L’emergenza può attendere. Il Decreto slitta al 15 giugno

Alessandro Biancardi

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L’emergenza può attendere. Il Decreto slitta al 15 giugno
L’AQUILA. L’emergenza terremoto può attendere. Il decreto alla Camera slitta al prossimo 15 giugno. * CORTE D’APPELLO: RISCHIO PRESCRIZIONE PER 85% PROCESSI * LA PROTEZIONE CIVILE CERCA IMMOBILI PER GLI SFOLLATI
Intanto si è deciso di dare un contributo di 100 euro mensili ad ogni sfollato che ha trovato una sistemazione autonoma.
Hanno prevalso sicuramente le logiche politiche e ieri i capigruppo riunitisi a Montecitorio hanno deciso che è meglio pensare a tutto dopo le elezioni. Se in situazione di emergenza come questa qualsiasi regola è stata sovvertita (a partire dagli appalti diretti) per la politica tutto rimane invariato.
Nonostante migliaia di sfollati da più di cinquanta giorni vivono sotto le tende. Nonostante si continua a dire che i soldi ci sono. Nonostante si tratti di una emergenza e ci hanno sempre fatto credere che sarebbe stata risolta in un batter d'occhio. Nonostante l'estate in anticipo stia rendendo le cose sempre più difficili. Ma per la politica quindici giorni in più o in meno per varare questo benedetto decreto e dimostrare che i soldi ci sono veramente non sono poi così importanti.
E così è arrivata la decisione che quanto meno appare inopportuna.
Ha parlato di «rinvio grave» anche Ettore Rosato del Pd. «E' una decisione oltre ogni ragionevolezza», ha detto Rosato. «Mentre gli aquilani continuano a stare nelle tende con temperature insostenibili il governo non sa cosa fare e rimanda irresponsabilmente l'approvazione del decreto sul terremoto. L'ennesima presa in giro da parte di Berlusconi sulle spalle di una popolazione che ha dimostrato fino ad ora compostezza e responsabilità. Ma la pazienza ha un limite. Anche nei confronti di Berlusconi».
E quando sarà giunta l'ora di sedersi per discutere e rifinire il decreto ci sarà da combattere una dura battaglia.
Per il deputato del Pd Ermete Realacci «servono più soldi e certi. L'opera di ricostruzione non può prescindere dalla concertazione e dal coinvolgimento delle amministrazioni locali».
Per il relatore del dl, Roberto Tortoli non dovrebbero esserci problemi: «non penso che ci sia una blindatura», ha spiegato, «e' plausibile che vi siano richieste di vario tipo, compatibili con il provvedimento».
Nessuno, ha sottolineato, «vuol fare un provvedimento affrettato» su una questione così delicata «sotto gli occhi di tutti. Ci interessa che il testo sia il più perfetto possibile e questo e' anche interesse del governo».
E che il testo del decreto sia vago sulla questione contributi alle attività produttive contenuti nell'articolo 3 lo hanno confermato anche i tecnici del servizio studi del dipartimento Ambiente della Camera, nel dossier predisposto in vista del passaggio del testo a Montecitorio. «Per quanto riguarda i contributi destinati alle attività produttive, si rileva la genericità della formulazione», scrivono i tecnici, «in quanto mancano indicazioni chiare sulle procedure e sull'entità dei contributi destinati alla ricostruzione degli immobili industriali e commerciali danneggiati o distrutti, come tra l'altro e' emerso nel corso del dibatto al Senato».

CHIODI INCONTRA SINDACI COMUNI DEL CRATERE

Intanto ieri il governatore Gianni Chiodi ha incontrato i sindaci del cratere. «I fondi per la ricostruzione ci sono tutti», ha assicurato, «e comunque mi sembra chiaro che ci saranno stanziamenti pluriennali necessari per la ricostruzione stessa».
Molti sindaci hanno lamentato la scarsità dei fondi previsti nel decreto legge in corso di conversione alla Camera, ma il presidente della Regione ha puntualizzato che «certo questo decreto legge, una volta convertito, non sarà l'unico strumento normativo per la ricostruzione, ce ne saranno altri più rispondenti alle esigenze delle ricostruzione man mano che passano gli anni».
Il presidente ha anche voluto puntualizzare che «indicare ora con esaustività l'entità dei danni appare un falso problema; semmai - ha aggiunto - in questo momento è importante fare relazioni tecniche per dire come e quando dovranno essere spesi i fondi per la ricostruzione».
E sempre ieri è stato annunciato che gli sfollati che hanno trovato "un'autonoma sistemazione" riceveranno 100 euro mensili a persona fino ad un massimo di 400 euro per ogni nucleo familiare, anche se non sono residenti nei comuni interessati dalle ordinanze relative al terremoto.
Il contributo verrà erogato «anche al di fuori dei territori di detti comuni, in presenza di un nesso di causalità diretto tra il danno subito e l'evento sismico, comprovato da apposita perizia giurata».
Lo stabilisce l'ordinanza del Presidente del Consiglio pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Il contributo decadrà «decorsi 15 giorni dalla comunicazione al proprietario della dichiarazione di agibilità dell'abitazione occupata alla data del 6 aprile 2009».

SFOLLATI VOTERANNO IN COMUNI RESIDENZA

Per quanto riguarda le elezioni, invece, gli elettori che dopo il terremoto dell'Aquila hanno lasciato i comuni di origine e dimorano sulla costa adriatica voteranno regolarmente presso i rispettivi comuni di residenza.
Lo ha reso noto la Prefettura dell'Aquila. «L'ipotesi di una delocalizzazione - precisa la nota della Prefettura -, oltre a richiedere una modifica legislativa, avrebbe comportato, tra l'altro, anche problematiche relative alla mancata individuazione del corpo elettorale, con evidente rischio di doppio voto. La numerazione dei seggi rimarrà la stessa: alcuni di essi, la cui sede risulta inagibile, saranno dislocati presso containers o tende, la cui ubicazione sarà comunicata al più presto a cura dei Comuni interessati. E' in fase di organizzazione - conclude la Prefettura - il potenziamento dei trasporti dei citati elettori per agevolare l'esercizio del diritto di voto».

27/05/2009 8.19
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CORTE D'APPELLO: RISCHIO PRESCRIZIONE PER 85% PROCESSI

L'AQUILA. L'85 per cento dei processi in Corte di appello «è destinato alla prescrizione», secondo il presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Mario Della Porta, il quale ritiene che debba essere istituita una "doppia Procura".
«Senza iniziative - ha spiegato Della Porta nel corso della inaugurazione del nuovo tribunale, alla presenza del ministro della giustizia, Angelino Alfano - nonostante la nostra Corte sia tra le più produttive d'Italia, alla fine del 2009 migliaia di fascicoli rischiano la prescrizione. Se si considera che i nuovi processi sono 3 mila all'anno, la situazione è chiara». Della Porta ha sottolineato che l'organico non è al completo visto che due posti sono vacanti.
Intanto ieri è stata inaugurata la nuova struttura, nel nucleo industriale di Bazzano: ha una superficie di circa 2000 metri quadrati, alla quale si aggiungono 13mila metri quadrati all'aperto dove è possibile installare prefabbricati.
Entro 25 giorni ne sarà installato uno da 200 metri quadrati, in modo tale da aggiungere spazi utilizzabili.
Ha 50 stanze. Il costo della ristrutturazione dell'ex sede del comando regionale della guardia di finanza, struttura di proprietà del consorzio per il nucleo industriale di Bazzano, è stato di circa 200mila euro.
Nel corso dei vari interventi nella cerimonia di inaugurazione, il presidente dell'ordine degli avvocati, Antonello Carbonara, ha sottolineato che il tribunale dell'aquila non si tocca e, rivolto, al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha aggiunto: «si ricordi di dire no se qualcuno le chiederà il trasferimento a Pescara».
Il presidente del Tribunale, Giovanni Novelli, ha spiegato che il nuovo tribunale è in una struttura rassicurante, anche se non ottimale. Tutti i presenti hanno ringraziato il ministro: «grazie al ministro Alfano - ha detto il presidente della Corte d'Appello, Mario Della Porta -, che ci ha dato una prova di tangibile impegno. Festeggiamo la ripresa della vita di una istituzione, dopo il terremoto non lo ritenevamo possibile».
Alla cerimonia sono intervenuti tra gli altri il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, il capo della protezione civile, guido Bertolaso, e il parlamentare del Pd, responsabile del settore giustizia, Lanfranco Tenaglia.
27/05/2009 8.42
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LA PROTEZIONE CIVILE CERCA IMMOBILI PER GLI SFOLLATI

L'AQUILA. Avviso pubblico del Commissario Delegato Guido Bertolaso per la ricerca e l'acquisizione di disponibilità, in tutto il territorio abruzzese, di unità immobiliari per l'affitto temporaneo a favore di nuclei familiari sfollati. I canoni, secondo l'ampiezza degli immobili, sono fissati da un minimo di 400 ad un massimo di 800 Euro.
Gli abruzzesi che desiderino cedere, in locazione temporanea, immobili non utilizzati, arredati e dotati di riscaldamento a famiglie sprovviste di alloggio perché distrutto o dichiarato inagibile a seguito del sisma del 6 aprile scorso, possono segnalare al Comune dove è ubicato l'immobile la propria disponibilità, attraverso la compilazione e la consegna – con la necessaria urgenza - di un modello prestampato allegato all'Avviso pubblico del Commissario Delegato Guido Bertolaso, recante le condizioni generali, scaricabile dal sito www.prefettura.it/teramo o da richiedersi al Comune stesso.
L'Avviso pubblico è stato bandito in attuazione degli art. 2, commi 10 e 11 del D.L. 39/2009 e, in particolare, dell'ordinanza P.C.M. n. 3769 del 15 maggio (Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2009) che prevede, infatti, quale ulteriore soluzione temporanea per le famiglie aventi le prime case distrutte o dichiarate inagibili, la possibilità di usufruire di una sistemazione alloggiativa in affitto, a spese dello Stato, in appartamenti sfitti o non utilizzati su tutto il territorio dell'Abruzzo. La condizione è di non disporre di altre soluzioni abitative all'interno della regione. Il contratto di affitto tra i proprietari delle case disponibili e i beneficiari del provvedimento sarà regolato secondo un modello di convenzione che è contenuto nell'ordinanza stessa.
Le case saranno assegnate dai sindaci, in base a criteri di priorità che tengono conto della vicinanza dell'immobile al Comune di residenza, di quanto è numeroso il nucleo familiare, e se ne fanno parte disabili, anziani e bambini.
I contratti di affitto sono previsti per un periodo di 6 mesi, rinnovabili fino a 18 mesi e i canoni, a meno di diversa dichiarazione di congruità, vanno dai 400 fino agli 800 euro a seconda della grandezza dell'appartamento.
Il Comune pagherà gli affitti e solo gli oneri condominiali sono a carico dell'affittuario.
Coloro che usufruiranno di questo provvedimento non potranno richiedere l'indennità di autonoma sistemazione.
Le comunicazioni di disponibilità a cedere gli immobili in locazione alle condizioni predette, una volta raccolte dai Comuni abruzzesi, saranno inviate al Commissario Delegato per il tramite delle Prefetture e portate a conoscenza dei sindaci dei Comuni ricadenti nel “cratere sismico” per il seguito di competenza.

27/05/2009 14.41