Milingo a PrimaDaNoi.it: «non prevedo altre disgrazie per L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Monsignor Emmanuel Milingo questa mattina ha pregato per quindici minuti davanti alle tombe delle vittime del terremoto de L’Aquila. Una visita improvvisa in gran segreto: «siamo venuti ad offrire le nostre preghiere ma senza clamore».

L'AQUILA. Monsignor Emmanuel Milingo questa mattina ha pregato per quindici minuti davanti alle tombe delle vittime del terremoto de L'Aquila. Una visita improvvisa in gran segreto: «siamo venuti ad offrire le nostre preghiere ma senza clamore».
Ha atteso la fine del G8 ed ha sfruttato un giorno libero nei sui tanti giri per l'Italia per venire a L'Aquila. Non ci vede nulla di strano Monsignor Milingo a venire in Abruzzo senza preavviso: «sono 25 anni che giro per l'Italia, non ci serve il comunicato stampa».
Una visita in sordina per lui che invece ha avuto addosso gli obiettivi di mezzo mondo per ogni azione compiuta: dal matrimonio con sua moglie Maria Sung alla scomunica ad opera di Benedetto XVI passando per le tante apparizioni televisive.
Questa mattina, al riparo dai cronisti e dalle autorità, ha voluto recitare un rosario lungo più di quindici minuti («con interruzioni della preghiera che accompagna i morti») con sua moglie, con la famiglia del suo autista e con il suo segretario.
«C'era anche gente lì» ha detto Milingo a PrimaDaNoi.it «che ha pregato con noi: ha fatto piacere a loro vedere delle persone che vanno lì a pregare e non solo a vedere le tombe. Siamo stati molto contenti».
Lo raggiungiamo telefonicamente mentre sta lasciando il cimitero. Nel programma della giornata Monsignor Milingo ha messo in conto anche un giro nei dintorni de L'Aquila per rendersi conto della situazione, poi una visita da alcuni amici aquilani ed infine una capatina alle catacombe paleolitiche di San Vittorino a pochi minuti dal capoluogo abruzzese «dove ci potrebbe essere un sacerdote che ci aspetta».

Le autorità sapevano del suo arrivo?
«In queste cose ci vuole la coscienza delle persone, non serve fare la cose in tromba. Per rispetto non si deve fare rumore, perché fare rumore?».

Avrete un incontro con il Vescovo de L'Aquila?
«No, noi le ripeto non vogliamo fare rumore. Non facciamo questa cosa per farci pubblicità. Abbiamo sentito di fare una preghiera qui, per rispetto alla sacralità di quello che è successo non facciamo rumore. Siamo contenti di aver fatto questo atto di carità perché l'abbiamo sentito in coscienza».

Lei aveva previsto la disgrazia a Viareggio e vi eravate riuniti per pregare, per l'Abruzzo prevede qualcosa?
«No, per ora sono concentrato su questo lutto. Tanti bambini sono morti qui».

Ha pensato di fare qualcosa di concreto per l'Abruzzo?
«Io penso che quando giriamo possiamo pregare con la gente che incontriamo e ricordare i fratelli e le sorelle che hanno subito questa tragedia».

Si è reso conto quindi dell'immane tragedia che ha colpito la nostra terra…

«E' stata una profonda tristezza soprattutto vedere tutti quei bambini, all'inizio della vita sparire così. Non è che non pensiamo a tutti, ma i bambini fanno più tristezza. Umanamente parlando è tragico vedere chi ha appena iniziato la vita e la finisce così».

C'è un luogo nelle immagini del terremoto che l'ha colpita e vorrebbe visitare?
«Abbiamo visto le case e le strade chiuse. Avevo un'immagine chiara di quello che c'era in città».

L'intervista si chiude con un siparietto con la moglie di Milingo che interviene con una battuta.
«Vuole delle foto del rosario di questa mattina?» ha chiesto Monsignor Milingo.
Sì, la ringrazio.
«Per le foto si paga- dice (forse) scherzando la moglie Maria Sung che ha sentito l'intervista con il vivavoce- l'intervista non si paga, ma le foto pagare».

Manuela Rosa 13/07/2009 12.20