L’Aquila riparte dell’Archivio di Stato. Aperta la nuova sede

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Oggi si è riaperto l’Archivio di Stato dell’Aquila, nei nuovi locali di Bazzano. E’ il primo monumento culturale che viene riaperto e restituito alla fruizione pubblica.

Ora è arricchito anche dai preziosi volumi della biblioteca della Deputazione abruzzese di storia patria.
Nell'occasione saranno consegnati i 16.000 euro del fondo speciale dedicato alla salvaguardia dei documenti dell'Archivio di Stato dell'Aquila, donati da soci e simpatizzanti di Italia Nostra.
Essi contribuiranno all'arredamento e alle attrezzature della nuova sala di studio, dedicata a
Giovanna Lippi, vittima del sisma del 6 aprile.
Gravemente distrutto dal sisma, il Palazzo del Governo del capoluogo abruzzese, che dal 1835 ospitava l'Archivio di Stato. All'interno erano conservati fondi archivistici di straordinaria importanza, dalle pergamene ai catasti antichi, dall'archivio civico aquilano - uno dei più
importanti dell'Italia centro-meridionale per l'antica autonomia e il rilevante ruolo politico ed economico svolto dalla città dal medioevo all'età moderna - alle carte del processo del Vajont.
Tutta questa preziosa documentazione, “adottata” da Italia Nostra, che sin dai giorni successivi al disastroso evento naturale ha impegnato i suoi volontari nell'opera di salvataggio dell'antico Archivio, è ora fortunatamente in salvo.
L'Archivio torna all'Aquila, dopo il provvisorio trasferimento di parte dei fondi nella Sezione di Archivio di Stato di Sulmona, per mettere a disposizione di tutti la memoria storica della città e del suo circondario, e quella del precedente terremoto del 1703 e la documentazione urbanistica, che potranno essere di grande utilità ai fini della ricostruzione.
«Accanto al dolore e ai lutti che hanno accompagnato il sisma del 6 aprile», ha dichiarato
Giancarlo Pelagatti, presidente regionale Italia Nostra, «esiste la delicata questione legata al recupero delle architetture-simbolo dell'Abruzzo. Il problema non è tanto quello relativo all'edilizia monumentale e alle chiese - beni in parte già entrati tra “i monumenti da salvare” -, quanto quello del patrimonio minore, dei tessuti storici dei borghi, non tutelati dalla legislazione vigente e ora a rischio di cancellazione, se dovesse prevalere lo sconsiderato criterio della demolizione-sostituzione».
Ingenti danni hanno subito gli archivi dei comuni della provincia e gli archivi storici di enti pubblici, ecclesiastici e di istituzioni, il cui censimento è stato avviato su indicazione della
Soprintendenza archivistica per l'Abruzzo.
Dati che saranno di grande utilità nel momento in cui si procederà al recupero, messa in sicurezza e
ripristino del materiale documentario all'interno delle sedi proprie, nonché alla quantificazione delle dispersioni e alla valutazione dei danni subiti dal patrimonio archivistico, non solo “storico”. A questi obiettivi si ricollega il progetto che vede Italia Nostra come ente proponente, dal titolo “Gli archivi storici d'Abruzzo. Recupero di memorie e identità”.
A partire dal prossimo mese di settembre, l'iniziativa, che si avvarrà della collaborazione scientifica dell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario e avrà il diretto patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, vedrà i volontari del servizio civile impegnati nella mappatura e nel recupero di tale ingente patrimonio.

La sottoscrizione di Italia Nostra continua per sostenere anche l'opera di recupero degli archivi dei centri minori.
I contributi possono essere inviati a Italia Nostra onlus
Poste Italiane c/c n. 26802009
Unicredit Banca di Roma IBAN IT71 E 03002 05324 000400039817
Causale : Terremoto Abruzzo - Fondo Archivio di Stato dell'Aquila

30/07/2009 17.33