Terremoto e ricostruzione: nasce il presidio di Libera per la legalità

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Incontro di presentazione venerdì 5 giugno 2009 ore 15.00 - via Strinella, L’Aquila, presso la Tenda dei Comitati nel Parco Unicef.



Dalle macerie del terremoto nasce - per iniziativa dell'associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti - il Presidio per la legalità.
E non poteva essere diversamente. Un presidio di legalità e di verità che si avvale di un gruppo attento “scrutatore” della realtà locale, che già da alcuni anni lavora in sinergia con la struttura nazionale di Libera e del settore di Libera informazione e che, sin dall'alba del 6 aprile, è operativo anche nell'aquilano: per essere vicini alle popolazioni, per monitorare la gestione dell'emergenza e le fasi della ricostruzione, tenere sempre accese le antenne su quello che accade in Abruzzo, soprattutto quando calerà il silenzio.
Partecipano all'incontro di questo pomeriggio Gabriella Stramaccioni (coordinatrice nazionale di Libera), Roberto Morrione (Direttore di Liberainformazione), Angelo Venti (redattore di site.it/SOLLEVATIABRUZZO), Pietro Orsatti (Redattore di LEFT-Avvenimenti)
«Sin dalle prime ore», raccontano dal coordinamento, «abbiamo denunciato il rischio incombente delle infiltrazioni criminali non solo sugli affari della ricostruzione ma anche in quelli della gestione dell'emergenza. Il nostro compito sarà quello di tenere gli occhi aperti, di porre domande e trovare delle risposte».
Compito di Libera sarà quello di raccontare quello che succede «con il cuore e con la testa. Senza dimenticare cosa hanno rappresentato nel nostro paese le tragedie del passato».
E basta pensare al terremoto dell‘Irpinia: «in Campania alla tragedia del terremoto seguì quella della malaricostruzione», ricorda il coordinamento, «il trionfo del cemento e di grandi cattedrali nel deserto, sprechi, corruzione e camorra e parallelamente una lentezza esasperata nella ricostruzione delle case».
Libera non vuole disperdere la memoria, le immagini di quella gente, dei paesi-presepe distrutti, delle straordinarie prove di generosità e coraggio sbocciate spontaneamente tra le macerie.
05/06/2009 11.03