Terremoto, Anci vuole tassa di scopo. Per Albergatori parte fase 2

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Una tassa di scopo per la ricostruzione delle zone terremotate. Senza un provvedimento di questo genere per L’Aquila e il suo interland non c’è futuro».
Questo l'appello lanciato dal presidente di Anci Abruzzo, Antonio Centi, nel corso della conferenza stampa a L'Aquila che ha illustrato le iniziative dell'Anci a favore delle zone terremotate.
Centi ha dunque ribadito quanto già detto ieri dal Sindaco dell'Aquila Massimo Cialente nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente della Camera riguardante il decreto terremoto.
Per il presidente di Anci Abruzzo «solo una tassa di scopo può favorire una effettiva ricostruzione perchè i fondi stanziati dal Governo (5 miliardi di euro in dieci anni) non serviranno solo per ricostruire le case terremotate ma saranno utilizzati anche per le spese dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile».
Fondi «insufficienti» per Centi che ha ricordato come sia necessario prevedere risorse anche per le seconde case «non un lusso per i proprietari ma una ricchezza per la città. Le seconde case dell'Aquila – ha infatti sottolineato Centi – sono tutte nel centro storico e rappresentano il volano del turismo cittadino».
Non molla la presa sul decreto, invece, la presidente Stefania Pezzopane, che sta valutando le prossime forme di impegno e di mobilitazione affinché alla prossima occasione (la discussione alla Camera dei Deputati del Decreto) il Governo mantenga gli impegni presi ufficialmente davanti ai cittadini.
Intanto Federturismo Abruzzo, a seguito di una approfondita valutazione, comunica la propria disponibilità a firmare la convenzione che disciplina la seconda fase dell'accoglienza delle famiglie sfollate nelle strutture ricettive utilizzate fino ad ora.
La decisione di posticipare fino ad ora la condivisione della convenzione, approvata dalle altre associazioni di categoria, è stata frutto di «un'attenta valutazione della proposta e della sua criticità».
A seguito dell'esame della convenzione, Federturismo Abruzzo ha proposto l'analisi costruttiva di diversi punti. Innanzitutto lo snellimento delle procedure relative ai pagamenti. La Protezione Civile infatti avrà per ogni struttura ricettiva tre fatture. La prima relativa al periodo fino al 30 aprile, la seconda dal primo al quindici maggio e la terza dal 16 al 31 maggio. Si può procedere dunque al pagamento non solo del 50% in acconto ma anche dell'intero importo delle prime due fatture.
Le associazioni firmatarie della convenzione avranno la possibilità di conoscere in tempo reale l'evoluzione del piano di accoglienza redatto dalla Protezione Civile.
Altro punto importante è la certezza, previa richiesta in tempo reale, di riavere la disponibilità delle proprie unità abitative da parte delle strutture ricettive per far fronte alle prenotazioni già in essere. Ad oggi però molte strutture ricettive sono informate dagli ospiti aquilani solo poche ore prima della loro partenza.
Ultimo punto, non per importanza, riguarda il coordinamento delle esigenze per quanto concerne la ricettività da parte di tutte le componenti delle associazioni di categoria firmatarie della convenzione.
«Ribadiamo che tutti i problemi esposti qualora non venissero risolti» – commenta Dario Colecchi, presidente di Federturismo Abruzzo – «potrebbero ripercuotersi pesantemente sull'intero programma di gestione causando ulteriori disagi per l'ospitalità degli sfollati nella stagione estiva. Federturismo Abruzzo ad ogni modo conferma la volontà di procedere alla firma della convenzione dimostrando il proprio ruolo responsabile e costruttivo per la gestione del problema che coinvolge migliaia di cittadini sfollati».
«Federturismo comunque» – conclude Colecchi – «non può sottacere atteggiamenti assunti da altre componenti associative della regione che hanno dimostrato scarsa attenzione nei confronti del problema».

SANOFI AVENTIS RIPARTE A PEINO REGIME

Dal capoluogo abruzzese, ancora una grande prova di orgoglio e coraggio dopo il terribile sisma che ha devastato L'Aquila e decine di comuni limitrofi lo scorso 6 aprile.
Nello stabilimento sanofi-aventis di Scoppito, infatti, uno dei poli nazionali all'avanguardia nella produzione di farmaci, in meno di 60 giorni sono riprese tutte le normali attività.
La totalità dei 380 collaboratori ha potuto far ritorno al proprio posto di lavoro e nel solo mese di maggio sono già stati prodotti oltre 300 milioni di compresse e oltre 10 milioni di confezioni, destinati ai mercati di tutto il mondo.
Sanofi-aventis annuncia ora il via libera ad un'altra importante iniziativa: la realizzazione di un Complesso residenziale temporaneo, per offrire una sistemazione più confortevole a circa 120 collaboratori del sito, della forza vendite residente a L'Aquila e alle loro famiglie, per un totale di quasi 500 persone.
«Due mesi fa avevo promesso, a nome di sanofi-aventis, che non avremmo lasciato soli i nostri collaboratori e la popolazione aquilana, così duramente colpiti dal sisma – commenta Daniel Lapeyre, amministratore Delegato di sanofi-aventis Italia. Il varo del Piano Casa di sanofi-aventis è solo l'ultimo tassello che va ad aggiungersi alle numerose iniziative intraprese in queste settimane, e altre ancora ne seguiranno in futuro».


12/06/2009 11.25