La ricostruzione leggera non decolla: «arrivate in Comune solo 300 richieste»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La ricostruzione della città prosegue a rilento. Per il capo della Protezione Civile, è molto strano il fatto che i cittadini abbiano presentato appena 300 domande per cominciare la ricostruzione delle case: «bisognerebbe approfittare dell’estate». * PROGETTO C.A.S.E: INIZIATI IL 27% DEGLI EDIFICI





L'AQUILA. La ricostruzione della città prosegue a rilento. Per il capo della Protezione Civile, è molto strano il fatto che i cittadini abbiano presentato appena 300 domande per cominciare la ricostruzione delle case: «bisognerebbe approfittare dell'estate».




* PROGETTO C.A.S.E: INIZIATI IL 27% DEGLI EDIFICI



Cialente: «colpa del Governo, della protezione Civile e della Regione».
La parola che si sente spesso in queste settimane è «ritardi». Il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, ieri ci ha messo vicino anche un'altra parola: «inspiegabili».
La burocrazia che da queste parte sembrava essere stata quasi cancellata per consentire velocità di “manovra”, a quanto pare, crea ancora parecchi problemi.
«Ci sono ordinanze con più di un mese e mezzo di vita che non si capisce per quale ragione non sono state messe in pratica», ha detto Bertolaso a margine dell'inaugurazione della strada regionale 17 bis che collega Paganica a Camarda, resa inutilizzabile dal sisma.
«Ci era stato chiesto - ha proseguito - di eliminare la burocrazia e lo abbiamo fatto, dando ad ogni singolo proprietario il compito di chiamarsi un'impresa e fargli fare i lavori evitando così i vincoli e i colli di bottiglia tipici di una pubblica amministrazione. Vedo, però, che le cose procedono a rilento e questo ci lascia abbastanza perplessi».
La prossima priorità della Protezione civile, ha garantito il capo, «e' dare seguito finalmente a tutte queste ordinanze già firmate dal presidente del Consiglio che consentiranno alle popolazioni colpite dal terremoto di ripristinare i danni delle case, di ricostruire quelle crollate e di ricominciare tutte le attività commerciali».
Bertolaso ha anche parlato di un dato che considera anomalo: «fino ad ora siano state presentate appena trecento domande da parte di proprietari di case danneggiate o distrutte: bisognerebbe invece approfittare dell'estate per fare i lavori così da tornare a settembre alla normalità».
Dello stesso parere anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente: «le domande pervenute sono decisamente pochissime, intorno alle 200. Anch'io e la mia struttura siamo preoccupati e lo abbiamo più volte segnalato. Ma ci sono spiegazioni che non tirano in ballo la responsabilità del Comune».
Che sia complicato compilare i moduli? Il Comune dell'Aquila si sta attrezzando ed ha già predisposto con gli ordini professionali la 'cartellina tipo' con l'elenco di tutti i documenti che andranno prodotti all'atto della presentazione delle domande nonché la perizia tipo e la simbologia dei danni. «Siamo pronti ad evadere le domande - ha concluso Cialente - ma devono essere chiariti parecchi dubbi».

Per Cialente le colpe di questi ritardi sono del Governo, della Protezione civile e della Regione Abruzzo, in quest'ultimo caso per l'incompletezza del prezziario regionale. Prezziario tra l'altro che gli stessi progettisti ritengono ancora carente in molte voci.
Il sindaco chiede incontri con Protezione civile, Regione e ordini professionali per sbloccare la situazione e far partire la ricostruzione leggera.
«In Comune sono arrivati 20 milioni di euro (annunciati il 3 luglio, accreditati il 13)», ha sottolineato il primo cittadino, «per far fronte alle domande di intervento delle case classificate A, B e C. Ma per le sole A, secondo le nostre stime ne servono 120», ha tuonato Cialente

«Non mi sento attaccato, voglio specificare i problemi sul tappeto – ha continuato -. Sono rammaricato perché forse se per le abitazioni classificate come 'A' fossero state prese in considerazione anche le seconde case avremmo potuto risolvere da subito il problema di tanti aquilani affittuari».

NUOVE VERIFICHE CHE RALLENTANO TUTTO

Cialente ha annunciato un dato che spiegherebbe un altro elemento negativo: «Ci sono pervenute circa 800 domande di revisione delle verifiche effettuate dalla Protezione civile per le case A - riferisce il sindaco - e questo ci sta facendo accorgere che per molte di esse è insufficiente la cifra prevista di 10mila euro (che tra Iva e spese tecniche per la direzione lavori fanno circa 6-7mila euro). Tra l'altro c'é da considerare che, verosimilmente, perché non siamo in possesso del dato, molte case A sono seconde case per cui potrebbe esserci un ritardo da parte dei proprietari non interessati immediatamente a procedere ai lavori».
Un altro problema - per il sindaco -, è l'anticipo da parte dei cittadini per effettuare i lavori: «Le linee guida attese dai progettisti per stendere la perizia sono state emanate solo il 23 luglio - dice - e vi è un passaggio che ha provocato un nuovo rallentamento» e manca chiarezza. Sembra che il rimborso al cittadino possa avvenire solo dopo presentazione di un documento attestante l'avvenuto pagamento delle fatture.
«In sostanza - prosegue Cialente - il cittadino dovrebbe anticipare le spese. Un altro dei problemi che abbiamo riscontrato è che nelle incertezze di meccanismo di finanziamento e pagamento, molte ditte stanno chiedendo l'anticipazione per impiantare il cantiere».

DA 1 AGOSTO VIA CENSIMENTO PER AQUILANI

Il 1 agosto prenderà il via, per concludersi il 10, il censimento dei danneggiamenti subiti dagli aquilani per il terremoto del 6 aprile scorso.
«Chiederemo a tutti gli aquilani - ha spiegato Bertolaso - le cui case hanno subito danni o sono crollate o inagibili, cosa intendono fare. Hanno tre scelte: possono trasferirsi nelle case che stiamo costruendo noi, andare ospiti presso parenti o amici, o andare in affitto in case che possiamo trovare noi ed eventualmente anche requisire».
Entro fine agosto, ha concluso, «daremo la graduatoria per tutti i cittadini».

29/07/2009 9.41

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PROGETTO C.A.S.E: INIZIATI IL 27% DEGLI EDIFICI

L'AQUILA. Tra settembre e ottobre ci saranno le prima consegne delle case costruite appositamente per i terremotati che hanno perso la propria abitazione. Si parla di 4 lotti, ovvero 20 edifici. Gli altri saranno conclusi entro l'anno.
E' una corsa contro il tempo per rispettare le scadenze imposte dal Governo. E sui cantieri si lavora tutti i giorni, senza sosta, domeniche incluse.
3.000 aquilani subito dopo l'estate passeranno finalmente dalle tende o da abitazioni provvisorie in «case vere», come ama definirle il premier Silvio Berlusconi.
Le abitazioni del progetto C.A.S.E. andranno alle persone con una casa distrutta o inagibile, del tipo E o F, nel Comune de L'Aquila.
I complessi potranno dare in totale una sistemazione a circa 15.000 persone.
Avranno la precedenza le famiglie che hanno subito lutti, chi ha studenti o anziani in casa e la graduatoria verrà resa pubblica.
Saranno appartamenti arredati (biancheria compresa) all'interno di palazzine di tre piani antisismiche e progettate con i più avanzati criteri di sostenibilità. Inseriti in aree verdi, gli edifici saranno costruiti con diversi materiali, dal legno lamellare al calcestruzzo, ma comunque saranno ecocompatibili e realizzati in modo da garantire il risparmio energetico. Poggeranno su basi isolate sismicamente, cioè basamenti sorretti da colonne su cui sono installati dispositivi antisismici che, in caso di scossa, isolano le piattaforme dal terreno.
Ma a che punto è la costruzione?
I lavori sono iniziati in 11 aree su 19: si tratta dei cantieri più grandi, dove è prevista la realizzazione di gran parte dei complessi abitativi.
Dopo il parere positivo della Conferenza dei Servizi del 24 luglio sono iniziate le attività nelle nuove aree individuate per gli insediamenti: Roio Poggio, Roio 2, Assergi 2 (ex-Cogefar), Paganica 2, Gignano, Coppito 2, Coppito 3.
Al 27 luglio risultano ultimate 82 piastre con isolatori sismici, ovvero la metà delle piastre in programma.
62 le piastre che sono state consegnate per la costruzione degli edifici (ovvero il 38%), 45 le case già iniziate (27%). Nessuna casa è stata al momento completata.
Dalla consegna delle piastre antisismiche, le imprese vincitrici degli appalti hanno 80 giorni di tempo per completare i lavori e darle in consegna.
La prossima data di scadenza è stata fissata per il prossimo 2 agosto.
Entro quel giorno bisognerà continuare a pieno ritmo le attività di costruzione delle piastre nelle aree iniziate nella settimana precedente, terminare la progettazione e avviare la preparazione dei cantieri delle aree Roio Poggio e
Coppito 2. Bisognerà anche consegnare ulteriori edifici alle imprese aggiudicatarie delle case

TUTTI I NUMERI DEL PROGETTO

- 164 il numero complessivo degli edifici;
- 30 i lotti costituiti ognuno da 5 edifici, ciascuno con 25-30 appartamenti;
- 14 gli edifici in più rispetto al programma iniziale;
- 3 i piani degli edifici;
- 15mila i cittadini de L'Aquila a cui sono destinate le abitazioni;
- 80 i giorni di tempo per costruire gli edifici;
- 330 milioni di euro il costo complessivo del Piano;
- 255 mila mq la superficie utilizzabile;
- 1.000 mq la superficie abitabile di una piastra isolata sismicamente e idonea a ospitare 70/80persone.
- 16 le imprese vincitrici;
- 2 le imprese abruzzesi vincitrici;
- 30 su 150 gli edifici che saranno realizzati da imprese abruzzesi;
- 30 gli edifici che saranno consegnati a settembre;
- 120 gli edifici che arriveranno entro la fine dell'anno.


29/07/2009 10.04

[url=http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/report_aree_case.pdf]CONTROLLA LO STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI[/url]