Il caldo atroce nelle tende, ma per i medici situazione «sotto controllo»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E’ preoccupante la situazione nelle tende con il caldo torrido che in questi giorni sta invadendo mezza Italia.


Nei campi si boccheggia. Meglio restare in tenda se si ha un condizionatore, anche se alcuni ammettono che è un leggerissimo palliativo.
Girare per le tendopoli è un inferno. Il sole picchia pesantemente. A piazza d'Armi, il campo più grande allestito dopo il terremoto del 6 aprile, non c'è praticamente ombra. Per la maggior parte della giornata non si vede circolare quasi nessuno.
C'è chi resta in tenda, chi occupa gli spazi comuni dove si può guadagnare qualche grado in meno e a volte tira una leggerissima brezza.
Per gli anziani la situazione è più complicata. Se fino a qualche giorno fa c'era chi trascorreva le giornate sulle sedie a presidio della propria casa di tela adesso è diventato quasi impossibile.
Caldo asfissiante e umidità non danno tregua e sta ai medici contrastare cali di pressione e urgenze dell'ultima ora.
I medici di famiglia però non sembrano avere particolari problemi.
«Per ora non stiamo vivendo stati di vera emergenza - commenta Giancarlo Rossetti, segretario provinciale Fimmg de L'Aquila - ma forse nell'epicentro del terremoto la situazione è diversa». Anche dal Distretto sanitario arrivano notizie confortanti: «tendenzialmente è uno stato di normalità - sottolinea Lino Scoccia, capo del Distretto sanitario della Asl de L'Aquila - mentre i casi più emergenti li stiamo dirottando verso un ospedale da campo a Paganica che è munito di aria condizionata».
Intanto si è proceduto alla disinfestazione in alcune zone di Bazzano, frazione dell'Aquila, da parte dell'Asl per contrastare l'invasione di cavallette avvenuta mercoledì pomeriggio.
L'intervento, però, non è stato sufficiente a far rientrare il fenomeno, quindi ieri notte è stato ripetuto.
L'invasione di milioni di insetti, secondo tecnici comunali, sarebbe stata provocata dalle recenti mietiture e dal taglio di erba in alcuni campi della zona. L
'episodio ha creato non pochi problemi nelle aziende del nucleo industriale di Bazzano, nelle case, nelle tendopoli allestite in zona dopo il terremoto e negli uffici, in particolare nel nuovo tribunale dell'Aquila, insediato nella struttura dell'ex comando regionale della Guardia di Finanza.
E non passa giornata senza polemiche. Ieri il deputato abruzzese del Pd, Giovanni Lolli, ha accusato il Governo di trattare male gli sfollati.
«Il presidente del Consiglio viene all'Aquila il giorno in cui in Parlamento si discute la norma con la quale il suo Governo chiede ai terremotati abruzzesi di restituire il 100 per cento delle tasse sospese dopo il sisma a partire dal primo gennaio 2010», sottolinea Lolli. «Un trattamento infinitamente peggiore di quello riservato a tutti i cittadini colpiti da altri eventi calamitosi».
«Il G8 è finito», continua Lolli, «è tempo che Berlusconi venendo all'Aquila, dia conto ai cittadini del motivo per il quale noi siamo trattati in questo modo barbaro».


17/07/2009 9.51