Cemento e norme degli anni ’70: ecco il mix esplosivo dei crolli

Alessandro Biancardi

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ROMA. L'Aquila con il terremoto dello scorso 6 aprile ha messo in evidenza «la notevole vulnerabilità non solo del costruito storico ma anche delle moderne costruzioni in cemento armato». * BERTOLASO, I COMUNI DEL CRATERE SONO 49

E' quanto emerso dal convegno 'Riflessioni sul terremoto in Abruzzo' organizzato dall'Accademia dei Lincei in occasione della giornata dell'Ambiente.
La Casa dello studente e l'hotel Duca degli Abruzzi, infatti, sarebbero esempi di edifici crollati a causa dei danni provocati dalla carenza delle norme di costruzione degli anni '70 e dall'uso del cemento armato.
I danni agli elementi resistenti delle strutture in cemento armato sono causati per l'assenza di dettagli costruttivi imposti dalle normative dell'ingegneria sismica, della gerarchia delle resistenze e della duttilità degli elementi.
Secondo Sergio Lagomarsino dell'università di Genova, incaricato dal ministero dei Beni culturali per redigere le linee guida per la protezione del patrimonio artistico, il terremoto del 6 aprile a

In Italia, spiega Lagomarsino, «i danni maggiori hanno riguardato gli edifici costruiti con la normativa degli anni '70» per una serie di fattori: «La classificazione carente, una zona tre lieve e non delineata, la non considerazione degli effetti di sito, la scarsa capacità di progettazione e di interventi sugli edifici esistenti», come per esempio «la sostituzione di solai lignei con solai in cemento armato», oppure l'uso delle catene lignee, fatto all'idomani del terremoto del 1703, che hanno ben tenuto mentre sono crollate le strutture costruite in cemento.
La Casa dello studente e l'hotel Duca degli abruzzi ora, ma, osserva Lagomarsino, «anche a San Giuliano il tetto della scuola era da poco stato sostituito con cemento armato e il paese non risultava inserito nella classificazione a rischio».
Il problema, conclude, è che «in Italia si è avanzato sempre per normative fatte dopo un terremoto».

COMUNE SULMONA RICORRE A TAR

E intanto a Sulmona, esclusa dal “cratere” la Giunta ha deciso di conferire all'Ufficio Legale del Comune il mandato a proporre ricorso, davanti al Tar, contro il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 16 aprile 2009, n. 3, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 89 il 17 aprile 2009.
Si tratta proprio del decreto del Commissario delegato, Guido Bertolaso, di individuazione dei comuni danneggiati dagli eventi sismici del 6 aprile, che ha escluso Sulmona e altri 12 Comuni della Valle Peligna.
«Siamo già al lavoro per predisporre il ricorso - ha detto l'avvocato Guido Blandini, dell'Ufficio Legale del Comune di Sulmona - e abbiamo preso contatto con i legali incaricati dai Comuni della Valle Peligna di redigere l'analogo ricorso al giudice amministrativo».
«L'impugnativa si è resa necessaria - ha dichiarato al riguardo il vice Sindaco Palmiero Susi - per tutelare i legittimi interessi del Comune di Sulmona, al fine di garantire il giusto ristoro dei danni provocati dal sisma. Danni che non sono solo quelli materiali riscontrati dalla Protezione Civile, ma anche quelli riflessi, di carattere sociale, occupazionale ed economico, registrati dall'intera collettività».
Sempre ieri i sindaci della Valle Subequana l'Anas e la protezione civile si sono incontrati per discutere della statale 5, chiusa dal 6 aprile al traffico nel tratto tra Raiano e Molina Aterno, a causa delle frane provocate dal terremoto.
Nel corso dell'incontro i sindaci, territorialmente competenti sul tratto di strada, dopo aver rappresentato i disagi che la popolazione della Valle Subequana sta subendo a causa della chiusura a tempo indeterminato della strada in questione, ne hanno chiesto la riapertura in tempi brevi, mediante l'effettuazione di interventi di bonifica nell'immediato e di prospettiva (gallerie, paramassi, disgaggi di massi, reti, ect.) per garantirne la sicurezza nel tempo.
Interventi che saranno decisi nei tempi e nei modi il prossimo 15 giugno sulla base di un progetto di fattibilità già redatto dall'Anas, in modo tale da consentirne una riapertura nel più breve tempo possibile ed impedire altre chiusure.

EMERGENZA SISMA ANCHE A PIANELLA

Emergenza sisma anche a Pianella: anche qui il sindaco Giorgio D'Ambrosio ha annunciato di essere pronto a impugnare dinanzi al Tar quell'ordinanza «capestro» sul cratere Abruzzo.
«Ci sono siti del pescarese che hanno visto crollare chiese, abitazioni, scuole», ha detto il primo cittadino, «sono stati colpiti da frane e la sola considerazione che dopotutto non ci sono state vittime non sminuisce la gravità della situazione che stiamo vivendo».
Il summit inizierà alle 9 in punto e vi prenderanno parte anche l'avvocato Giuseppe Amicarelli, in qualità di consulente, e il geologo Angelo Di Minni.
A Pianella «sono crollate quattro chiese sulle sei esistenti, abbiamo dovuto sgomberare 29 abitazioni, con la demolizione immediata di tre intere palazzine pericolanti. Un po' ovunque sono venuti giù cornicioni, costringendoci a effettuare decine di sopralluoghi. Ci sono paesi ancor più gravemente danneggiati, dove neanche più le scuole sono agibili, i cittadini sono costretti ugualmente a vivere in mini-tendopoli, che però non fanno notizia, e a settembre si ritroveranno a fronteggiare problemi inimmaginabili perché i Comuni, da soli, non hanno fondi a sufficienza per riparare alle devastazioni di un terremoto, specie dopo la soppressione delle entrate dell'Ici e il dirottamento di tutti i fondi disponibili sul nostro capoluogo di Regione».

06/06/2009 9.17

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BERTOLASO, I COMUNI DEL CRATERE SONO 49


L'AQUILA. Se alcuni Comuni esclusi dal gruppo dei 49 “fortunati” che beneficeranno della lunga serie di agevolazioni statali sono pronti a ricorrere al Tar per vedere riconosciuto il proprio status di terremotati, il capo della Protezione civile, guido Bertolaso, cerca di calmare gli animi.

«Stiamo controllando i dati scientifici», ha spiegato, «tutte le documentazioni che ci sono state trasmesse. Voglio essere molto chiaro: non abbiamo nessuna fretta perchè i comuni che si trovano nel cratere possono iniziare una serie di attività, mentre per quelli fuori, da lunedì, saranno coinvolti nelle ordinanze che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sta firmando oggi per quanto riguarda la ricostruzione delle case che hanno subito pochi danni e quelle che hanno subito grandi danni per cui la grande differenza ad oggi non si e' vista».
Bertolaso ha anche annunciato che i lavori del G8 che si svolgerà a L'Aquila stanno proseguendo bene «ma a noi non ci preoccupa il G8 ma ci preoccupano le persone che sono nelle tende e negli alberghi, quella e' la nostra missione, il nostro obiettivo primario, fare in modo che in questo periodo subiscano meno disagi possibili e che da settembre possano avere un tetto decoroso, dignitoso e sicuro».

E il capo della protezione civile ha inoltre annunciato che la somma raccolta in questi due mesi attraverso le varie iniziative di solidarietà (sms, sottoscrizioni, eventi) ha raggiunto quota 49 milioni di euro.
Ieri mattina si e' svolta la prima riunione dei vari donatori che hanno consegnato alla Protezione Civile la somma.
«Con loro», ha detto Bertolaso, «abbiamo cominciato a ragionare sulle modalità di utilizzare questi soldi. Vi sono ancora altre iniziative per la raccolta della somma anche in occasione del G8 aventi la stessa finalità».
E sempre Bertolaso ha annunciato anche la “promozione” dell'aeroporto di Preturo che «si accinge a diventare uno degli aeroporti intermedi tra i migliori attrezzati e organizzati per tutto il nostro Paese».
In estate l'aeroporto ospiterà i Canadair per contrastare gli eventuali incendi ma sarà in grado di far decollare aerei tipo 'Falcon'.
«Essendo nel cuore degli Appennini e' un messaggio molto significativo», ha sottolineato il capo della Protezione civile: «in questo aeroporto potranno atterrare velivoli anche di media grandezza, essendo uno scalo dotato di tutte le assistenze e attrezzature, di tutta la tecnologia necessaria per mettere a punto questa attività».
La facoltà di scienze della Formazione, invece, resterà all'Aquila a partire dal prossimo anno scolastico e non verrà trasferita a Carsoli come inizialmente previsto.
Lo ha reso noto una delegazione di docenti guidata da Umberto Dante che nei giorni scorsi ha consegnato al rettore una petizione di centinaia di firme volte a scongiurare il trasferimento della sede nel comune marsicano.
Si era parlato infatti di un periodo di 18 mesi in cui la sede della facoltà sarebbe stata dislocata a Carsoli. Le lezioni da settembre in poi riprenderanno all'interno del polo didattico in via Giovanni Di Vincenzo, considerato agibile. Accanto a questa struttura verranno installate alcune tende di supporto.

06/06/2009 10.15