Ridimensionamento ospedale dell’Aquila? Marzetti: «tutti i posti confermati»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, ieri è intervenuto sulle vicende relative all'ospedale "San Salvatore" dell'Aquila, che potrebbe rischiare un forte ridimensionamento nell’ambito di un piano che la Regione potrebbe varare e che interesserebbe tutto il territorio abruzzese.
«La Regione sta portando avanti una politica di ridimensionamento», ha detto Giorgi che poi attacca l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, perché «ha prorogato la mobilità fino ad ottobre al personale della Asl, senza consultarsi con i sindacati».
«L'atto finale - afferma Giorgi -, già annunciato a denti stretti, è quello di declassare il San Salvatore trasformando i 460 posti letto di cui era dotato prima del sisma in 300 posti di degenza. In 30 anni da sindacalista non ho mai assistito ad una situazione tanto caotica, non solo per il terremoto. Dei 1.400 dipendenti della Asl - va avanti - non si conosce né l'attuale collocazione, né se hanno ripreso regolarmente l'attività lavorativa e se la sede di lavoro sia provvisoria o definitiva. Sta di fatto che, tra contratti non rinnovati e trasferimenti, alcuni reparti non hanno personale sufficiente».
«Una città, per rinascere - sottolinea il segretario -, ha bisogno innanzitutto di un punto di riferimento sanitario valido, che all'Aquila è venuto a mancare. L'attuale ospedale può tamponare le emergenze, e neppure in tutti i settori, ma non è in grado di offrire ogni tipo di prestazione ai massimi livelli. L'assessore alla sanità e il manager della Asl, Roberto Marzetti - prosegue - parlino chiaro agli aquilani. Ci sono troppe contraddizioni: da una parte si concede la mobilità, dall'altra si appaltano servizi come il Cup. Non c'é concertazione con i sindacati: tutto viene deciso nelle stanze del potere, senza tener conto delle esigenze degli utenti».
«Ci rivolgiamo ai cittadini - conclude Giorgi - perché siano attenti e pronti alla battaglia per la tutela del San Salvatore, che non è proprietà dei forestieri. La Cisl sta vigilando e continuerà a farlo, ma è necessaria una presa di posizione comune per impedire il ridimensionamento dell'ospedale».

MARZETTI:«POSTI LETTO CONFERMATI A 460»

«Nessuno ha mai detto, ne' la Asl ne' l'assessorato, che l'ospedale di L'Aquila sara' ridimensionato a 300 posti letto, rimane invece confermata la dotazione di 460 posti prevista dal Piano Sanitario Regionale».
Lo ha precisato il direttore generale della Asl, Roberto Marzetti, in risposta alle dichiarazioni di stamani della Cisl.
«Il problema - rileva il manager - e' invece come si perviene a recuperare tutti i posti letto e con quali risorse finanziarie. I primi 116 posti letto - spiega - sono stati recuperati facendo ricorso a procedura d'urgenza, mentre per i successivi posti, che dovrebbero portare l'ospedale a circa 300 posti letto piu' tutti i servizi ed il recupero delle sale operatorie, dopo la Ordinanza del Presidente del Consiglio Dei Ministri n. 3574 e la Conferenza di Servizio disposta dal Presidente della Regione con tutti gli Enti interessati ( Regione, ASL, Provveditorato alle Opere Pubbliche e Protezione Civile), si puo' fare riferimento all'art. 53 secondo comma, lettera c della legge 163, ovvero a gare con procedure ristretta stante le motivazioni di urgenza ancora esistenti. I successivi lavori che riguardano la parte piu' danneggiata e che completeranno il recupero di tutto l'ospedale potranno essere effettuati solo con le normali procedure di gara (ovvero con gare europee vista l'entita' della cifra). Per decidere tuttavia cosa fare della parte piu' danneggiata - prosegue Marzetti - si e' in attesa delle valutazioni sui danni subiti da parte della Facolta' di Ingegneria della Universita' di L'Aquila, con la quale e' stata stipulata apposita convenzione al riguardo, e decidere se ristrutturare o ricostruire».
« Ad ogni buon conto», ha proseguito Marzetti, «il progetto di massima relativo alla parte finale dei lavori va presentato entro il 30 novembre per consentire poi al Governo la valutazione del suo finanziamento attingendo ai fondi dell'art. 20 messi a disposizione dalle altre Regioni. Marzetti precisa che "finora gli unici finanziamenti sui quali si e' potuto contare sono quelli derivanti dal risarcimento dell'assicurazione per 47 milioni di euro, che ovviamente dovranno servire non solo per recuperare l'ospedale ma anche gli edifici prima collocati a Collemaggio per l'Area Amministrativa ed i Distretti di Base, le UTAP, ecc, che ora operano nei containers. Cosi' - conclude il manager - per la fase ultima di recupero probabilmente necessiteranno altri finanziamenti la cui entita' potra' essere definita solo quando sara' chiaro il progetto dei lavori da eseguire».

04/09/2009 10.08