Inchiesta sui crolli, ascoltati i primi testimoni. Indagine verso la chiusura

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Settembre dovrebbe essere il mese della stretta finale sull'inchiesta della Procura dell'Aquila sui crolli a seguito del sisma del 6 aprile.


Dopo mesi di indagini, perizie, denunce arrivate ai magistrati che stanno cercando di ristabilire ordine e verità su quello che è accaduto quella maledetta notte, dovrebbe avviarsi alla conclusione il lavoro degli inquirenti.
Ci sono responsabili per i crolli degli edifici pubblici e privati a seguito della scossa delle 3.32 di magnitudo 5.8?
Quello che è certo è che strutture pubbliche come l'ospedale San Salvatore, la Casa dello Studente e la Prefettura non sarebbero mai dovuti crollare perchè tutti e tre di importanza strategica per la città.
Nei giorni scorsi sono stati ascoltati anche i primi testimoni dopo la presentazione dell'esposto da parte dell'avvocato aquilano Antonio Valentini che ha ipotizzato il reato di omicidio colposo in relazione ai messaggi rassicuranti emersi in seguito alla riunione della Commissione grandi rischi, il 30 marzo scorso, cinque giorni prima del tragico sisma.
Ad ascoltare i testimoni indicati nella denuncia è stato il personale della Polizia Giudiziaria.
La riunione della Commissione grandi rischi fu presieduta dal vice capo della Protezione civile, Bernardo De Bernadinis, che si è detto «fiducioso nell'azione della magistratura».
Al momento della presentazione dell'esposto, la magistratura aveva già acquisito dal sito della Protezione civile gli atti della riunione.
Si avviano a conclusione anche i sopralluoghi nella casa dello studente. Poi saranno cinque le settimane di lavoro dei consulenti nella parte crollata e poi demolita e di quelle rimaste in piedi dove nella notte tra il 5 e il 6 aprile scorso sono morti otto giovani.
Alle operazioni, che si sono rivelate più complesse di quanto preventivato, stanno assistendo anche consulenti e legali delle parti lese, cioé dei parenti delle vittime che hanno presentato esposti alla procura per chiedere se a determinare i crolli sono state anche responsabilità umane legate alle modalità di costruzione.
Intanto la Regione Abruzzo ha ideato il progetto speciale Uniti per l'Abruzzo per sostenere le azioni di protezione civile nelle zone colpite dal sisma. Il progetto nasce da un gesto di solidarietà di tutte le altre Regioni italiane che hanno rinunciato ad una quota parte di volontari - nell'ambito dei progetti di Servizio Civile - per metterli a disposizione dell'Abruzzo.
Complessivamente saranno selezionati 154 giovani che andranno a coadiuvare Comuni e associazioni nelle molte attività a favore dei terremotati.

01/09/2009 8.15