Tre scosse nelle ultime ore. Boschi: «Italia ignora prevenzione sismica»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Chissà se il presidente Obama le ha avvertite le tre scosse di terremoto che sono state registrate tra la nottata scorsa e questa mattina. * POST TERREMOTO, PD: «TROVATI FONDI PER ZONA FRANCA» *LA MAPPA DEI TERREMOTI IN TEMPO REALE * TUTTE LE SCOSSE DI GIUGNO * IL SISMOGRAFO

Il primo sisma è stato registrato alle 3.10, con magnitudo 2.2. I comuni prossimi all'epicentro sono Barete, L'Aquila e Pizzoli. La seconda scossa è stata avvertita alle 3.33 (2.1) sempre con lo stesso epicentro.
Infine questa mattina, alle 7.56: nuova scossa di magnitudo 2.5. Comuni prossimi all'epicentro San Demetrio, Poggio Picenze, Villa Sant'Angelo.
E sulla prevenzione sismica ha detto la sua il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi: «Nessun governo italiano ha mai fatto prevenzione sismica e vulcanica, tutti i ministri dei Lavori Pubblici hanno sempre ignorato il problema».
Nei giorni del G8 dell'Aquila l'attività di sorveglianza dell'Ingv è intensa come sempre: «il nostro è un sistema ridondante, strutturato in modo che ci sia sempre personale a disposizione e reperibile. E' un'organizzazione che è in piedi da 25 anni e ormai ben sperimentata».
Per quanto riguarda l'attività di sorveglianza sui terremoti, quindi, l'Italia non ha nulla da invidiare ai Paesi più avanzati in questo campo.
Quello che manca, afferma Boschi, è invece la prevenzione: «é del tutto evidente che le case costruite recentemente, anche all'Aquila, non sono state costruite seguendo criteri antisismici ed è impossibile trovare i responsabili».
Secondo Boschi lo sciame sismico dell'Aquilano potrà proseguire ancora per mesi: «potrà anche esserci qualche scossa più forte delle altre, la gente potrà spaventarsi, ma tutto quello che poteva crollare è crollato, così come hanno verificato i tecnici della Protezione Civile».
Sullo sciame in corso nella zona dei Monti Reatini, Boschi osserva che si tratta di «una sequenza diversa da quella in atto nell'Aquilano. In Italia - aggiunge - sequenze così se ne osservano continuamente. Per esempio, in questi giorni in Garfagnana è in corso una sequenza più piccola rispetto a quella della zona dei Monti Reatini. Solo raramente queste sequenze si traducono in scosse più forti».
A destare maggiori preoccupazione è adesso il sisma che si è spostato sui dei Monti Reatini: «qui è in atto una sequenza sismica e la zona è la stessa nella quale nel 1703 è avvenuto un forte terremoto», spiegano dall'Ingv, «la cui magnitudo è stimata in 6,5, con una prima forte scossa verso Cittareale (Rieti) e una seconda da Cittareale a Norcia (Perugia), con una rottura estesa per una sessantina di chilometri lungo l'Appennino. Gli sciami sismici più recenti nel Reatino si sono verificati nel 1996 e non è affatto detto che la comparsa di uno sciame porti a un forte terremoto»
Secondo gli esperti la situazione merita comunque «particolare attenzione», osserva il dirigente di sala sismica Gianluca Valensise, guardando i monitor.


09/07/2009 9.32









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POST TERREMOTO, PD: «TROVATI FONDI PER ZONA FRANCA»

L'AQUILA. La Commissione Bilancio del Senato ha indicato nel "Fondo d'emergenza per il Paese a sostegno dell'economia reale" le risorse per istituire all'Aquila la zona franca urbana: lo riferiscono i senatori Luigi Lusi e Giovanni Legnini (Pd), secondo i quali la Commissione ha messo in minoranza il Governo «che pretendeva» un parere contrario da fornire all'Aula «ai sensi dell'art. 81 della Costituzione».
«Le motivazioni socio-economiche per attivare la zona franca urbana ci sono tutte - secondo i due parlamentari -: nessuno le nega, tranne qualche sprovveduto. I soldi per farla li abbiamo trovati». Legnini e Lusi sostengono che «il Governo non voleva ammettere che i fondi fossero e sono disponibili, pretendendo che la Commissione si accontentasse della mera affermazione del rappresentante del Governo, secondo la quale i fondi erano già stati impegnati, ma senza dimostrarlo in alcun modo».
Grazie alla «doverosa e competente opposizione dei senatori del Pd, la Commissione Bilancio del Senato ha decretato il proprio nulla osta».
«Ora - concludono - dimostrino i senatori della destra di avere a cuore gli interessi degli abruzzesi e dell'economia della terremotata provincia dell'Aquila, votando oggi pomeriggio, in Aula, a favore di questi nostri emendamenti».

LA SEVEL DONA UN DUCATO ALLA PROTEZIONE CIVILE DI ATESSA

«Questo Ducato che oggi la Sevel dona alla Protezione civile di Atessa dimostra che nel Dna di questa fabbrica non ci sono solo valori industriali».
Sono le parole del direttore dello stabilimento ing. Alfredo Leggero al momento della consegna dei documenti del furgone che sarà utilizzato dalla Sezione Alpini “R. Spaventa” di Atessa, che si è distinto nel soccorso delle popolazioni terremotate dell'Aquila e che ha allestito un campo a Paganica.
Alla cerimonia di consegna era presente anche Nicola Cicchitti, sindaco di Atessa, che ha ringraziato sia l'Azienda per questa munificità sia i volontari del circolo atessano presenti con una delegazione alla Sevel.
Come noto, il gruppo di Atessa è stato uno dei primi ad accorrere all'Aquila e da allora, ormai da tre mesi, è presente con tende e materiale di soccorso.

09/07/2009 10.02