Sale la tensione, «nelle tende negati diritti costituzionali»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Si alza il fronte della protesta in tutta la provincia dell’Aquila. Con il passare dei giorni sta crescendo l’insofferenza e si evidenziano i numerosi problemi ancora irrisolti.
Protestano i cento dipendenti Transcom, licenziati dopo il sisma. Protestano anche gli universitari «traditi dalla Regione» e gli sfollati in sistemazione autonoma ai quali non viene più garantito il pasto.
E il deputato dell'Idv, Giulietti, denuncia: «nelle tendopoli negati diritti costituzionali». Vietato indire assemblee, distribuire volantini e prima di entrare nei campi «si viene schedati».
Intanto dalle Marche si stanno organizzando i contestatori del G8 e Cialente replica a “Il Giornale” che ieri aveva pubblicato un articolo su una struttura di lusso dove alloggia con la sua famiglia: «io vivo in un camper a L'Aquila, tentano di delegittimarmi».


TRANSCOM, 100 DIPENDENTI A COPPITO

Oltre cento dipendenti del call center Transcom dell'Aquila hanno manifestato ieri nei pressi della Scuola della Guardia di Finanza a Coppito dove e' arrivato l'amministratore delegato della società per un incontro con il Prefetto sul futuro dell'azienda all'Aquila.
La manifestazione, non autorizzata, e' stata fermata dalla Guardia di Finanza all'imbocco del rettilineo che conduce alla scuola dove, stava per arrivare anche il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi.
I manifestanti, con cartelli e fischietti, hanno occupato i due lati della strada. L'azienda occupa oltre 350 lavoratori che sono in cassa integrazione guadagni fino agli inizi di luglio e la direzione ha minacciato, al termine del periodo di cig, di chiudere il call center dell'Aquila con il conseguente licenziamento o spostamento a Lecce di parte dei dipendenti aquilani.

Ai manifestanti della Transcom si sono poi aggiunti una trentina di rappresentanti dei comitati cittadini per ribadire le richieste già espresse martedì nella manifestazione davanti a Montecitorio. L'obiettivo era quello di rallentare l'accesso alla Scuola della Guardia di Finanza dove era attesa una conferenza stampa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

ANCHE IL MONDO UNIVERSITARIO È IN RIVOLTA

L'Unione degli Universitari dell'Aquila denuncia l'indifferenza che la Regione Abruzzo ha riservato agli studenti e all'Ateneo. «Ad oggi», ha spiegato l'Unione degli studenti, «non è stata ancora rilevata alcuna scelta da parte del Governo Regionale in favore della popolazione studentesca fortemente colpita dai tragici eventi del 6 aprile».
L'Udu chiede un «deciso cambio di rotta».
«Sono necessari interventi straordinari e stanziamenti urgenti che garantiscano trasporti gratuiti, borse di studio e alloggi pubblici», ha spiegato il rappresentante Luca Santilli.
«Gli studenti ritengono indispensabile un potenziamento del sistema di trasporti su gomma e su rotaia da e verso L'Aquila, garantendo la piena gratuità dei trasporti all'interno della Regione agli studenti iscritti all'ateneo aquilano».

L'Udu considera urgente uno stanziamento straordinario di 4 milioni di euro da destinare all'Adsu dell'Aquila, per le borse di studio ed il ripristino dei servizi rivolti alla generalità degli studenti.
«E' necessario che venga garantita agli studenti idonei la borsa di studio per il corrente anno accademico e la conferma per il prossimo, eliminando i criteri di merito».
Le Regione Abruzzo, chiedono ancora gli studenti, «deve garantire la gestione pubblica degli alloggi tramite l'Ente per il diritto allo Studio regionale.
In particolare l'Adsu dovrà essere messa in condizione, attraverso adeguato stanziamento, di poter gestire: la Casa dello Studente che verrà costruita dal Regione Lombardia, i posti letto a disposizione presso gli stabili della Reiss Romoli e quelli possibili nella Casa di Casale Marinageli, anche alla luce della delibera del Consiglio Comunale dell'Aquila.
La Giunta Regionale deve inoltre farsi parte attiva nel richiedere l'attribuzione degli stabili della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito con l'obiettivo di creare nuove residenze universitarie».

FRONTE DI PROTESTA ANCHE NELLE MARCHE

Si alza il livello dello scontro anche nelle Marche dove i movimenti sociali anti G8 e annunciano il percorso di costruzione delle giornate di contestazione del prossimo vertice all'Aquila.
«Nella solidarietà attiva con le popolazioni abruzzesi e in sintonia con l'appello dell'assemblea nazionale dell'Aquila, i movimenti marchigiani partecipano alla mobilitazione diffusa che dal 2 al 10 luglio coinvolgerà le città italiane».
In concomitanza con il vertice, le Comunità Resistenti delle Marche lanciano una giornata di mobilitazione ad Ancona: «un giorno senza frontiere, per recuperare alla città lo spazio negato del porto, per liberarlo dalle barriere e dalle gabbie contro le quali si infrangono i desideri di libertà e autonomia di centinaia di migranti».
Una giornata per affermare la nuova cittadinanza, «che in Italia come in tutto il mondo, esprimono le comunità in resistenza contro la crisi, la precarietà, la devastazione ambientale, per la difesa dei beni comuni».

GIULIETTI, «IN ABRUZZO NEGATI DIRITTI COSTITUZIONE»

Giulietti, deputati dell'Idv e presidente dell'associazione Articolo 21, sostiene che «in Abruzzo viene messo a rischio il diritto dei cittadini alla conoscenza e il diritto a chi abita nelle tende ad esprimersi liberamente».
Intervistato per Youdem tv, Giulietti afferma che «cronisti e giornalisti quando entrano nei campi vengono identificati e devono dire alla protezione civile cosa fanno e dove vanno».
Inoltre, «nei campi c'é anche il divieto di fare assemblee e di distribuire volantini. Cosa sono queste cittadelle? Dei campi di detenzione, dei centri di accoglienza? C'é un luogo dello stato dove c'é una sospensione dei diritti? Non ci possono essere - conclude Giulietti - limitazioni alla libera circolazione dei cittadini e all'articolo 21 della Costituzione».


BLOCCO DEI PASTI AGLI SFOLLATI, INTERVIENE CIALENTE

E il sindaco dell'Aquila ha scritto al vice commissario delegato alle Operazioni di Soccorso e Assistenza alle popolazioni, Bernardo De Bernardinis, in merito alla vicenda dell'interruzione dell'erogazione dei pasti nelle campi di accoglienza per coloro che alloggiano autonomamente in tende o in roulotte di proprietà.
«Alla luce delle problematiche della popolazione evidenziate anche dagli organi di stampa – si legge nella lettera del primo cittadino al vice di Bertolaso – si chiede di riconsiderare la direttiva. Si condivide appieno la proposta dei cittadini aquilani che lamentano un'ingiusta discriminazione per il solo fatto che hanno preferito non essere a carico di risorse pubbliche».
Il sindaco Cialente ha anche replicato all'articolo de Il Giornale di ieri nel quale si raccontava il nuovo alloggio del primo cittadino.
«Non è una villa privata, ma una struttura ricettiva a un chilometro e mezzo dalla costa teramana, che ospita 45 famiglie di sfollati».
Cialente si è detto sereno anche commentando l'iniziativa di parlamentari Pdl che hanno presentato un'interrogazione a Maroni per sapere se lui, Cialente, sia uno "sfollato di lusso".
Quanto alla piscina presente nella struttura alberghiera, ironizza sul fatto che «sì, nel camper dove dormo all'Aquila ci piove pure».
Come tutti gli alberghi del genere, torna poi serio Cialente, «c'é la piscina, dove tra l'altro, chi ha tempo di fare il bagno? In realtà io dormo quasi sempre in camper all'Aquila, e gli aquilani lo sanno».
Smentisce anche la voce sulla presenza, nella stessa struttura, dell'arcivescovo Molinari. Sapeva già prima, Cialente, di queste voci messe in giro su di lui.
«Credo si tratti di un'operazione di delegittimazione - dice -. Forse perché ora non sono coperto da nessuno. Sulla questione del decreto Abruzzo, prima ho attaccato l'opposizione di centrosinistra, ora sono in collisione con il governo. Credo di essere coperto solo dagli aquilani, quello sì. Sto dicendo molti no, sto resistendo a pressioni su cose che non è giusto fare. Ma non ho problemi, sono sereno, mi dà solo fastidio che si sappia dov'é la mia famiglia».
18/06/2009 9.47