Certificati antimafia, ditta abruzzese fuori dalla ricostruzione: è la Di Marco

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. E’ stato revocato il certificato antimafia alla società 'Impresa Di Marco Srl' con sede a Carsoli. L’ imprenditore abruzzese Dante Di Marco lo scorso giugno era stato al centro di polemiche per i suoi legami con alcuni ex soci di Vito Ciancimino. Stesso provvedimento per una seconda società campana.
La sospensione dai lavori è stata emessa dalla Prefettura dell'Aquila.
La notizia l'ha pubblica oggi il quotidiano La Repubblica e l'ha confermata poco fa il prefetto Franco Gabrielli.
La società, che era in attesa del certificato antimafia necessario per poter lavorare per la ricostruzione, si era aggiudicata (insieme ad un raggruppamento di impresa) nelle scorse settimane due appalti: uno da 128 mila euro e uno da 426 mila euro.
«Abbiamo ritenuto – ha spiegato oggi il prefetto- che vi siano indizi di possibili infiltrazioni con la criminalita' organizzata sicialiana».
«Si e' trattato di una misura preventiva e non giudiziaria - ha spiegato ancora- presa a ragion veduta e motivandola con elementi che ci sono stati forniti dalle forze dell'ordine impegnate nella verifica delle ditte impegnate nelle attivita' di ricostruzione post-terremoto».
Il provvedimento e' stato notificato alla Protezione civile, cioe' alla stazione appaltante per le valutazioni conclusive.
«Spero - ha aggiunto Gabrielli - che a fare le spese non siano i lavoratori che rappresentano l'anello piu' debole».
Già a fine giugno il prefetto dell'Aquila aveva spiegato che i contratti con le società che stanno realizzando le casette antisismiche non erano ancora stati stipulati perchè il dipartimento della Protezione civile vuole che i contratti siano fatti in conformità alle linee-guida stabilite dal decreto del Governo.
«Qualora ci fossero delle situazione accertate di infiltrazioni», spiegò Gabrielli, «non saremmo neppure in presenza di una rescissione perchè il contratto formalmente non e' stato ancora sottoscritto perchè prima di stipularlo bisogna accertare se il soggetto e' in condizioni di poter essere considerato contraente».
Nel caso specifico aveva spiegato che era in corso un'istruttoria. Poi la novità di oggi: evidentemente l'istruttoria aveva dato esito negativo e adesso si aspettano dalla Prefettura dettagli sulla vicenda che non pare di certo di secondo piano e che confermerebbe i timori espressi da più parti.
Pur non essendo mai stata direttamente coinvolta in indagine antimafia la società di Di Marco avrebbe però legami con la Marsica Plastica Srl, di Carsoli.
Socio di questa società anche Achille Ricci arrestato a febbraio scorso a Tagliacozzo con l'accusa di reinvestire i soldi di don Vito Ciancimino, storico sindaco di Palermo nel periodo del così detto “sacco della città”.
Di Marco sentito da Repubblica raccontò di aver presentato una regolare domanda per accreditarsi ai lavori di Bazzano.
Dei soci? «Quella gente io nemmeno la conoscevo, mi ci sono ritrovato in società così, per fare il mio lavoro di movimento terra».
Allo stato attuale ci sono due tipologie di controllo da parte della Prefettura: un controllo preventivo, informale con il quale il dipartimento della Protezione civile comunica i nominativi delle società e poi una volta che le società risultano aggiudicatarie dell'appalto formalmente si chiedono le informazioni antimafia.
Laddove si sia verificato anche dopo il rilascio della certificazione antimafia una situazione che abbia in qualche modo reso palese la possibilità di infiltrazione, si rescinde il contratto.

NIENTE CERTIFICATO ANCHE AD UN'ALTRA SOCIETA'

Il Prefetto ha annunciato sempre questa mattina che lo stesso provvedimento di diniego del certificato antimafia e' stato rilasciato ad una seconda societa' «vicina» agli ambienti della criminalita' organizzata Campana, anch'essa impegnata in opere infrastrutturali post-terremoto.
«Nessun soldo deve andare - ha continuato il Prefetto - in mano a imprenditori che siano collusi o vicini alle organizzazioni mafiose e questo tipo di provvedimento e' una cautela che la pubblica amministrazione esercita per evitare che vi possano essere questi sviluppi rispetto la destinazione del denaro pubblico».
Il Prefetto ha infine ricordato come proseguono i sopralluoghi e le ispezioni nei cantieri, anche da parte del personale della Direzione investigativa antimafia, controlli che al momento hanno portato all'evidenza di violazioni amministrative.


04/09/2009 13.11

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=21432]IL FANTASMA DI CIANCIMINO DIETRO LA RICOSTRUZIONE[/url]