Università L’Aquila, la ricostruzione, gli aiuti ed i problemi quotidiani

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L’università dell’Aquila era, ed è ancora, una delle istituzioni più importanti del capoluogo, uno dei pilastri che lo sorregge, ed è stato ribadito da più parti che non può esserci ricostruzione senza partire dall’ateneo.


Il sisma del 6 aprile lo ha danneggiato gravemente, radendo al suolo gli edifici delle facoltà di Lettere e Filosofia e del rettorato.
Anche il nuovo edificio di Ingegneria non è stato risparmiato, mentre la facoltà di Scienze risulta la meno colpita, con uno dei due edifici, Coppito 1, ancora agibile, che ora è il centro operativo dell'università.
Oggi, a più di tre mesi dal terremoto, si sta cercando di tornare al lavoro, fra i mille problemi.
La segreteria virtuale è tornata online, facilitando la vita a tutti gli studenti, la facoltà di Medicina e Chirurgia ha riconfermato per l'anno prossimo la stessa disponibilità di posti dell'anno scorso, ed anche le graduatorie delle borse di studio sono online.
La situazione ha naturalmente creato anche molti problemi, ed il più pressante per l'università è lo spazio perso, necessario soprattutto per alloggiare gli studenti, 13.000 fuori sede e 14.000 aquilani.
Il ministro degli interni La Russa ha dato la disponibilità delle due caserme Pasquali e Rossi, ma il rettore Di Orio pronostica che gli edifici necessitino di almeno un anno di lavori prima di essere in grado di ospitare l'università.
Alcune unioni degli studenti inoltre puntano il dito sulla Regione, che nella persona dell'assessore al Diritto allo Studio Paolo Gatti sarebbe «inspiegabilmente assente», rendendo ancora molto difficile il dispiego di normali pratiche per gli studenti, e nel nuovo bando per le borse di studio non ci sarebbe nessuna indicazione o requisito che possa dare la certezza di rientrarvi.

GLI AIUTI DALL'ITALIA E DAL MONDO


La ricostruzione è favorita anche da numerose iniziative a suo sostegno, giunte da tutte le parti del mondo, in primis dal presidente degli Stati Uniti Obama che si è impegnato, oltre alla ricostruzione di un edificio dell'ateneo, ad aiutare gli studenti con borse di studio, programmi di scambio di studenti, assistenza a biblioteche ed archivi ma anche campi estivi per i bambini che vivono nelle tende.
Anche il governo canadese ha stanziato 4 milioni e mezzo di dollari direttamente all'Università per la ripresa delle attività; molti gli aiuti anche dal mondo accademico italiano, con la facoltà di Ingegneria di Parma che costruirà un edificio con tecnologia “stratificata a secco” e 20.000 euro donate dalle università del Friuli Venezia Giulia.
Legambiente inoltre consentirà agli studenti aquilani di aiutare concretamente le loro facoltà, con i suoi esperti che guideranno i ragazzi nelle attività di recupero di preziosi reperti conservati nel Laboratorio Archeologico dell'Aquila provenienti dalle zone circostanti, che hanno già consegnato all'Abruzzo opere come il Guerriero di Capestrano.
Ci sono state iniziative di raccolta fondi in tutta Italia, da grandi concerti a cene vip, anche una regata, la “100 vele” di Ostia, che ha donato tutti i ricavati alla facoltà di Fisica dell'università aquilana, o manifestazioni come la “Festa della creatività”, portata all'Aquila a 100 giorni dal sisma, con l'obiettivo di vincere la distruttività del terremoto ripartendo dalla spinta della creatività.

PER IL FUTURO SI GUARDA ALLA CASERMA DELLA GUARDIA DI FINANZA

La sopravvivenza nel medio e lungo termine dell'ateneo rischia di diventare ancora più nebuolsa, anche se per adesso è garantita da interventi come l'abolizione delle tasse universitarie per il prossimo anno, ma la ricollocazione presso la Reiss Romoli e l'ex Optimes, le strutture che l'anno prossimo ospiteranno l'università dell'Aquila, è ancora una sistemazione temporanea, giudicata fondamentalmente inadatta all'università.
In molti, a cominciare dalla Cisl, iniziano a pensare che l'unico modo di evitare la “fuga degli iscritti” sia di insediarsi nella scuola della Guardia di Finanza, che però dovrebbe a sua volta trasferirsi, probabilmente a Bari.
L'ultima parola ce l'ha il governo, intanto fra aiuti generosi e mille problemi, l'università dell'Aquila prova ad andare avanti e con un passo alla volta cerca di avviarsi ad un ritorno alla normalità.
s.t. 13/07/2009 12.31