El Pais: «il papa aspetta Obama e evita Berlusconi»

Alessandro Biancardi

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LA STAMPA ESTERA. La stampa estera segue ancora il summit aquilano, oggi alle fasi finali. * STAMPA STRANIERA BOCCIA COMUNICAZIONE, OK CIBO





LA STAMPA ESTERA. La stampa estera segue ancora il summit aquilano, oggi alle fasi finali.

* STAMPA STRANIERA BOCCIA COMUNICAZIONE, OK CIBO
Impegni al di sotto delle aspettative assunti al summit dell'Aquila secondo il Wall Street Journal che non accoglie positivamente i risultati: «il G8 inciampa ancora», titola un articolo di Jonathan Weisman e Stacy Meichtry. Si contestano i 12 miliardi di dollari stanziati per le iniziative di sicurezza alimentare per i paesi poveri. Ma alla vigilia del Vertice ne erano stati promessi 15.

In Spagna, El Pais, nella pagina degli editoriali, titola "Italia: con una buona dormita passa tutto" . L'articolo, firmato Shukri Said, fa una lunga e cruda analisi dei recenti scandali che hanno coinvolto il premier e della reazione degli Italiani.
«Il tarlo che sta corrodendo l'Italia è il berlusconismo», si legge all'inizio dell'articolo, secondo cui, se uno passa da una grande città a una provincia qualsiasi, si rende conto che «le abitudini del premier non solo non sono note ma, una volta spiegate, non sono credute».
Il giornale parla anche delle «nuove generazioni, che riescono a vivere senza informazione quotidiana o che si nutrono del telegiornale di Rai Uno». D'altra parte, gli italiani che «sanno, sono quelli che ricordano che in politica sono stati eletti gay, stelle del porno e transessuali che esitano davanti alla porta del bagno. Sono quelli che dicono di sentirsi orgogliosi di un presidente con tanto testosterone».
Il giornale, in conclusione, scrive che «un cambio profondo si potrà avere solo recuperando i punti cardinali della democrazia. Più che altro, dell' informazione».

Sempre El Pais, nella versione online, in un articolo intitolato "Il papa aspetta Obama e evita Berlusconi" , scrive che Benedetto XVI, "molto occupato per l'incontro di oggi con Barack Obama", non vedrà il premier Berlusconi.
«Io non speculerei su un fatto che non è assolutamente, confermato non mi risulta che quest'incontro si celebrerà», scrive il giornale, riportando le dichiarazioni del portavoce della Santa Sede, Federico Lombardi. Secondo l'articolo, che presenta il colloquio di oggi tra il presidente americano e il Pontefice, il mancato incontro tra Benedetto XVI e il premier significa che «Berlusconi non avrà il sognato bacio redentore del papa dopo il vertice.

In Francia Le Figaro si sofferma sulla première dame Carla Bruni, in un articolo intitolato "Carla Bruni-Sarkozy scatena le passioni italiane" . Il giornale scrive che una parte della stampa italiana ha attaccato la first lady.
Stesse notizie riportate anche nel Parisien dove si parla degli attacchi del Il Giornale «del fratello di Berlusconi» alla moglie del presidente francese per aver disertato la visita nel centro dell'Aquila insieme a tutte le altre mogli.



In Gran Bretagna il Daily Mirror riprende l'articolo di ieri, pubblicato dal Financial Times, titolando "G8, il furore spione". Secondo il giornale «la delegazione italiana avrebbe registrato discorsi che dovevano restare off the record». A smentire ci pensa il portavoce Marco Ventura che ha negato vi sia stato un collegamento audio: «Ha detto: “quello che si sono detti è rimasto riservato”».

"Le pupe di Berlusconi". Da Noemi ad Angela Sozio, passando per la Carfagna, galleria fotografica delle preferite del premier sul sito della tv Usa Abc.
Nel notiziario della sera, il seguitissimo World News with Charles Gibson, dedica un lungo e ironico servizio all'intreccio mediatico-politico-scandalistico tra le vicende del premier italiano e il vertice in corso in Italia.

Grandi dichiarazioni di amicizia, pochi risultati concreti: resta critica sul g8 la tv del Qatar al Jazeera.
“Berlusconi, le intenzioni di un clown” scrive il tedesco Hadelsblatt parlando di un vertice «più di apparenza che di sostanza». Si ripercorrono le vicende delle feste private, le interviste di Patrizia D'Addario e si dice che questo summit per il Cavaliere era una grande prova per cercare di risollevare la sua reputazione.

Alessandra Lotti 10/07/2009 12.39

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STAMPA STRANIERA BOCCIA COMUNICAZIONE, OK CIBO

L'AQUILA. Promossi a pieni voti il cibo e le infrastrutture, bocciata l'informazione e l'organizzazione dei pool.
Da un rapido sondaggio tra i 3.500 inviati stranieri, e' emersa comunque una generale indulgenza nei confronti di qualche difficoltà logistica al G8 dell'Aquila.
E' già tanto, riconoscono, essere riusciti a organizzare un evento simile in due mesi e mezzo in un posto devastato da un terremoto.
Le principali lamentele riguardano la scarsa efficienza nelle comunicazioni sugli eventi e le conferenze stampa, oltre a una carenza di comunicazioni ufficiali, fronte sul quale sono invece efficientissima le oltre 50 Ong accreditate.
Ha funzionato bene la macchina degli accrediti che tra giornalisti, delegati e sicurezza ha dovuto far fronte a 23mila richieste da tutto il mondo. Più di 18mila i badge personali rilasciati nei 5 punti accredito, 15mila dei quali per le delegazioni.
E' vero anche che non sono mancati problemi e discussioni tra giornalisti e organizzatori.

Jeff Israely, corrispondente della rivista americana “Time” e' convinto che non ci siano stati grossi problemi.
«A condizione», lamenta Francoise Michel dell'agenzia France Presse, «di non essere finiti al Villaggio Mediterraneo di Chieti per raggiungere il quale bisogna mettere in conto quattro ore di pullman al giorno».
Anche per Luca De Fraia di Actionaid, che ha curato l'accreditamento di decine di Ong, la sistemazione a Chieti e' scomoda, ma «bisogna ringraziare la Protezione Civile per aver dato accesso anche alle Ong a strutture che dovevano essere riservate ai giornalisti».
Per Wang Baoquan, corrispondente di China Radio International, e' comodo anche fare base a Roma, «purchè si sappia come raggiungere la caserma di Coppito senza fare affidamento sui cartelli stradali».
L'informazione per gli inviati stranieri e' il tasto dolente di questo G8.
«Comprendiamo la scelta ecologica di non stampare migliaia di pagine» ha detto De Fraia, «ma molti sono rimasti disorientati, soprattutto per la difficoltà di accedere al programma delle conferenze stampa».
Anche per Wang «ci sono problemi nell'organizzazione dei pool per le conferenze stampa» e Israely lamenta che «i comunicarti non arrivano puntualmente».
Ancora più difficile per i giapponesi abituati, come testimonia Shinya Minamishima del quotidiano Asashi Shimbun, «ai frequenti briefing organizzati dal ministero degli Esteri di Tokyo».
«La gestione dei pool» dicono alla France Presse, «e' disastrosa" e l'accesso alle delegazioni impossibile».
Gli unici a lamentarsi delle tecnologie, inoltre, sono proprio i giapponesi, secondo cui la rete wireless e' lenta. «Ma e' probabilmente frutto della scelta di spostare il G8 all'ultimo minuto» giustifica Minamishima. Buona la copertura wi-fi e la disponibilità di postazioni fisse di computer secondo Israely e Wang.
La ristorazione ha messo tutti d'accordo: l'organizzazione affidata ad Autogrill, 25mila pasti preparati in tre giorni con 10 tonnellate di prodotti tipici abruzzesi, riscuote il plauso entusiastico di tutti.
«E' senza dubbio l'aspetto che ha funzionato meglio»" dice Wang, «cibo ottimo e sempre in grande quantità, anche a orari scomodi».
Entusiastico il giudizio dei giornalisti americani, riferito da Israely, «per una qualita' e un'abbondanza mai vista, anche sui vini».

10/07/2009 12.57