile), nella zona coordinata dalle Delegazioni Caritas dell'Umbria, Piemonte e Valle d'Aosta.
Quindi il cardinale condividerà il pranzo insieme ai volontari nella cucina allestita nel campo.
Nel pomeriggio incontrerà il capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso e si recherà presso le zone terremotate del centro dell'Aquila, dove sono stati fatti i puntellamenti e la messa in sicurezza di alcune chiese storiche.

10/09/2009 9.30