Terremoto, «un paio d’anni» per ripristinare locali Arta

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ci vorranno almeno un paio d’anni per il completo ripristino dei locali del Dipartimento provinciale di L’Aquila dell’Arta Abruzzo, l’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente.

Tempi lunghi, dunque, stimabili sulla base dei sopralluoghi effettuati nello stabile di via Nizza dai Vigili del Fuoco e da tecnici dell'ARTA stessa per verificare i danni provocati dal terremoto.
L'edificio a quattro piani, inaugurato nel novembre 2007 dopo una lunga opera di ristrutturazione effettuata dalla Asl, è stato dichiarato inagibile a causa di alcune lesioni alle strutture portanti. Si sta valutando se sia necessario l'abbattimento dell'immobile, per ricostruirlo ex novo secondo le nuove norme sulla sicurezza.
L'incertezza sul futuro della sede aquilana ha spinto la direzione generale dell'ente a non adottare soluzioni “tampone”, intervenendo piuttosto per garantire la ripresa della sua piena funzionalità nell'immediato.
Grazie all'interessamento della Regione Abruzzo, è stata innanzitutto stipulata una convenzione con il Consorzio di Ricerche Applicate alla Biotecnologia (Crab) di Avezzano, dove è stato parzialmente trasferito in comodato gratuito il Settore Chimico.
Il direttore generale Gaetano Basti ha inoltre sottoscritto un contratto di affitto con la Polven.re Srl per riaccorpare le attività della sede aquilana dell'ARTA nello stabilimento attualmente dismesso di Bazzano (Paganica), in passato parzialmente adibito a laboratorio di analisi chimiche e microbiologiche.
Per affrontare gli impegni straordinari dovuti al sisma è stato chiesto un contributo straordinario al Ministero dell'Ambiente.
In questa difficile fase seguita al terremoto, il personale aquilano dell'ARTA, in parte trasferito temporaneamente in un container accanto al Palazzo Combit della Regione Abruzzo, in via Da Vinci, e in parte distribuito tra gli altri quattro Dipartimenti provinciali di Pescara, Chieti, Teramo e Vasto-San Salvo, ha comunque garantito l'attività istituzionale e supportato la Protezione civile negli interventi di emergenza ambientale-sanitaria correlati al terremoto.
In particolare, ha campionato e analizzato le acque potabili e gli alimenti distribuiti nella tendopoli ed è stata affiancata dall'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nell'individuazione dei siti di discarica/trattamento dei rifiuti; nella verifica degli impianti di depurazione e gestione dei rifiuti liquidi prodotti dai bagni chimici; nel controllo delle aziende a rischio di incidente rilevante, delle sorgenti radiogene e delle aree soggette a rischio idrogeologico; nel monitoraggio dell'aria e dell'ambiente per la rilevazione di fibre di amianto nei siti di deposito delle macerie; nelle indagini ambientali sulle aree individuate per la collocazione dei moduli abitativi.

04/06/2009 10.11