800 euro per un monolocale in periferia, il "caro casa" a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo il terremoto è scoppiato il “caro casa”: prezzi schizzati a cifre mai visti prima per quelle abitazioni agibili, rimaste intatte dopo il 6 aprile. * UN EDIFICIO ALL’AVANGUARDIA PER L’UNIVERSITÀ DELL’AQUILA  

Nella tragedia non mancano speculazioni e chi in questi giorni ha urgenza di far rientro in città, dopo 3 mesi dal terremoto, si scontra con affitti alle stelle.
Il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, scende il campo contro il fenomeno e chiede l'intervento immediato del Comune per arginare il problema.
Per un monolocale in periferia c'e' chi chiede anche 800 euro. Cifra che sale vertiginosamente se l'abitazione ha una metratura superiore.
«Il sindaco, Cialente - ricorda il sindacalista - si era impegnato a stabilire un tariffario massimo per tutte le case e i locali agibili da affittare. Molte famiglie devono rientrare in città per motivi di lavoro o in vista della riapertura delle scuole e necessitano di una sistemazione autonoma, ma si sono viste chiedere cifre esagerate, nelle zone meno colpite dal terremoto».
A fronte di questa situazione la Cisl sollecita il Comune ad emanare al più presto una precisa ordinanza che stabilisca i criteri per gli affitti, con l'applicazione di un tariffario equo, sulla base della metratura delle abitazioni.
«Bisogna evitare qualsiasi speculazione sulle case e i locali disponibili», sottolinea Giorgi, «in un momento difficile per il nostro territorio, che richiede grande senso di responsabilità e impegno da parte di tutti. Occorrono controlli mirati, a campione, sulle abitazioni già affittate per evitare aumenti indiscriminati delle tariffe».
L'applicazione di un tetto massimo garantirebbe un rientro economico ai proprietari e, nello stesso tempo, consentirebbe il ritorno in città di tante famiglie.
«Se vogliamo la rinascita dell'Aquila», chiude Giorgi, «dobbiamo fare in modo che tutti i cittadini abbiano la possibilità di trovare una sistemazione e di tornare a lavorare sul territorio».

PAGAMENTI TASSE, POSSIBILE PROROGA

Intanto al presidente Chiodi è arrivata formale rassicurazione sul fatto che la proroga della sospensione del pagamento delle tasse, come avvenuto per tutti gli altri eventi calamitosi che hanno colpito negli anni il Paese, avverrà con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Tale ordinanza arriverà prima della scadenza del termine attualmente in vigore.
«Non è assolutamente plausibile -ha afferma Chiodi - che una sospensione per un periodo lungo, magari di anni, possa avvenire con legge dello Stato. Solo attraverso diversi provvedimenti successivi potrà essere prorogata la scadenza del termine di sospensione del pagamento dei tributi, verificando se ne sussistono ancora, di volta in volta, tutti i presupposti».
Secondo quanto riferisce il presidente della Regione «considerato quello che è successo all'Aquila e nei comuni del cratere, non ho alcuna difficoltà a ritenere che il Governo procederà a prorogare più volte, per un periodo complessivo congruo, i termini di scadenza per il pagamento delle imposte».
Chiodi si è impegnato a consentire che, alla ripresa dei versamenti, venga adottato un trattamento del tutto simile a quello adottato in altre situazioni «dilazionando i versamenti pregressi sospesi in un numero significativo di rate».

21/07/2009 10.25

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UN EDIFICIO ALL'AVANGUARDIA PER L'UNIVERSITÀ DELL'AQUILA

L'AQUILA. Al via la realizzazione dell'edificio, futura sede di alcuni uffici amministrativi dell'Università degli Studi dell'Aquila, a basso consumo energetico e ad alte prestazioni ambientali.
Inizieranno martedì all'Aquila i lavori per la realizzazione delle fondazioni di un edificio in tecnologia stratificata a secco, a basso consumo energetico e ad alte prestazioni ambientali, frutto della collaborazione didattica e scientifica tra l'Università degli Studi di Parma e quella del capoluogo abruzzese.
La palazzina, che ospiterà alcuni uffici amministrativi dell'Ateneo dell'Aquila, sarà costruita nell'arco di 40 giorni dall'ultimazione delle fondazioni e, una volta costruita, verrà misurata nelle sue performance ambientali.
Il progetto è stato realizzato grazie alla donazione di due imprese parmigiane - Consorzio esi (edilizia sostenibile innovative CO.GE. Costruzioni Generali S.p.A e di tre realtà industriali consolidate: Celenit, Saint Gobain, Mitsubishi Electric.
Altre aziende contribuiranno alla fornitura di ulteriori materiali. L'edificio, costituito da uffici per una superficie utile totale di circa duecento metri quadrati, sarà realizzato con una struttura portante in legno, poi tamponata con pannelli stratificati a secco di elementi specializzati e supportati da orditure metalliche.
La progettazione, partita dall'analisi dei fattori ambientali del sito, prevede l'installazione di un impianto fotovoltaico da 9,12 kWp composto da moduli ed inverter che consentiranno una produzione annua di circa 13.000 kWh e una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 8 tonnellate all'anno.
L'impianto consentirà di coprire totalmente il fabbisogno energetico primario dell'edificio. Anche per la climatizzazione, il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria della palazzina è previsto l'utilizzo di sistemi VRF a pompa di calore.
Le vetrate impiegate sono altamente isolanti, per il progetto dell'involucro, invece, sono stati scelti materiali come la lana di legno mineralizzata, la fibra di legno, guaine traspiranti e freni al vapore.
«Avendo studiato all'Università dell'Aquila, ho cercato di trovare nel mondo imprenditoriale parmigiano l'appoggio per poter contribuire alla sua ricostruzione», ha spiegato Antonio Montepara, preside della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Parma, che è stato il tramite dell'accordo raggiunto tra l'Ateneo emiliano e quello abruzzese. «E grazie a Consorzio esi e a CO.GE., disposti ad aiutare concretamente e in tempi rapidi, sono emersi, in una situazione così drammatica come il post-terremoto, il senso di responsabilità di questi imprenditori e l'animo tipicamente italico a dare una mano a chi ha bisogno: un gesto di umanità».
«Questa donazione è un contributo importante per noi – afferma Ferdinando Di Orio, Rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila – perché indica che una realtà significativa del Paese investe sulla nostra Università e sulle nostre capacità scientifiche e culturali: prendiamo atto dell'investimento – perché di questo si tratta – e ne siamo molto grati».

21/07/2009 10.30