Cialente: «pagheremo 700 mln di tasse. Così lo Stato ci umilia»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Nel 2010 la città dell'Aquila «sborserà 700 milioni di euro di tasse» per effetto del decreto legge anticrisi in discussione alla Camera, sul quale il Governo ha posto la fiducia. Attacchi al Pdl e a Giuliante: «più rispetto per la città». * SI’ AI 493,7 MLN DELL’UE. RECUPERATI DOCUMENTI PER INCHIESTA SUI CROLLI
A snocciolare i numeri è il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, secondo il quale «i cittadini che dovranno versare le tasse già dai prossimi mesi si pagheranno in pratica di tasca propria la costruzione delle case».
C'è ancora gente nelle tendopoli, le attività commerciali non si sono rimesse in moto, c'è incertezza per quello che sarà il primo inverno del dopo sisma.
Ma una cosa sembra ormai certa: gli aquilani dovranno pagare i tributi dal 1° gennaio 2010, senza sconti e dovranno restituire in due anni quanto sospeso nelle immediatezze del sisma..
Anche «nel 2011 - prosegue Cialente - pagheremo un altro bel pezzo di ricostruzione. Nonostante le rassicurazioni e le promesse da parte del Presidente del Consiglio e del governatore Gianni Chiodi»
Si tratta di «una scelta ben diversa rispetto a quanto il nostro Paese ha ritenuto di dover fare in altri casi di sismi devastanti o catastrofi naturali e a quanto lo stesso Governo ha deliberato fino allo scorso novembre per il Molise e la provincia di Foggia».
Cialente afferma che «un comprensorio fantasma, distrutto completamente, per questo Governo e per questa maggioranza parlamentare, e dunque per l'intera Italia, è tornato nella normalità».
«Con gli altri sindaci del cratere, devo affermare che ci sentiamo abbandonati - ribadisce Cialente -. Ma accanto al dolore e alla rabbia vi è la profonda umiliazione di un gruppo di sindaci di questo pezzo di Italia che cercano di spiegare al resto del Paese che il problema non è che non vogliono pagare le tasse, ma che sono nell'oggettiva impossibilità di farlo».
Il sindaco ha anche chiarito che la riconsegna delle fasce tricolori da parte dei sindaci del cratere davanti al Quirinale avverrà nei prossimi giorni «senza alcuna manifestazione, perché esso è tempio della repubblica».
«Il nostro gesto sarà fortemente simbolico, ma anche significativo - conclude Cialente -. Ci organizzeremo per riconsegnare le fasce».
E' un gesto dimostrativo e non si tratta di dimissioni vere perché, ha detto Cialente «non abbandonerei mai e poi mai i miei cittadini».
«Credo – ha poi proseguito parlando della restituzione delle tasse - che questa umiliazione non ce la meritassimo, soprattutto dopo la compostezza dimostrata, pur sapendo di questo iniquo provvedimento, in occasione del G8 che, sebbene ci abbia visto relegati al ruolo di comparse, si è svolto in un clima di grande serenità».
Come sindaco della città capoluogo, Cialente esprime «profonda indignazione anche per il comportamento di alcuni esponenti del centrodestra che, senza capire nulla del dramma che stiamo vivendo e dando una lettura in termini di schieramenti, impensabile in questo momento, ha accusato me e altri sindaci di fare 'sceneggiate'. A costoro, in particolare al capogruppo Pdl alla Regione Abruzzo, Gianfranco Giuliante, chiedo maggiore rispetto per i cittadini - conclude il primo cittadino - e che, almeno per le conferenze stampa in cui attacca il Comune, venga all'Aquila anziché restare a Pescara, dove alberga da tre mesi, in modo, magari, di rendersi conto della situazione».
Ha espresso solidarietà ai sindaci del cratere anche l'Associazione dei Comuni Italiani presieduta da Sergio Chiamparino: «così si dà il colpo di grazia ad un territorio distrutto».

24/07/2009 9.49

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SI' AI 493,7 MLN DELL'UE. RECUPERATI DOCUMENTI PER INCHIESTA SUI CROLLI


L'AQUILA. La Commissione ha formalizzato ieri ufficialmente la proposta di stanziare un aiuto di 493,7 milioni di euro a favore dell'Italia per far fronte ai danni provocati dal terremoto in Abruzzo.
Il finanziamento è stato deciso in seguito all'esame della domanda presentata dal governo italiano l'8 giugno scorso per l'accesso al fondo Ue di solidarietà istituito nel 2002 per aiutare gli Stati membri in caso di catastrofi naturali gravi.
La dotazione annua è pari a un miliardo di euro.
Quella del terremoto in Abruzzo «é la catastrofe di maggiori dimensioni per la quale il Fondo Ue è stato chiamato ad intervenire dalla sua istituzione», ha sottolineato in una nota il commissario Ue alle Politiche regionali, Pawel Samecki che da poco ha preso il posto di Danuta Hubner, eletta al Parlamento europeo.
Intanto l'assessore Regionale alla Protezione Civile, Daniela Stati, ha convocato una riunione tecnica per avviare revisione della normativa antisismica.
«Occorre tener conto - ha aggiunto l'assessore - delle esigenze di tutela della sicurezza sismica del territorio regionale emerse dalle recenti valutazioni della pericolosità sismica nazionale e dagli effetti che si sono evidenziati con il terremoto del 6 aprile».
Intanto i consulenti nominati dalla Procura della Repubblica dell'Aquila e gli uomini dell'Interforze della Polizia giudiziaria, accompagnati dai Vigili del fuoco, hanno recuperato nella sede del Genio civile del capoluogo abruzzese un'altra parte della documentazione relativa alla costruzione di palazzi crollati o lesionati, oggetto dell'inchiesta sul terremoto.
La sede del Genio civile si trova in via Pile, nei pressi della stazione ferroviaria, struttura crollata e, a sua volta, sottoposta a sequestro.
Il recupero segue quello effettuato già nelle scorse settimane. L'operazione è stata caratterizzata da particolari misure di sicurezza: la struttura del Genio civile é, infatti, sempre più pericolante a causa delle continue scosse. I documenti sono ritenuti importanti dalla Procura per risalire alla storia delle varie costruzioni e, quindi, potranno dare indicazioni utili alle indagini.

24/07/2009 10.17