Appalti e criminalità: Trifuoggi, «occhi aperti sulla ricostruzione dell’Aquila»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La fase della ricostruzione dell’Aquila e della provincia abruzzese distrutta dal terremoto del 6 aprile scorso «non sarà affatto facile» e la città «rischia di perdere le sue istituzioni e la sua università».


La pensa così Nicola Trifuoggi, procuratore capo a Pescara che sabato scorso, nel corso di un incontro organizzato dall'Ugl, ha parlato di quello che sta avvenendo nel capoluogo di regione.
«In mancanza di un piano complessivo di intervento», ha spiegato il magistrato, «L'Aquila corre il rischio di diventare, fra qualche anno, un sito archeologico circondato da tante casette nuove piu' o meno efficienti e rispondenti alle necessita' della popolazione».
L'Aquila, ha proseguito Trifuoggi, «una città bella, cara», ma «corre il rischio di perdere le sue istituzioni, la sua università».
E sulla ricostruzione, come si dice ormai da tre mesi, c'è la pesante ombra delle infiltrazioni criminali che potrebbero partecipare alle gare d'appalto.
«Il problema - ha detto Trifuoggi - e' che ogni volta che ci sono movimenti di grandi masse di denaro chi ne ha la disponibilità ed e' insaziabile cerca di infiltrarsi sia per ripulire il denaro acquisito in maniera illecita sia per aumentare ulteriormente il proprio potere. Il controllo sarà tutt'altro che facile perchè non si presenterà alle gare d'appalto nessuna società dal nome 'Mafia spa', non ci sarà nessuno dei soci di queste società, salvo errori clamorosi e dilettanteschi, ma allora di questa gente bisogna preoccuparsi poco se commettono questi errori sono dei paraventi. Ci sarà tutta gente immacolata, e allora e' necessario che vi sia una memoria storica importante perchè certi nomi che in Abruzzo non dicono assolutamente nulla, ad altri, in altre parti d'Italia, possono dire assolutamente tanto. Bene fa Piero Grasso - ha detto ancora il procuratore - a pretendere di avere un ruolo nel controllo sulla ricostruzione creando quel pool di magistrati. Bene farà, e sono convinto che lo farà, la Procura della Repubblica de L'Aquila a tenersi in continuo contatto e a chiedere umilmente aiuto a tutti perchè non e' il momento dell'orgoglio ma quello in cui bisogna chiedere l'aiuto di tutti. Qualsiasi magistrato, poliziotto, carabiniere, finanziere d'Italia, può dare quella informazione giusta per evitare che questo denaro si disperda».
Per Trifuoggi, che nel corso della manifestazione ha ricevuto una targa dall'Ugl, l'unica cosa positiva nella vicenda del terremoto e' che gli aquilani hanno scoperto che «l'odio dei pescaresi nei loro confronti era una favola raccontata da qualche politico di bassa lega che non aveva alcun altro modo di mettersi in mostra».

20/07/2009 9.16