Pagamento tasse, continua la battaglia per allungare i tempi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Nonostante le promesse e le solenni dichiarazioni fatte da Silvio Berlusconi oggi (ieri per chi legge, ndr) la maggioranza ha bocciato i nostri emendamenti al decreto anticrisi».

E' arrabbiato il deputato del Pd, Giovanni Lolli, che sperava di riuscire a mettere un punto fermo sulla restituzione delle tasse sospese per tutti i cittadini delle zone colpite dal sisma.
«Si chiede ai cittadini di restituire dal prossimo Gennaio delle tasse», ha attaccato Lolli, «quando ancora si vive nelle tende o lontano da casa, mentre l'economia del territorio è ferma e nonostante in eventi sismici avvenuti in altre Regioni questo rimborso è stato richiesto molti anni dopo il sisma.
Che fine hanno fatto le promesse e gli impegni presi dal Presidente del Consiglio?».
Per Lolli a niente sarebbe bastata la protesta ferma e decisa del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, che ha annunciato nei giorni scorsi di essere pronto a restituire la fascia tricolore al presidente della Repubblica Napolitano e di riprenderla solo nel momento in cui sentirà la solidarietà del Governo.
Così come non «sono bastate le lettere, i comunicati dei Comitati, le tantissime voci degli aquilani, non è bastato il nostro lavoro in Parlamento per spiegare le ragioni dei cittadini. Il risultato è che la città dell'Aquila e i suoi cittadini vengono abbandonati a loro stessi in un modo che non ha precedenti nella storia del nostro paese».
Un appello per la sospensione delle tasse è stata inviata dal deputato dell'Udc, Pierluigi Mantini, a Gianni Letta.
«Con la sensibilità che gli è propria da abruzzese e da uomo di Stato», si legge nella lettera, «intervenga per correggere questo errore del governo. C'è ancora la possibilità di farlo».
Mantini ha proposto il 50% delle imposte in 36 rate, a partire dal 2012.
Si sta battendo sullo stesso punto anche il deputato dell'Idv, Augusto Di Stanislao: «è necessario continuare a cercare di alleviare in ogni modo le difficoltà dei terremotati che stanno pian piano riprendendosi la propria vita», ha detto, «e le proprie attività e continuare a monitorare l'operato del Governo in merito a questo e intervenire laddove manchino le giuste misure e i giusti provvedimenti per una ripresa ottimale e completa della città de L'Aquila e di tutte e popolazioni colpite dal tragico evento».
Contro il provvedimento anche Francesco Mattucci, presidente del circolo Il Buongoverno dell'Aquila (area Pdl) che ha scritto una lettera aperta alla città.
«Non è assolutamente accettabile una disposizione del genere», sottolinea il presidente, «perché si rischia davvero di mettere in ginocchio la città, oltre quanto è stato già fatto dal sisma. Come potrebbero tornare a pagare le tasse tutti coloro che hanno perso il lavoro, o che avevano un esercizio nel centro storico? Non riuscirebbero mai in ciò, e sarebbero definitivamente condannati».

BUONE NOTIZIE PER LA FINMEK

E' stata però approvato l'emendamento, a prima firma proprio di Giovanni Lolli, che proroga la cassa integrazione per le due aziende dell'Aquila e di Sulmona della Finmek.
Soddisfatta il deputato del Pdl e segretario della Commissione lavoro della Camera dei Deputati Paola Pelino. «Questo permetterà la proroga degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dell' azienda abruzzese in crisi e di conseguenza, penalizzata dal grande evento sismico che ha colpito la regione con forti ripercussioni negative economiche e produttive».


22/07/2009 10.26