Solo 5 controllori per donazioni. Ma non dovevano essere i 60 mln di italiani?

Alessandro Biancardi

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Solo 5 controllori per donazioni. Ma non dovevano essere i 60 mln di italiani?
L’AQUILA. Nei giorni successivi al terremoto dal ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, arrivò una proposta: mettiamo tutti i dati della ricostruzione on line, avremo così 60 milioni di controllori.
Gli italiani erano stati chiamati direttamente in causa: grazie alla Rete avrebbero potuto monitorare tutto: dalle gare d'appalto allo stanziamento dei fondi, dalle promesse alle realizzazioni concrete.
Un lavoro molto semplice, grazie alle nuove tecnologie, che avrebbero consentito di vivere una ricostruzione trasparente, senza ombre, senza dubbi, senza paure.
Tutto alla luce del sole: una necessità primaria anche dopo i ripetuti allarmi su ipotetiche infiltrazioni mafiose.
A quasi due mesi dalla tragedia, però, di dati on line non c'è traccia ma (se può bastare a far dormire sonni tranquilli) è stata istituita una commissione di 5 garanti.
Da 60 milioni di potenziali controllori, quindi, si è arrivati ad un ristrettissimo gruppo che vigilerà sulla corretta spesa delle donazioni per le ricostruzioni.
Loro faranno quello che avremmo dovuto e potuto fare noi.
I garanti saranno il senatore Franco Marini, (che in Abruzzo non ha saputo “vigilare” sul suo partito, decapitato da arresti eccellenti) l'ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, il professore Natalino Irti, 73 anni di Avezzano, accademico dei Lincei, ex vicepresidente dell'Enel, membro del Cda Iri e del Comitato Privatizzazioni, il magistrato Cesare D'Ambrosio e l'ex giudice della Corte Costituzionale Fernanda Contri.
E intanto ieri il presidente del Consiglio ha fatto sapere che per i vari interventi sono state lanciate finora 13 gare di cui una assegnata in tempi brevi.
Il premier ha anche annunciato che la prima gara è stata vinta «da un'azienda locale a cinque chilometri da qui» e rientra nella politica tesa a cercare «di dare preferenza alle imprese del territorio».
Operazioni velocissime sulle quali, sicuramente, chi di dovere avrà vigilato. Al momento non si conosce ancora il nome della vincitrice (perché non è stata ufficializzata insieme all'annuncio del premier?)
Tra gli appalti citati dal presidente figurano anche quelli sulle piastre che dovranno fare da base alle case antisismiche, sul calcestruzzo, sui casseri e sulle reti elettrosaldate.
Cento imprese, ha detto il premier, hanno inviato domande per chiarimenti dopo aver esaminato le linee guida della realizzazione delle case antisismiche: «siamo felici che cento imprese europee partecipino a questa sfida».
Anche in questo caso bisogna fidarsi delle parole del presidente del Consiglio perchè niente è stato pubblicizzato a dovere, così come annunciato dopo la catastrofe.
Il premier ha anche sottolineato che «c'é attenzione a non violare le leggi sulla concorrenza, ma una parte di appalto va riservato alle imprese locali».

30/05/2009 9.35