Terremotati inChiodati alla croce

Alessandro Biancardi

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L’INTERVENTO. ABRUZZO. Sulle polemiche di questi giorni ed i provvedimenti del governo ospitiamo un intervento dell’avvocato Isidoro Malandra. * RIPARAZIONI E RIMBORSI IVA ESCLUSA?
Il deputato Lolli si rammarica del fatto che le Ordinanze 3789 e 3790 di Berlusconi ricalchino il D.L. 39/09 e continuino ad escludere il rimborso in favore dei proprietari non residenti.
Sarebbe strano il contrario dal momento che le ordinanze hanno natura applicativa e non emendativa della legge che le prevede.
L'ordinanza non può mutare la sostanza della legge ma può precisarne il contenuto.
Così scopriamo, all'art. 1, comma 1, Ordinanza 3790, che “il miglioramento sismico è ammesso a contributo solo nei casi in cui la struttura sia danneggiata oppure abbia un livello di sicurezza inferiore al 60% di quello corrispondente ad una struttura adeguata ai sensi delle Norme Tecniche delle Costruzioni”.
Al comma 3 si legge che il contributo per unità immobiliari diverse dall'abitazione principale o destinate ad uso non abitativo è cumulabile con quello per l'abitazione principale “solo se riguardante l'unità immobiliare ad uso non abitativo adibita all'esercizio dell'impresa o della professione”.
Come si vede l'ordinanza serve a restringere i casi di rimborso e non ad estenderli.
Il comma 10 dell'art. 2 prevede che, nel caso il ripristino della agibilità sismica di un edificio dipenda da interventi riguardanti singole unità immobiliari, il Sindaco può sostituirsi al privato proprietario che non interviene per eliminare il pericolo per la pubblica e privata incolumità. Niente dice l'ordinanza nel caso in cui il ripristino di un edificio, destinato ad abitazione principale, non si possa realizzare senza il ripristino dell'adiacente edificio escluso dal contributo che il proprietario decide di non riparare.
E' la situazione di tanti edifici nei centri storici terremotati e nessuno se ne cura!
Si diceva nei mesi scorsi dell'aleatorietà delle somme effettivamente stanziate col decreto legge. Basta leggere l'ordinanza 3789 del 9.7.2009 per capirne la portata.
Si prevedono indennizzi per le attività produttive, perfino per i costruttori edili che devono adeguare gli edifici in costruzione alle norme antisismiche (a condizione che vendano o affittino ai senza casa!?).
Il Sindaco determina la spettanza dell'indennizzo e comunica a Bertolaso le somme necessarie. Bertolaso comunica al Ministero dell'Economia e delle Finanze ed i fondi vengono finalmente erogati “compatibilmente con gli altri interventi di cui all'art. 3 comma 1 del medesimo decreto legge…fino alla concorrenza delle risorse disponibili”.
Ma l'analisi delle ordinanze risulterebbe un mero esercizio di stile se non si accompagnasse ad una analisi politica della gestione del post-terremoto.
Il Sindaco Cialente si strappa le vesti e chiama i cittadini alla mobilitazione.
Sarebbe bene che non restituisse la fascia tricolore ma la indossasse mettendosi a capo delle mobilitazioni.
Contro Berlusconi e Bertolaso ma anche contro la Giunta ed il Consiglio Regionale, inesistenti di fronte all'esproprio di funzioni e di dignità ai danni delle istituzioni rappresentative abruzzesi. Invece di togliersi la fascia il Sindaco Cialente dovrebbe rifiutarsi di eseguire gli ordini e anzi autonomamente requisire le case sfitte per darle, subito, agli sfollati.
Dovrebbe rifiutarsi di gestire l'indegna selezione tra terremotati per l'assegnazione, in un futuro lontano, degli alloggi del Piano Case. Dovrebbe rimettere al Consiglio Comunale le funzioni delegategli da Berlusconi in merito alla pianificazione della ricostruzione del centro storico e chiedere alla Regione di emanare linee guida valide per tutti i centri colpiti, così come successo nella sempre citata Umbria. Cialente infine dovrebbe rifiutarsi di eseguire (con quale personale e con quali fondi?) l'enorme mole di lavoro relativa alla istruzione e gestione delle pratiche relative ai rimborsi.
Anche le associazioni dovrebbero scendere sul terreno della concretezza e spiegare come si ricostruisce dal basso se non si mette in discussione il sistema centralizzato e gerarchico messo in piedi da Bertolaso e Berlusconi e se non si riportano le decisioni al livello di competenza previsto dal nostro sistema istituzionale. Infine, i partiti di opposizione devono battere un colpo, se ci sono. Cominciando col porre in discussione una legge regionale sul modello umbro, su cui creare un movimento di popolo trasversale, che riporti le decisioni e la gestione della ricostruzione nelle mani degli abruzzesi.


Isidoro Malandra 20/07/2009 9.34

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RIPARAZIONI E RIMBORSI IVA ESCLUSA?

L'AQUILA. L'interpretazione delle ordinanze emanate in questi giorni dalla presidenza del Consiglio non sempre sono di facile interpretazione per i comuni cittadini che non hanno dimestichezza con il burocratichese.
Così nei giorni scorsi si era diffusa la paura di chi deve compiere delle riparazioni che i rimborsi dello Stato fossero Iva esclusa.
«Se una ha 100.000 euro di danni iva compresa», ci scriveva un nostro lettore qualche giorno fa, «20.000 euro li deve cacciare di tasca sua, altro che contributo».
Risolve la questione l'avvocato Isidoro Malandra che smentisce però questa ipotesi.
«Il comma 7, articolo 1 dell'ordinanza 3790 dell' 8 luglio del 2009 sulla ricostruzione degli edifici di tipo E spiega che “rientrano tra le spese ammissibili, al netto di Iva, gli eventuali oneri per la progettazione e l'assistenza tecnica di professionisti abilitati”. Tale comma», spiega Malandra, «avvalora l'interpretazione secondo cui l'iva viene esclusa dal rimborso solo per le spese di progettazione e assistenza tecnica».
Questo è il mio parere ma potrei essere smentito in fase di applicazione concreta delle ordinanze sulla ricostruzione.

20/07/2009 9.34