Ricostruzione, Pd: «non ci sono soldi. Senatori Pdl colpevoli»

Alessandro Biancardi

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Ricostruzione, Pd: «non ci sono soldi. Senatori Pdl colpevoli»
ROMA. «La maggioranza e il Governo si sono opposti all'inserimento dei fondi per i terremotati nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria».
Lo affermano i senatori Luigi Lusi e Giovanni Legnini, rispettivamente Vice Presidente della commissione Bilancio, il primo, componente della stessa commissione e segretario d'Aula del PD il secondo dopo che con 147 voti contrari, 128 a favore e 1 astenuto, l'Aula del Senato ha respinto l'emendamento 4.2 alla risoluzione sul DPEF.
«Con questo voto contrario l'Abruzzo non avrà gli ulteriori soldi necessari per la ricostruzione, per far ripartire l'occupazione, per dare il via a quel necessario processo di profonda ripresa della vita nelle aree colpite dal sisma. E ciò per i prossimi 4 anni di efficacia del DPEF».
Durante la conversione in legge del DL 39/2009 sul terremoto, la maggioranza e il Governo, per bocca del suo principale Ministro Tremonti, hanno detto che i soldi si sarebbero trovati negli anni successivi perchè per il 2009 si potevano rintracciare solo quelli per l'emergenza e l'avvio della ricostruzione.
«Oggi sappiamo», proseguono i senatori Lusi e Legnini, «che a causa dei meccanismi della legge finanziaria, i soldi per la ricostruzione non sono previsti per l'intero periodo 2010-2013». C
on l'emendamento 4.2, a firma Finocchiaro, Legnini, Lusi e Marini, si garantiva l'inserimento nel DPEF 2010-2013 di tutti i fondi per la ricostruzioni degli immobili pubblici e privati colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e per prevedere che le imposte a carico dei cittadini dei Comuni dentro e fuori del cratere venissero trattati esattamente come tutti gli altri dei terremoti del 1997 in Umbria e Marche.
Concludono i senatori Lusi e Legnini: «Stupisce che in modo sistematico i senatori abruzzesi della Destra - Pastore, Piccone e Tancredi - votino consapevolmente contro questi emendamenti ragionevoli e non strumentali oppure non partecipino al voto - Di Stefano - preoccupati come sono di dissentire dagli ordini di scuderia del Cavaliere. Dimostrino questi senatori della Destra di essere dalla parte degli abruzzesi con un voto parlamentare che dia certezza di diritto sulla ricostruzione e sulle imposte gravanti sulle popolazioni terremotate dell'Abruzzo».

CIALENTE: «ORDINANZE MOLTO TARDIVE POCHI SOLDI»


A rincarare la dose ci pensa dall'Aquila il sindaco Cialente: «Nessuno nega che la Protezione civile stia svolgendo un ruolo importante all'Aquila per l'emergenza. Ma le affermazioni del sottosegretario Bertolaso - che, sono certo, sono state travisate - secondo le quali il Dipartimento di Stato o la stessa Regione non avrebbero colpe nei ritardi per le ricostruzioni e che le stesse siano imputabili agli enti sono smentite dalla realtà».
Cialente dice basta «al gioco al massacro»: «Non posso più tollerare che le responsabilità negative vengano addossate solo agli enti locali e ai Comuni in particolare sul tema della ricostruzione post sisma. E i nostri cittadini e le nostre imprese non sono ne' sfaticati, ne' pigri. Tali responsabilità, se esistono, vanno cercate altrove».
«Il vero problema», per il presidente Chiodi, «è la burocrazia e per questo il Comune dell'Aquila non è attrezzato, né poteva esserlo, per fare fronte a un compito così difficile. Bisogna aiutarlo e io sarò al fianco del sindaco»:
Dice basta alle polemiche il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis: «In una fase così delicata come quella che la città sta attraversando credo che tutti dobbiamo auspicare ancor più di ieri una forte coesione sociale e istituzionale per fronteggiare le sfide che ci troviamo di fronte».

BERLUSCONI CONTROLLA DA VICINO

Berlusconi ha ribadito ieri che sarà «ogni settimana a L'Aquila, per fare un lavoro che mi piace molto, che ormai è una sfida: è quello della costruzione delle residenze per le famiglie colpite dal terremoto in tempi assolutamente stretti. Dobbiamo far sorgere una grande emulazione tra le 16 aziende» coinvolte nel lavoro di costruzione delle nuove abitazioni, ha detto il presidente. «Per far sorgere entro novembre le case, con le lenzuola nel letto e con nel frigo i viveri necessari per entrare subito in una casa e sentirsi confortati da una straordinaria accoglienza. E questo è qualche cosa che nessuno al mondo ha mai fatto».

Intanto è prossima la firma del contratto per l'insediamento della sede principale del Comune dell'Aquila nel palazzo della società Rivera, in via Salaria Antica Est, adiacente all'edificio del Tar.
Lo ha reso noto la direzione generale, che ha precisato che il prezzo del canone di locazione è di 7,95 euro a metro quadrato e che si è in attesa del completamento della documentazione necessaria che, se non ci saranno ostacoli, sarà predisposta a breve.
La direzione generale sottolinea inoltre che il reperimento dell'immobile è stato effettuato in seguito a una procedura con evidenza pubblica e che l'allestimento di una sede in cui raggruppare la gran parte degli uffici consentirà da una parte di razionalizzare l'attività degli uffici – attualmente dislocate in diverse sedi – e dall'altra di restituire alle scuole i numerosi immobili attualmente ‘occupati' da settori e servizi dell'ente.

30/07/2009 10.58

DI STEFANO (PDL): «NESSUNA LEZIONE DA LUSI E LEGNINI»

«Ritengo stucchevole l'atteggiamento dei senatori del PD, Lusi e Legnini che continuano una polemica sterile e quanto mai assurda sulla proroga del pagamento delle imposte per i cittadini del cosiddetto “cratere” , mentre tacciono sull'imbarazzantissima situazione causata dalle scelte poco felici del sindaco Cialente». E' quanto afferma il senatore Fabrizio Di Stefano.
«In aula», ha continuato il senatore del Pdl, «Legnini ha accusato il collega Pastore d'essersi astenuto al voto sul provvedimento. Oggi, accorgendosi dell'inesattezza della propria dichiarazione, rivolge a me le stesse accuse, con la medesima ipocrisia. Sull'argomento credo che il Ministro Tremonti e il Sottosegretario Bertolaso siano persone sulla cui serietà nessuno possa discutere, tantomeno i senatori Lusi e Legnini», prosegue Di Stefano.
31/07/2009 8.49