Universitari aquilani che studiano fuori sede: «noi dimenticati da tutti»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il terremoto che ha colpito L'Aquila lo scorso 6 aprile ha sconvolto la vita del capoluogo ma anche di chi studiava fuori città. * LA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA ALLA RICERCA DI UNA SEDE
Tra le componenti e le comunità danneggiate dal sisma, infatti, non manca l'Università degli Studi di L'Aquila, che per il momento è stata costretta al trasferimento in altre sedi dislocate sul territorio abruzzese.
Gli studenti dell'ateneo aquilano, in questi mesi, hanno ricevuto solidarietà ed aiuti che hanno permesso di non bloccare del tutto l'attività didattica.
Fino ad ora, però, è passata in second'ordine la questione relativa agli studenti aquilani “fuori sede” che frequentano università esterne a L'Aquila.
Il numero di questi, seppur infinitamente inferiore agli oltre 30mila dell'ateneo presente in città, non giustifica affatto la mancanza quasi totale di attenzione nei loro confronti: «c'è una parte di noi studenti completamente ignorata. I ragazzi aquilani che studiano in un altro ateneo», racconta Tommaso Tani, studente aquilano fuori sede, «sono pochi per la grande offerta formativa dell'Università di L'Aquila, ma ci sono».
«La grande macchina della solidarietà italiana», continua Tani, «ci ha quasi completamente dimenticato. Io studio a Teramo e l'ateneo ha rimandato e non esentato per noi terremotati il pagamento della seconda rata dell'Anno Accademico in corso. Trenitalia invece ci ha permesso di sottoscrivere abbonamenti gratuiti soltanto per i mesi di aprile e maggio escludendo completamente luglio e giugno. Al di là di queste piccole agevolazioni nulla è stato fatto per questa categoria di studenti».
«Delle migliaia di computer e chiavette internet messe a disposizione dell'Università di L'Aquila», conclude Tommaso che parla anche in rappresentanza di tutti gli studenti aquilani fuori sede, «niente è toccato agli altri studenti. Anche i libri raccolti sono stati donati tutti all'ateneo aquilano e nessuno per chi, ad esempio, studia a Teramo. Non è giusto che uno studente non aquilano fuori sede, che magari ha perso poco o nulla, debba essere esentato per un anno dalle tasse universitarie mentre un ragazzo aquilano, che forse ha perso tutto nel sisma, è costretto a pagare interamente tasse universitarie e servizi pubblici da e verso L'Aquila».
Questa è una delle questioni che bisognerà tamponare quanto prima per non creare terremotati di serie A e di serie B.

a.s. 10/06/2009 9.49

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LA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA ALLA RICERCA DI UNA SEDE

L'AQUILA. Il consiglio di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di L'Aquila ha approvato all'unanimità nei giorni scorsi un'importante mozione relativa alla sede provvisoria della facoltà: «fedele alle sue radici storiche e geografiche, Lettere e Filosofia ha subito deciso di trovare una sede provvisoria in città grazie alla forte spinta non solo dei docenti ma anche degli studenti che hanno manifestato un profondo attaccamento all'università e soprattutto alla città di L'Aquila».
Il docente di facoltà Giannino Di Tommaso sottolinea l'importanza del comparto di Lettere e Filosofia dell'ateneo aquilano: «è il nucleo storico attorno al quale progressivamente si è costituita l'università di L'Aquila nella sua attuale organizzazione. Il terremoto ha visto completamente distrutta la sede di Lettere e Filosofia e già dall'indomani la facoltà ha espresso la forte volontà di continuare la propria missione riprendendo con slancio le attività didattiche».
«Sono stati compiuti sforzi enormi per reperire la sede» – racconta Di Tommaso – «tutti coronati da delusioni finali. Tutte le dichiarazioni di conforto di autorità politiche, locali e nazionali sulla centralità dell'Università nella rinascita di L'Aquila si sono rivelate vuote chiacchiere per quanto riguarda la sistemazione della facoltà di Lettere e Filosofia. Nella situazione difficile alla quale è stata costretta la nostra città si è data sistemazione ad una notevole quantità di uffici ed istituzioni, ignorando una storica facoltà che non può essere equiparata alle altre. La mancata individuazione tempestiva della sede comporta un'inevitabile disorientamento dei suoi 2.500 iscritti».
Di Tommaso si rivolge anche all'opinione pubblica: «deve sapere che una localizzazione provvisoria delle facoltà in edifici disponibili gratuitamente in città in via Acquasanta al momento non è possibile per la presenza di uffici e attività, che godranno di forti appoggi politici, che non sono paragonabili alla funzione che svolgerebbe una facoltà universitaria. Se le autorità politiche locali e nazionali stabiliscono e fanno rispettare altre priorità disattendono nei fatti le dichiarazioni sull'importanza dell'ateneo aquilano».
«La facoltà di Lettere e Filosofia» – conclude Di Tommaso – «non può assistere provvisoriamente alla propria dissoluzione. Siamo determinati a continuare la propria collaudata e riconosciuta missione di riferimento dell'attività culturale, formativa e scientifica».

11/06/2009 10.22