Allarme per 45 monumenti:«solo il 12% dei soldi necessari»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Solo il 12% dei soldi necessari al restauro dei monumenti danneggiati dal terremoto è stato ad oggi reperito


La denuncia arriva da Gianfranco Cerasoli, segretario generale nazionale Uil Beni e Attività Culturali, sullo stato della cosiddetta “lista nozze” per far adottare a livello nazionale e mondiale 45 beni culturali aquilani ed abruzzesi danneggiati dal terremoto.
Dalla Basilica di Collemaggio a Santa Maria di Paganica, da San Berardino al Forte Spagnolo, da San Clemente a Casauria alla Fontana delle 99 Cannelle si arriva ad un totale di circa 450 milioni da investire per riportare tutto com'era fino al 5 aprile scorso.
Ma dall'analisi documentata di Cerasoli, siamo solo al 12% circa del necessario. Altre somme sono state annunciate ma non formalizzate, come i 50 milioni promessi dal Governo Spagnolo per il Forte Spagnolo, altri monumenti non hanno trovato alcuna adozione.
«Non c'è tempo da perdere», continua Cerasoli. «Le emozioni passano presto, se da questo punto di vista non è bastato l'effetto G8, bisogna mettersi a tavolino per far formalizzare ai diversi soggetti le disponibilità dichiarate ma rimaste senza seguito e trovare mecenate dove ne siamo rimasti senza. Se il Ministro Bondi non funziona, il Governo lo surroghi in questo compito. Sarebbe imperdonabile non saper capitalizzare l'aver fatto dell'Aquila per qualche giorno la capitale del Mondo. Il terremoto dell'Aquila è diverso da tanti altri non solo perché si tratta di un capoluogo, ma anche perché si tratta di una straordinaria città d'arte e cultura, che non dobbiamo perdere».

GIULIANTE: «FAR RIPARTIRE LA CULTURA

Intanto il presidente del gruppo consiliare regionale del Pdl, Gianfranco Giuliante, rende noto di aver inviato all'assessore regionale Mauro Di Dalmazio una nota (firmata anche dai consiglieri Luca Ricciuti, Antonio Del Corvo e Valter Di Bastiano) con la quale si richiede un incontro a breve per discutere del rilancio delle attività culturali e turistiche in provincia di L'Aquila.
«L'Aquila e il suo comprensorio rappresentano una vera e propria miniera di bellezze artistiche, naturali e monumentali», scrive Giuliante, «Non vorremmo che tale “patrimonio”, già devastato oltre misura, finisse per attrarre solo il cosiddetto “turismo del dolore” e che la città cedesse all'autocommiserazione, rinunciando a “sfruttare” fino in fondo le proprie immense potenzialità».

22/07/2009 10.13