L'Accordo c'è: 75% delle camere d'albergo ai terremotati per 6 mesi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Non sarà necessario adottare alcun decreto che autorizzi la Prefettura dell’Aquila alla requisizione delle strutture alberghiere. * LA DIFFICILE RIPRESA UNIVERSITARIA E LE RICHIESTE DI AIUTO
Tutte le strutture ricettive, infatti, si atterranno agli accordi assunti in precedenza con la Protezione Civile e concederanno il 75% dei locali disponibili per i prossimi 6 mesi per completare al meglio le procedure di alloggio degli sfollati.

«Le polemiche emerse nei giorni scorsi si sono rivelate frutto di mere incomprensioni che sono state facilmente e brillantemente risolte», ha affermato, a seguito della riunione, il presidente di Federturismo Abruzzo, Dario Colecchi.
La settimana scorsa, infatti, qualche albergatore si era mostrato scettico sulla possibilità di lasciare le strutture aperte a conclusione della stagione estiva e la Protezione Civile aveva minacciato di requisire gli alberghi che non avrebbero offerto la propria ospitalità.
L'allarme adesso sembra completamente rientrato.
La gestione dell'ospitalità degli sfollati nelle strutture ricettive dell'aquilano seguirà le linee già tracciate, fin dalla fase emergenziale, dal Coordinamento Intercomunale di Giulianova.
Si provvederà, infatti, a istituire a L'Aquila un “booking” centralizzato che gestirà nei territori interessati l'ottimizzazione delle disponibilità ricettive.
«“Aldilà di ogni sterile critica», sostiene Colecchi, «resta l'azione sinergica e coerente che, da sempre, i rappresentati di ciascuna Associazione di Categoria, la Protezione Civile, la Regione Abruzzo, hanno messo in atto, per apportare, in un momento così difficile, il proprio contributo per sostenere una città ferita nel cuore».
«Gli albergatori aquilani non hanno fatto mancare il loro pieno senso di responsabilità, nel solco del grande lavoro che il mondo del turismo abruzzese sta facendo fin dalle prime ore dopo il sisma per dare un tetto ai cittadini rimasti senza casa», ha commentato invece Enzo Giammarino, direttore regionale di Confesercenti.
Assoturismo-Confesercenti ha chiesto alla Protezione Civile che venga definito l'arco temporale dell'impegno degli albergatori e che ci sia la disponibilità all'utilizzo anche della ricettività prossima alla città, a partire da Sulmona, dal Parco nazionale d'Abruzzo e dall'Altopiano delle Cinque miglia.
«Per il raggiungimento dell'intesa» ha assicurato Giammarino «sono stati determinanti il contributo del sottosegretario Bertolaso e del prefetto Gabrielli».

Intanto sempre per quanto riguarda le difficoltà di alloggio degli sfollati, Pio Rapagnà del Movimento Mia Casa d'Abruzzo chiede che vengano ricostruite le case popolari. Nella Provincia dell'Aquila sono 6.870 le abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica gestite dall'ATER-ex-IACP e dai Comuni sono state costruite dagli anni '70 in poi in zone sismiche, classificate sin dal 1962 ed aggiornate dal Decreto Ministeriale del 14 luglio 1984, comprendenti, su un totale di 108, 49 Comuni di prima categoria e 59 Comuni di seconda categoria. Di tali abitazioni “pubbliche” circa 4.000 sono rimaste danneggiate, lesionate ed in parte irrimediabilmente distrutte a seguito del terremoto. 5.800 abitazioni realizzate da Cooperative, Consorzi, Enti previdenziali e professionali, Banche ed Istituti di credito, hanno subito la stessa drammatica sorte.

08/09/2009 9.09

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LA DIFFICILE RIPRESA UNIVERSITARIA E LE RICHIESTE DI AIUTO

L'AQUILA. Nuovo anno accademico alle porte e una lunga serie di problemi di risolvere. A rischio la carriera scolastica di migliaia di giovani che hanno deciso di continuare il loro percorso studentesco nella città terremotata.
Studenti e professori della facoltà di Lettere e Filosofia hanno organizzato un nuovo sit-in per la giornata di mercoledì, a partire dalle 9.30, nell'area antistante l'ingresso della Reiss Romoli, a Coppito.
Obiettivo della manifestazione, quello di ribadire la richiesta di uno spazio all'interno della Scuola - ora quartier generale della governance dell'università dell'Aquila - dove ospitare provvisoriamente le lezioni della facoltà, la cui sede é andata distrutta a seguito del sei aprile.
In agitazione anche tutto il Consiglio Studentesco dell'Università dell'Aquila che «a 5 mesi dal terremoto» denuncia unanime «le enormi mancanze delle Istituzioni interessate, ai fini di garantire alloggi e servizi a tutti gli studenti».
«E' ormai lampante», si legge in una nota del Consiglio, «l'assoluta mancanza di un piano per la residenzialità studentesca, lasciata esclusivamente al mercato privato, oggetto di vergognose speculazioni sui prezzi».
Il fondo per il Diritto allo Studio non è sufficiente a garantire la Borsa di Studio a tutti gli idonei, «che si vedono negare un diritto proprio in un momento di enorme difficoltà».
Deficitari, inoltre, secondo quanto spiegato dal Consiglio Studentesco, gli interventi per il ripristino di tutti i servizi legati al Diritto allo studio (mense, sale studio, sale informatiche).
Il Consiglio richiede, inoltre, l'intervento del Minitero dell'Università per prevedere una deroga al DPCM del 9 aprile 2001, in merito alla fruizione dei benefici della borsa di studio. In particolare,si richiede un abbassamento della soglia dei crediti per gli studenti dell'Università dell'Aquila, viste le particolari circostanze.
«Se non si adotterano interventi immediati per il Diritto allo Studio all'Aquila», chiude la nota, «per l'anno accademico 2009/2010, gli studenti vedranno negarsi i diritto alla casa, il diritto al trasporto, il diritto ala borsa di studio e a tutti quei servizi collettivi scomparsi il 6 aprile 2009».

08/09/2009 9.10