Decreto Abruzzo, le ultime speranze mentre riapre il cuore della città

Alessandro Biancardi

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Decreto Abruzzo, le ultime speranze mentre riapre il cuore della città
L’AQUILA. Il Pd tenta fino all’ultimo di apportare modifiche al decreto Abruzzo ma ormai si sono perse quasi tutte le speranze. Per il ministro La Russa non esistono tensione o problemi: «la sinistra ha radunato una decina di sindaci per fare un pò di rumore». * CASE DI LEGNO, ON LINE IL BANDO. AD ONNA 91 STRUTTURE «ENTRO IL 15 SETTEMBRE»

Adesso si pensa alla convocazione degli Stati generali della ricostruzione «per fare rialzare la testa agli Enti Locali» e per «riassegnare loro la leadership nel processo di ricostruzione e rilancio dell'Aquila».
La proposta e' stata lanciata dal parlamentare Pierluigi Mantini (Udc) che ieri ha partecipato ad una conferenza stampa dei parlamentari abruzzesi che hanno condotto al Senato e stanno conducendo alla Camera «una battaglia» per cambiare il decreto che il Governo, pur non ponendo la fiducia, sta approvando senza cambiamenti.
E' una specie di «fiducia surrettizia», hanno sottolineato i parlamentari intervenuti: Giovanni Lolli (Pd), Augusto Di Stanislao (Idv), Lanfranco Tenaglia (Pd), Tommaso Ginoble (Pd) e Vittoria D'Incecco (Pd).
«La battaglia - ha aggiunto Lolli -non e' ancora finita: da parte del Governo c'e' ancora tempo per recepire i nostri emendamenti, pochi ma concreti e tutti nella direzione di ricostruire il centro storico dell'Aquila con l'indennizzo da parte dello Stato delle seconde case, perche' chi conosce la struttura urbanistica dell'Aquila sa che il centro storico deve essere ricostruito per interno».
L'altro problema emerso nel corso della conferenza stampa dei parlamentari abruzzesi di opposizione e' quello del mancato riconoscimento della zona franca ai territori colpiti dal sisma. «Senza attrazione di investimenti - ha detto Mantini che sul problema ha auspicato un governo delle larghe intese - non c'e' rinascita».
Secondo il parlamentare dell'IdV, Di Stanislao, però, «non ci sono più i margini per riaprire il discorso della modifica del decreto».
«Questo perchè - ha aggiunto - due uomini soli stanno governando in Abruzzo: Berlusconi e Bertolaso. Se si decide che attraverso le ordinanze e' possibile spostare miliardi di euro vuol dire che il Parlamento e gli Enti Locali sono stati di fatto esautorati».
Per il responsabile giustizia del Pd, Tenaglia «i diritti che non sono scritti nel decreto non esistono». «Nessuna ordinanza - ha spiegato - potrà colmare questa lacuna».
Anche secondo Tenaglia il ruolo degli Enti Locali, nella fase della ricostruzione, deve essere recuperato sulla base «di quello che stabilisce la legge senza altri sforzi di immaginazione, ma almeno questo. Vogliamo che quello dell'Abruzzo - ha concluso - sia trattato alla stregua degli altri terremoti in Italia, benchè questo e' stato di tipo urbano e per trovare un precedente bisogna tornare indietro di un secolo a quello di Messina».

LA RUSSA: «VA TUTTO BENE»

Getta acqua sul fuoco, invece, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo il quale «in Abruzzo non c'e' nessuna tensione, come e' stato raccontato. La sinistra e le opposizioni hanno messo insieme venti sindaci del territorio per fare un po' di rumore, e niente altro».
«Hanno organizzato questa manifestazione di protesta con questi sindaci - ha detto La Russa - e sapete perchè protestavano? Perchè volevano il rimborso totale dei costi anche per le seconde case. Quando penso che la sinistra protesta per le seconde case - ha aggiunto il Ministro - mi viene veramente da ridere».

Ma la conferenza dei comitati sorti a L'Aquila dopo il sisma non accettano questo tipo di scontro: «le associazioni appartenenti alla Conferenza sono apartitiche ed autofinanziate e non sono affatto, come loro vorrebbero illudersi, emanazione di forze politiche schierate in parlamento, forze che non sarebbero mai riuscite a portare duemila cittadini sfollati da L'Aquila a Montecitorio»

RIAPRE PARTE DEL CENTRO STORICO

Domenica prossima, intanto, riaprirà un tratto del centro storico dell'Aquila, per la prima volta dopo il 6 aprile.
Lo ha reso noto il sindaco Massimo Cialente che oggi terrà una conferenza stampa alle 11.30, alla sede dell'Ance (via De Gasperi, Torrione), per spiegare le modalità e i dettagli con cui si potrà di nuovo fruire del "cuore" del capoluogo abruzzese. La prima parte che sarà riaperta sarà la zona compresa tra la villa comunale e piazza Duomo.

L'accesso sarà consentito dalla villa comunale fino a piazza Duomo, attraverso corso Federico II a gruppi di 50, massimo 60 cittadini per volta in modo da avere un afflusso ordinato e far sì che nessuno sia esposto a rischi.
Il prossimo obiettivo, ha spiegato il commissario elegato per le demolizioni e la messa in sicurezza degli edifici, Sergio Basti.è quello di riaprire alla cittadinanza una parte di via XX Settembre, in particolare quella che va dalla Casa dello Studente alla tendopoli di piazza d'Armi, mentre per il tratto di strada che va verso il centro storico, dove le lesioni sono maggiori, occorreranno altri interventi di messa in sicurezza.
«Quello che si riapre è un francobollo di una città - dice ancora Basti - costato un grande sforzo. E' un piccolo ma importante risultato e per questo continueremo a lavorare in modo da riuscire a restituire agli aquilani la maggior parte della loro città»

IN MOLISE 27 INDAGATI PER RICOSTRUZIONE POST SISMA

E che bisogna tenere gli occhi più che aperti in questa fase di ricostruzione lo confermano anche le notizie, poco rassicuranti, che arrivano dal Molise.
Sono 27, infatti, le persone iscritte nel registro degli indagati in una inchiesta dalla procura di Larino sulla ricostruzione post terremoto.
Tra questi amministratori, funzionari pubblici locali, regionali e ministeriali oltre che imprenditori e un consigliere regionale.
Tutti in queste ore stanno ricevendo gli avvisi di conclusione delle indagini dalla procura di Larino, indagini durate due anni e riguardanti principalmente una serie di interventi realizzati nel comune di Colletorto (Campobasso) dopo il sisma del 2002: la costruzione di una scuola, i puntellamenti per evitare il crollo di edifici lesionati, interventi per le frane e per dare la connessione veloce a internet nell'area in questione. Nell'inchiesta, che è stata seguita direttamente dal procuratore Nicola Magrone, sono diversi i reati ipotizzati a vario titolo per le persone coinvolte: abuso d'ufficio, turbativa d'asta, concussione, falso ideologico e materiale.

19/06/2009 10.47

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CASE DI LEGNO, ON LINE IL BANDO. AD ONNA 91 STRUTTURE «ENTRO IL 15 SETTEMBRE»

ONNA. I 300 abitanti di Onna avranno, entro il 15 settembre, 91 case in legno, una sistemazione provvisoria sicura, idonea e funzionale.
Il paese diventato simbolo del terremoto, dove un terzo degli abitanti hanno perso la vita, dovrebbe essere quindi il primo a chiudere definitivamente le tendopoli.
L'operazione da 5 milioni di euro è integralmente sostenuta dalla Croce Rossa che, oltre a finanziare il progetto – a cura della Protezione Civile della Regione Umbria – vuole essere al fianco della gente per capire di cosa ha davvero bisogno.
L'area di costruzione delle case è stata scelta nei pressi del paese, per consentire alle famiglie di ricominciare e guardare al futuro, senza doversi allontanare dalla loro terra e dai luoghi più cari.
La planimetria del complesso abitativo è stata studiata e predisposta in analogia con la vecchia Onna e l'assegnazione delle abitazioni è stata concordata con la popolazione.
Fondamentale anche il ruolo della Provincia Autonoma di Trento che, dai bandi di gara all'urbanizzazione, seguirà ogni fase della messa in opera delle casette, in tempi davvero record.
Ad oggi sono oltre 800 i moduli abitativi provvisori, meglio noti come case in legno, offerti da istituzioni, fondazioni, associazioni e imprese.
Tra le altre strutture donate o finanziate asili nido, scuole, una tensostruttura per l'università e una cittadella scolastica, ma anche poliambulatori e un complesso per bambini diversamente abili.

IL BANDO

E proprio da oggi è disponibile on line il bando di gara per la fornitura delle “casette di legno” che saranno poi distribuite in varie zone della provincia aquilana.
Il progetto prevede che i moduli abbiano ampiezza variabile di circa 40, 50 e 70 mq e che ci siano case accessibili a persone con disabilità.
La fornitura deve comprendere il trasporto fino alle aree di destinazione, il montaggio ed il fissaggio della struttura, i necessari allacci alle reti di distribuzione idrica, fognaria, elettrica e telefonica, oltre allo smaltimento del materiale di risulta, secondo la normativa vigente.
I moduli, che dovranno essere 1.500, vanno ad aggiungersi agli oltre 800 donati da imprese, enti, associazioni e fondazioni, che ad oggi coprono circa la metà delle richieste ufficiali arrivate alla Protezione Civile.
Non si tratta solo di “case in legno”, ma anche di strutture che forniranno servizi alle persone come ambulatori, o scuole.
Tra i moduli abitativi, alcuni sono già stati montati a San Demetrio ne' Vestini, Paganica e ne saranno presto installati altri ad Onna, grazie all'accordo firmato dal Vice Commissario Delegato De Bernardinis, con la Croce Rossa Italiana e la Provincia Autonoma di Trento.
La gara è aperta anche ad imprese straniere: il bando quindi è stato inviato per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell' Unione Europea.

19/06/2009 10.48



* IL BANDO DI GARA
 
* CAPITOLATO SPECIALE
 
* NORME DI GARA