Decreto Abruzzo, i cinque punti da cambiare per salvare la regione

Alessandro Biancardi

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Decreto Abruzzo, i cinque punti da cambiare per salvare la regione
L’AQUILA. Sono 5 i «punti imprescindibili» da rivedere nel Decreto Abruzzo secondo la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

La Camera dovrà approvare domani il testo e c'è chi spera ancora di riuscire a spuntare qualcosa. Anche perché non sono pochi i punti che hanno lasciato una certa insoddisfazione.
Primo grande problema quello dei residenti: «occorre cancellare dal decreto», hanno spiegato Cialente e Pezzopane, «nella parte relativa alla ricostruzione degli immobili, la parola residenti che è stata reinserita da un emendamento del Governo in aula. Quindi non è stato un errore ma una cosa voluta. Senza questa essenziale modifica è impossibile stabilire con Ordinanza il risarcimento per i non residenti».
Poi ancora: «occorre che sia esplicitato in maniera chiara che la ricostruzione non riguarda solo la prima abitazione ma anche la seconda casa; è necessario inserire un articolo relativo ai beni culturali pubblici e privati, assegnando cospicue risorse».
Per la Zona Franca Urbana «è necessario un finanziamento maggiore rispetto ai 45 milioni di euro previsti per 4 anni (poco più di 11 milioni di euro l'anno) dal Decreto», hanno ribadito presidente e sindaco.
«L'ammontare del finanziamento è stato, inspiegabilmente, ridotto da un emendamento del Governo. Inoltre, nel decreto occorre stabilire in maniera chiara forme di risarcimento per gli imprenditori che hanno edifici distrutti o danneggiati».
E per ultimo «occorre venire incontro ai comuni ed alle municipalizzate prevedendo delle risorse per compensare i mancati introiti. Senza questa integrazione i comuni e le municipalizzate rischiano il collasso a tutto svantaggio dei cittadini che non potrebbero usufruire di servizi essenziali e dei lavoratori delle municipalizzate che non hanno più lo stipendio garantito».

CHIODI: «INDENNIZZI AI COMUNI E CONTRIBUTI PER LA SECONDA CASA»

Ieri dal presidente Gianni Chiodi sono arrivate delle precisazioni proprio in merito al Decreto. Il governatore ha chiarito che «tutti i Comuni fuori dal cratere avranno riconosciuti tutti i costi sostenuti come prima emergenza e quindi anche la gestione di tutte le persone costrette ad abbandonare le proprie case a causa del sisma». Inoltre è previsto «il riconoscimento di un indennizzo per i danni materiali subiti dagli immobili, compresi quelli di proprietà pubblica» e per la seconda casa «si prevede l'erogazione di un contributo (plausibilmente fissato con ordinanza fino ad un massimo di euro 80.000 per unità immobiliare)».
«A sostegno delle richieste dei sindaci, e in particolare del sindaco dell'Aquila - ha spiegato il Presidente della Regione - relative alla compensazione delle mancate entrate di natura fiscale dei Comuni (ICI, TARSU, Addizionale Comunale), ho interessato il Governo nazionale e posso assicurare che anche il Commissario Bertolaso si sta adoperando affinché il Ministero dell'Economia riconosca tale possibilità con la massima tempestività».

ENTRO UN MESE ALL'AQUILA 247 POSTI LETTO OSPEDALE

Intanto è stato assicurato che entro un mese L'Aquila avrà 247 posti letto ospedalieri: dal primo giugno saranno disponibili 116 posti all'ospedale San Salvatore nelle parti ristrutturate, 80 riguardano l'affitto da parte della Asl di parte della clinica privata Villa Letizia che si trova a Preturo e 51, dal primo luglio, con l'entrata in funzione dell'ospedale da campo trasferito dalla Maddalena.
Lo ha reso noto il direttore generale della Asl dell'Aquila, Roberto Marzetti, il quale ha annunciato la stipula dell'accordo con la clinica privata Villa Letizia.
L'affitto di spazi scadrà il 30 settembre prossimo e, come ha sottolineato Marzetti, nel mese di giugno sarà gratuito, mentre a fine luglio sarà verificato lo stato dei ricoveri per utilizzare al meglio gli spazi.
30 posti letto sono per le chirurgie elettive, cioé per gli interventi programmati, e 50 per la riabilitazione e la lungodegenza.
«Siamo convinti che in estate servirà assistenza agli anziani - spiega Marzetti - quindi, ci siamo cautelati, comunque i 247 posti, un terzo della dotazione normale, ci consentono di andare avanti con una certa tranquillità».
L'ospedale da campo per il G8, invece, sarà pronto entro il 30 giugno ed avrà 51 posti letto.
La ditta che si occuperà della realizzazione della struttura e' la Algeco, i moduli dell'ospedale da campo saranno allestiti ad Avezzano ù e saranno posizionati in modo adiacente al pronto soccorso che lo stesso 30 giugno tornerà all'interno dell'ospedale San Salvatore.
E dal primo giugno alla Asl dell'Aquila si tornerà a timbrare il cartellino, ha annunciato sempre Marzetti che giovedì comunicherà la decisione ai sindacati.
Marzetti non ha fatto mistero che la Asl dell'Aquila ha un esubero di personale alla luce degli oltre 30mila sfollati presenti nella costa dove ci sono anche molti medici e paramedici.
«Con i sindacati sarà rimodulato il patto integrativo - ha spiegato - perché il carico di lavoro è diminuito». La Asl ha pagato gli stipendi a medici e paramedici nel mese di aprile. Per gestire questa fase Marzetti proporrà un orario flessibile con la copertura di turni più lunghi.

G8 VERTICE SU INDAGINI PREVENTIVE

E sono cominciate anche le indagini preventive sul prossimo G8 da parte della Procura dell'Aquila e della Direzione distrettuale antimafia, di concerto con le istituzioni nazionali, tra cui anche servizi segreti e rappresentanti della direzione nazionale antimafia. Il punto della situazione è stato fatto in un vertice coordinato dal procuratore capo, Alfredo Rossini, che è anche procuratore della Dda abruzzese, nella sede provvisoria della Procura presso il tribunale per i minorenni. Presenti anche dirigenti della Digos. «Ci siamo riuniti con esponenti della direzione investigativa antimafia, che si sono rivolti a me per coordinare le investigazioni per il G8 – ha spiegato il procuratore capo -. Le indagini sono rivolte a quelle persone che potrebbero creare problemi durante l'evento».
Alla domanda sulla presenza dei servizi segreti, Rossini ha risposto: «ci sono forze importanti per la tutela della Stato».

ALLEVATORI IN AGITAZIONE

Intanto le organizzazioni sindacali Flai-Cgil e Fai-Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti dell'Associazione regionale allevatori, visto che gli 84 dipendenti non percepiscono gli stipendi e i rimborsi spesa del mese di settembre 2008.
«Pur volendo mantenere un livello di grande responsabilità» i sindacati «proclamano lo stato di agitazione del personale dipendente, con l'astensione da qualsiasi attività che non rientri fra quelle l'incresciosa situazione e che ripristinino il sacrosanto diritto alla retribuzione a fronte di una prestazione di lavoro». I sindacati esortano il commissario dell'Ara, la Regione Abruzzo «a porre in essere tempestivamente tutte le iniziative necessarie allo scopo».

26/05/2009 9.10