La marcia indietro sui versamenti tributari, commercialisti pronti allo scontro

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo il terremoto del 6 aprile con un decreto il Ministro dell’Economia e delle Finanze dispose la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari in scadenza fino al 30 novembre 2009 per tutti i contribuenti residenti nella Provincia dell’Aquila.


Ma a due mesi di distanza, precisamente il 6 giugno, una novità: il governo ha fatto una retromarcia ed è stata disposta una ordinanza attuativa del D.L.39/2009, con la quale la sospensione dei termini per gli adempimenti ed i versamenti tributari, per i residenti nei Comuni al di fuori del cratere è stata accorciata al 30 giugno.
«Ma ancora più clamorosamente», denuncia l'associazione dei commercialisti d'Abruzzo, «è che è stato disposto che coloro che ne hanno beneficiato nei mesi precedenti debbano versare il dovuto entro il 16 luglio 2009, senza alcuna forma di rateizzazione ad eccezione di chi ha avuto sospese le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, che potranno rimborsarle in 5 rate».
«Il doppio intervento del governo», continua l'associazione, «prima nel senso di aiutare tutte le popolazioni colpite, e poi di revocare per una loro parte l'aiuto concesso, ha arrecato un ulteriore pregiudizio a chi già era in difficoltà, integrando una vera e propria violazione di legge».
Infatti la disposizione che statuisce la restituzione di tutto ciò che è stato sospeso nel giro di 16 giorni «viola lo Statuto del Contribuente (Legge 212/2000) che all'art. 3, comma 2, dispone che “In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore”».
Per questo l'associazione dei Commercialisti chiede alla presidenza del Consiglio dei Ministri, un provvedimento di urgenza con il quale venga immediatamente revocata l'ultima ordinanza «in modo tale da evitare che un simile obbrobrio giuridico abbia “diritto di cittadinanza” nel nostro ordinamento».
Qualora ciò non dovesse accadere, i commercialisti della regione «attueranno una irremovibile forma di protesta».
«Abbandoneremo qualsiasi atteggiamento di collaborazione nei confronti dell'Agenzia delle Entrate per aumentare il contenzioso tributario, per dare risalto e visibilità a qualsiasi disfunzione o imprevisto che dovesse aver luogo nel quotidiano svolgersi del rapporto con il fisco e ci faremo promotori presso i propri clienti, per attuare comunque la sospensione dei versamenti al 30 novembre, nei limiti e nei modi in cui la legge lo consente».
12/06/2009 9.58