I lombrichi potevano aiutarci a prevedere il terremoto?

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Diversi giorni prima del sisma notammo una stranezza: la fuoriuscita in massa dei lombrichi, anche in giornate calde e asciutte, che nessuno riusciva a spiegare».





L'AQUILA. «Diversi giorni prima del sisma notammo una stranezza: la fuoriuscita in massa dei lombrichi, anche in giornate calde e asciutte, che nessuno riusciva a spiegare».



Lo scrive in una email indirizzata a PrimaDaNoi.it Antonio Rosettini, un aquilano che oggi ricollega i due eventi: la fuga dei lombrichi e il terremoto.
Dopo aver fatto una ricerca su internet ne è ancora più convinto perché è saltato fuori uno studio del geologo colombiano, Juan Manuel Gonzalez Castano che a Pereira, dove risiede, coordina il progetto denominato 'Quando le rocce suonano, i lombrichi si muovono”.
Secondo lo studioso, infatti, il comportamento degli anellidi da lui osservati, della specie «Amynthas corticis», rivela «con molti giorni di anticipo» l'arrivo di terremoti di magnitudo superiore al grado 4 della scala aperta Richter.
La sua ricerca ha avuto origine pochi giorni dopo il sisma di magnitudo 6.2 Richter che il 25 gennaio del 1999 ha colpito la città di Pereira (360 chilometri da Bogotà) causando più di 1.200 morti.
Castano aveva notato lo strano comportamento di una serie di lombrichi che erano frettolosamente usciti dalla terra, scegliendo di fatto di morire poco dopo disidratati al sole e ha così pensato che poteva esserci una relazione tra questo comportamento e la scossa tellurica.
Per lo studioso, inoltre, «il numero di lombrichi morti è un fattore determinante per stabilire magnitudo, epicentro e profondità» del terremoto.
«Se il sisma è molto vicino al luogo dove vivono i lombrichi, si possono avere fino a 35 giorni di preavviso. Se invece è più lontano, l'allarme ritarda, per scendere a solo un paio di settimane».
E' solo una coincidenza che anche a L'Aquila questi animaletti erano come impazziti qualche giorno prima del 6 aprile?
Ci può essere una correlazione?

STRANI LAMPI LUMINOSI

Rosettini nella sua email parla però anche di strani «fenomeni luminosi» visti nei giorni precedenti alla scossa devastatrice: «globi luminosi», racconta cercando di spiegare quello che lui e altre persone avevano notato nel cielo, «nebbia luminescente ed altro», spiega ricordando «che in molti abbiamo li abbiamo notati all' imbrunire e qualcuno pensava, addirittura, fossero Ufo».
Anche su questo fenomeno, in realtà, esiste una ricerca dal titolo "Introduzione alle luci sismiche”
«Conosciute in campo internazionale anche col termine anglosassone Earth Quake Lights (EQL)», si legge nel report, «questi eventi naturali risultano a tutt'oggi non ancora completamente compresi. Può capitare che le mutate condizioni geofisiche, che determinano la formazione di un sisma, possano generare effetti luminosi che potranno precedere, accompagnare o seguire lo svolgersi del terremoto».
Le luci sismiche possono presentarsi sotto varie forme: «dai semplici lampi che rischiarano istantaneamente il cielo alle nebbie luminescenti; dalle colonne di luce alle più enigmatiche sfere infuocate viste volare sia in cielo, che rasente il terreno. Le EQL possono assumere varie colorazioni abbracciando l'intera gamma dei colori, con la particolarità che alcuni di questi si presentino con una maggiore frequenza a seconda delle forme assunte dal fenomeno».
«Perchè continuiamo a negare l'evidenza dei fatti?», si domanda il lettore.
«Soltanto perchè non riusciamo a spiegare scientificamente i fenomeni naturali non li dobbiamo prendere in considerazione per ridurre l'impatto di certe catastrofi? Perchè nessuno ne vuole parlare? Quando il cielo si scurisce, l'aria si carica di elettricità ed iniziamo a vedere i lampi in lontananza non ci chiudiamo in casa sapendo che di lì a breve con molta probabilità ci sarà un temporale?»
Prima ci sono stati gli studi del Radon di Giampaolo Giuliani, bocciati finora dai sismologi. Adesso i lombrichi e i lampi di luce.
Prevedere un terremoto, secondo gli esperti massimi, non è possibile, ma pare che siano aperte più strade per andare in una direzione sempre più precisa.
Sarà opportuno che la scienza faccia in fretta: sono in ballo milioni di vite in tutto il mondo.

Alessandra Lotti 01/06/2009 9.55