Tre scosse nella notte ma «è impossibile spostare il G8»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La terra ha tremato ancora la notte scorsa, per ben tre volte. E secondo una fonte riservata dell’Ansa il piano di evacuazione per i big della Terra sarebbe in realtà «inapplicabile». *G8 A L’AQUILA UNA BUONA IDEA? *LA MAPPA DEI TERREMOTI IN TEMPO REALE * TUTTE LE SCOSSE DI GIUGNO * IL SISMOGRAFO


Una scossa sismica di magnitudo 2.8 e' stata registrata nell'aquilano alle 01.51 dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Le zone limitrofe all'epicentro sono state Barete, L'Aquila, Pizzoli e Scoppito.
Alle 2.48 e alle 5.13 altri due eventi: il primo, di magnitudo 2.2, ha avuto come epicentro i Comuni di Barete, L'Aquila e Pizzoli, il secondo, di magnitudo 2, ha interessato i Comuni di Fossa, L'Aquila, Lucoli, Ocre, Rocca di Cambio, Sant'Eusanio Forconese e Villa Sant'Angelo
Sale così la tensione in prossimità del G8: si era parlato nei giorni scorsi di un piano di evacuazione e di “piano B” che sarebbe scattato in caso di scosse sismiche di magnitudo maggiore ai 4 gradi Richter.
Ieri tuttavia una fonte riservata della agenzia Ansa che farebbe capo al governo ha chiarito alcuni aspetti del fantomatico piano in sostanza decretandone l'inapplicabilità reale.
Insomma in caso di scossa e di evacuazione il G8 non potrebbe continuare in altra sede.
La fonte sottolinea come dietro l'impossibilità di traslocare il vertice vi siano ostacoli «organizzativi e logistici» tali da impedire che questa ipostesi sia presa in considerazione.



Al momento, l'unico piano che concretamente è realizzabile é quello dell'evacuazione in caso di scosse sismiche.
Eventi tellurici che tuttavia dovrebbero essere di entità tale da mettere in pericolo la sicurezza di chi alloggia nella caserma della Guardia di finanza di Coppito, sede del summit.
Un piano di evacuazione dunque sarebbe stato effettivamente predisposto dal governo e dalla protezione civile. Normale routine in caso di vertici di questa portata, anche se nel caso del G8 in Abruzzo il piano è stato studiato appositamente nell'eventualità di scosse sismiche.
«Proseguire il summit altrove? Non è realizzabile nemmeno per sogno», spiega ancora la fonte di Palazzo Chigi.
E' semplicemente impossibile anche ipotizzare che il vertice riprenda in un luogo diverso da Coppito, sottolinea un'altra fonte governativa impegnata proprio nell'organizzazione del summit.
Oltre ai leader, si spiega, ci sono gli apparati di sicurezza, le delegazioni, gli sherpa, gli interpreti. Migliaia di persone che dovrebbero essere trasferite a Roma e messe nelle condizioni di lavorare.
Per non parlare dei giornalisti: ne sono stati accreditati oltre 3mila e 500.
«La verità», sottolinea un'altra fonte impegnata da settimane a L'Aquila, «é che se si dovesse evacuare la caserma i leader partirebbero, ma in direzione di casa».
Al momento però, si spiega a palazzo Chigi, l'ipotesi di evacuazione è solo una estrema ratio: la caserma della Guardia di Finanza è considerata molto sicura.
A dimostrazione di ciò si cita spesso il fatto che ha resistito alla scossa del 6 aprile scorso, quella più forte, che ha raso al suolo mezza L'Aquila e diversi paesi circostanti.
Il piano di evacuazione è stato predisposto per soddisfare anche le richieste delle varie cancellerie ed è comunque previsto in questo genere di eventi.


07/07/2009 9.04








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G8 A L'AQUILA UNA BUONA IDEA?

L'AQUILA. A due giorni dal G8, sembrano essere sempre più contrastanti le posizioni di politici locali e cittadini sulle possibilità offerte dal summit e sui disagi che esso comporta.
Anche per i più pessimisti, però, questo vertice sarà in grado di mantenere alta l'attenzione e racconterà al mondo intero la tragedia aquilana.
«Il G8 è un momento in cui i riflettori si accenderanno nuovamente – dice convinto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente -. E' importante però che non passi il messaggio che tutto va bene».
Ma non mancano i disagi: «non c'é dove lavorare - prosegue Cialente -, il Comune non ha una sede, mancano gli uffici e, soprattutto, mancano le case. La gente è ancora nelle tende».



La presidente della provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, pur consapevole dei tanti disagi, continua «a sperare che ne valga la pena, con l'auspicio che la presenza dei grandi della terra sia finalizzata anche ad avere un nostro riscontro».
«I problemi che un simile evento può comportare - dice - si aggiungono a disagi già esistenti. Gli aquilani sono totalmente afflitti per una situazione che va avanti da mesi. Poco c'entra il G8 che non è un evento sentito in quanto non comporta un coinvolgimento diretto».
Parla invece di «atmosfera cupa e rassegnata» Mattia Lolli, della rete di coordinamento "3e32"; «Finora il G8 non ha portato niente di buono. I lavori sono iniziati solo per il summit e per il piano C.a.s.e., mentre il resto della città è fermo al 6 aprile. Gli aquilani stanno lasciando la città e non si sa se vi faranno ritorno. Sono state fatte tante promesse, ma abbiamo ricevuto fino ad ora sono solo disagi».
Anche tra i cittadini, però, non mancano ottimismo e voglia di andare avanti.
«Credo che se non ci fosse stato il G8 - dice il proprietario di un bar di piazza Duomo - i riflettori sull'Aquila sarebbero già stati spenti».
«Il G8 - aggiunge un altro aquilano - è un'occasione per accelerare i lavori e per fare cose non fatte finora. Inoltre è fondamentale per far sì che il mondo intero veda ciò che è successo».

07/07/2009 9.04