Al caldo in tenda mentre continua il lavoro per le C.a.s.e

Alessandro Biancardi

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Al caldo in tenda mentre continua il lavoro per le C.a.s.e
L’AQUILA. Procedono a ritmo serrato i lavori per la realizzazione degli edifici del progetto C.A.S.E. e il18 luglio, ha preso il via anche la produzione industriale degli arredi per gli appartamenti antisismici. * TASSE PER I TERREMOTATI, CIALENTE: «NON INDOSSO PIÙ FASCIA TRICOLORE» * CASERMA DI COPPITO, INCERTO IL RIENTRO PER CIRCA 600 ALLIEVI


Sono state, infatti, aggiudicate le gare per la fornitura degli arredamenti completi di oltre 4mila alloggi.
Tra le 18 imprese partecipanti, quattro le ditte vincitrici: la Deltongo Industrie, il mobilificio Florida, la RTI - Europeo, P.M. International Furnishing e Martex – e la Estel Office per la fornitura di quattro lotti da mille alloggi ciascuno.
«Significativi i risparmi conseguiti grazie alla gara»,assicurano dalla Protezione Civile, «pari al 34% dell'importo messo a bando per un totale di circa 19 milioni di euro. Fondi che saranno reinvestiti per migliorare ulteriormente la qualità dei nuovi insediamenti e per ottimizzare la rete di servizi da realizzare».
La fornitura degli arredi prevede una dotazione completa per ciascun appartamento.
Una dotazione funzionale e confortevole - dalla lavastoviglie al mobilio, dalla televisione ai cuscini - per ciascuno dei 4mila appartamenti del progetto per un totale di 56 milioni di euro a base di gara e 37 milioni di euro assegnati. Sono 19 i milioni di euro di risparmio complessivo.



A S.GREGORIO,SENZA PROTEZIONI CONTRO CALDO

A sperare che i lavori procedano spediti senza intoppi sono soprattutto gli sfollati che in questi giorni vivono sotto al sole cocente delle tendopoli.
Decine di proteste e segnalazioni arrivano dai residenti delle tende allestite nella frazione aquilana di San Gregorio, gestita dalla Croce Rossa, per la mancanza di adeguate protezioni esterne contro il caldo.
«Nonostante le rassicurazioni da parte della Protezione civile e le promesse divulgate sulla stampa - ha detto Fernando Iovine, residente dell'area delle case comunali - la nostra tendopoli non è ancora sufficientemente equipaggiata contro il caldo. E' una delle poche della zona a non essere ancora equipaggiata con le reti verdi di protezione solare».
Nella settimana appena trascorsa il caldo ha provocato malori, specialmente tra bambini e anziani, alterando anche i turni di lavoro dei volontari della Croce Rossa.
A Paganica, invece, è stata allestita una "sala-refrigerio", all'interno di un presidio ospedaliero da campo donato da un cittadino americano.
La stanza, della superficie di circa 40 metri quadri, è stata sfruttata spesso nei giorni scorsi, specie nelle ore più calde.
I volontari della Croce Rossa hanno fatto sapere di aver utilizzato questo spazio anche per ospitare persone in assistenza temporanea.
Diversa la situazione nell'area della tendopoli gestita dalla protezione civile Lombardia - nei pressi del cimitero -, dove le tende sono ancora senza protezione dal sole.

20/07/2009 9.18
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TASSE PER I TERREMOTATI, CIALENTE: «NON INDOSSO PIÙ FASCIA TRICOLORE»

L'AQUILA. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, non indosserà più la fascia tricolore. «La riprenderò - ha dichiarato - solo quando vedrò che questo Paese ci è vicino».
La sua è una protesta pacifica per protesta contro la normativa fiscale che impone ai residenti nei Comuni del cratere sismico la restituzione al 100% a partire dal prossimo gennaio delle tasse sospese dopo il terremoto.
«Se devono lasciarci in questa situazione - ha detto Cialente - non indosserò più la fascia tricolore da sindaco. Così l'economia aquilana non può ripartire».
Il primo cittadino ha invitato a lanciare un messaggio netto: «Nel momento in cui il Paese, rappresentato dal Governo, decide che L'Aquila è tornata in una situazione di normalità e, quindi, può pagare tranquillamente le tasse, c'é bisogno di un segnale importante».
Cialente si è detto pronto anche a restituire la fascia al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Il sindaco ha criticato anche la scelta di non destinare i proventi dello scudo fiscale alle aree terremotate.
Oggi la Commissione congiunta di finanze e bilancio discuterà gli emendamenti presentati in Parlamento per modificare i parametri di restituzione degli oneri fiscali non versati.
«Non ce la facciamo - ha esclamato Cialente - a pagare tutte queste tasse. La mia gente, e parlo come primo cittadino, che prima di alzava tutte le mattine per andare a lavorare, non ha più il posto fisico dove lavorare ne' le abitazioni. Come facciamo a restituire per due anni 23 milioni di euro al mese, così come ha previsto il Governo».
«Siamo dissanguati - ha proseguito Cialente - il Governo non ha capito cosa realmente e' successo il 6 aprile all' Aquila, non si tratta di una questione di schieramento politico ma di sopravvivenza della stessa comunità aquilana».
Per Pierluigi Bersani, candidato alla Segreteria del Pd, la norma che prevede di sbloccare il pagamento delle tasse «é uno schiaffo alla popolazione».
«E' una cosa incredibile: io stesso da un paio di settimane ho informato il governo che questa è una situazione da risolvere e mi auguro che nei prossimi giorni la cosa venga corretta».
Secondo l'ex ministro «stabilire che si è tornati alla normalità e chiedere indietro le tasse - ha concluso - mi pare totalmente fuori dalla realtà».

SIT-IN DI PROTESTA PER CASE COMUNALI SAN GREGORIO

Intanto sabato si è tenuto un sit in di protesta dei residenti di San Gregorio che vivono nei quattro blocchi di proprietà del Comune dell'Aquila.
I cittadini hanno protestato contro le «incongruenze nell'esito delle verifiche strutturali dopo il sisma, la mancanza di una rete fognaria nell'area, l'assenza di criteri per l'assegnazione degli alloggi temporanei ai residenti di case popolari».
«Su quest'area - ha commentato Fernando Iovine - attendiamo ancora risposte dall'Ingv per quanto concerne il rischio sismico e l'assetto idrogeologico».
I residenti hanno contestato numerosi errori sulle schede di valutazione e negli elenchi, come la destinazione d'uso delle case popolari che non reca la dicitura "uso abitativo".
Problemi rilevati anche nel momento dei controlli strutturali.
Hanno effettuato dei controlli a campione e non hanno verificato appartamento per appartamento - ha detto Sabrina Ferella - per questo motivo sono state classificate 'A' delle abitazioni non abitabili».

20/07/2009 9.17
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CASERMA DI COPPITO, INCERTO IL RIENTRO PER CIRCA 600 ALLIEVI


COPPITO. La caserma di Coppito è stato il punto di riferimento dal 6 aprile scorso. Grande protagonista del G8 si è dimostrata la vera cittadella utile per gli incontri ufficiali e per ospitare .
Adesso però non è più certo il ritorno in tempi brevi nella scuola sottufficiali dei circa 600 allievi finanzieri che hanno lasciato oltre due mesi fa la struttura per liberare spazi della caserma per permettere di organizzare l'ospitalità dei grandi del mondo e delle delegazioni per il summit mondiale.
Il rientro dalle sedi di Roma e Bari degli allievi era stata data quasi per certa tanto che si era fatta largo l'ipotesi del 24 luglio come scadenza.
Ma in tal senso non c'é stata nessuna comunicazione ufficiale: neppure dopo l'incontro di martedì scorso tra il comandante generale del corpo e il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, il quale aveva annunciato il confronto per mettere a punto la strategia per la gestione post G8 della caserma in una conferenza stampa di bilancio dell'evento.
I vertici nazionali delle fiamme gialle rimangono con le bocche cucite, ma dalla preoccupazione che serpeggia si evince che qualcosa è successo.
Il rientro dei 600 allievi potrebbe essere messo in dubbio dalla grande richiesta di spazi della caserma da parte delle istituzioni e per rispondere all'emergenza terremoto: non a caso, si è parlato anche di posti letto da destinare agli sfollati qualora le case antisismiche non fossero sufficienti a coprire il fabbisogno o consegnate in ritardo e quindi si rendesse necessario far fronte all'inverno. Nella passate settimane voci di un possibile trasferimento della scuola in altre sedi si erano fatte insistenti.
Ma poi tutto era stato smentito anche per l'intervento delle istituzioni locali, compreso l'arcivescovo, monsignor Giuseppe Molinari, che hanno difeso la struttura formativa, considerata molto importante sia socialmente sia economicamente alla luce della presenza di centinaia di finanzieri e delle loro famiglie.
Aspetti che dopo il sisma acquistano una importanza ancora maggiore per la ripresa.
E intanto anche lo scorso fine settimana centinaia di cittadini sono andati alla Caserma per visitare i luoghi che hanno ospitato il G8.

20/07/2009 9.17