Pdl accusa: «Cialente cialtronescamente ha fatto nuovo Prg»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Consiglio regionale di fuoco stamattina dove gli interventi hanno ruotato inevitabilmente intorno all’emergenza terremoto.

Pesante atto di accusa di Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl in consiglio regionale contro il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, sulla scelta delle 20 aree su cui verranno realizzate le casette antisismiche.
«L'individuazione delle aree», ha attaccato l'esponente del Pdl, «è quanto di più cialtronesco si potesse pensare. Nella scelta delle aree da espropriare hanno giocato vecchi rancori e nuovi amori che disegnano lo sviluppo di un nuovo prg disegnato da urbanisti di regime, consiglieri e dirigenti di maggioranza. Si e' tracciato - ha detto ancora Giuliante - il confine tra chi governa e chi sta all'opposizione: incapacità di governo anche in situazioni di emergenza».
Attacchi al presidente Chiodi sono arrivati invece dal capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini: «Il presidente della Regione si trova tra l'incudine (Berlusconi) e il martello (Consiglio regionale) e per questo sta rinunciando ad essere il punto di riferimento di tutti gli abruzzesi».
«Chiodi - ha aggiunto Costantini - non vuole prendere posizioni non gradite al presidente del Consiglio dei Ministri che il Consiglio regionale potrebbe costringere a prendere sulle questioni dell'emergenza terremoto. Non rinunci - ha esortato Costantini rivolto a Chiodi - a questo ruolo perchè in Consiglio regionale ci sono state posizioni critiche ma anche grande voglia di collaborare, di partecipare e di esserci. C'e' un cammino lunghissimo - ha concluso Costantini - da percorrere e quando i riflettori saranno spenti ci ritroveremo da soli e allora conterà anche aver scelto adesso di ottenere il consenso del consiglio regionale».

BARCLEY HA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO?

E da Mario Lannutti, senatore dell'Idv, questa mattina è giunta una segnalazione: «la Barclay avrebbe bloccato le carte di credito a tutti i titolari residenti nella zona del sisma del mese scorso in Abruzzo».
Sul caso il senatore ha deciso di presentare un'interrogazione urgente al ministro dell'Economia. «A quanto pare - prosegue Lannutti - l'istituto di credito avrebbe bloccato le carte nel dubbio che i titolari, essendo terremotati, possano diventare insolventi. Insomma, un atto gravissimo su cui è necessario intervenire immediatamente».
Bertolaso ha poi parlato del caso delle case messe a disposizione dal premier a Milano. Secondo il capo della Protezione Civile nessun aquilano si sarebbe detto disposto ad accettare la generosa offerta.
«Non siamo riusciti a trovare nemmeno tre o quattro famiglie», ha assicurato Bertolaso, « rispetto al gran numero di cittadini».
Dall'Unione Europea - come ha sottolineato ieri Barroso a L'Aquila- solo dal fondo per le catastrofi naturali potrebbero arrivare circa 480 milioni di euro: «se la stima dei danni dovesse essere di 10 miliardi di euro».
Altri fondi arriveranno dagli altri strumenti ordinari comunitari, tra cui 140 milioni di euro per lo sviluppo regionale ed anche una quota per la messa in sicurezza delle case. Nessun accenno alla zona franca urbana, che tante polemiche tra i politici abruzzesi sta provocando, sulla quale l'Ue ha la parola finale.
«Mi ha sconvolto quanto ho visto in questa tragedia spaventosa», ha spiegato Barroso parlando in italiano, il quale, nel sottolineare che l'Ue ha attivato tutti «gli strumenti per aiutare l'Abruzzo», ha espresso il cordoglio per le famiglie colpite dai lutti, inviato un pensiero alle migliaia di cittadini senza casa e rivolto un encomio a tutti i soccorritori, in particolare la protezione civile ed i vigili del fuoco.

«15 MILA PERSONE NELLA CASE ENTRO NOVEMBRE»

Sullo stato dell'arte, il presidente Berlusconi ha ribadito che si sta facendo tutto quello che c'é da fare, annunciando che sono in arrivo 5mila condizionatori «per affrontare l'emergenza caldo» e che il 2 giugno prossimo si apriranno le buste per gli appalti per le case prefabbricate.
Confermati anche gli impegni sulla consegna degli alloggi per i cittadini che non possono rientrare negli appartamenti perché seriamente danneggiati.
«La previsione è di ospitare in case prefabbricate confortevoli, con servizi e molto verde le prime persone il 15 settembre, fino ad arrivare a 15 mila persone entro novembre», ha assicurato il presidente il quale si è augurato che nel frattempo i cittadini senza casa non rimangano nelle tende ma si spostino negli alberghi. Il premier ha ricordato che molte famiglie possono rientrare nelle case, ma non lo fanno perché ci sono ancora le scosse «che speriamo- ha aggiunto- finiscano pesto».
Il procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, ieri ha fatto invece chiaramente intendere che nella città colpita dal terremoto ci sarà bisogno di rinforzi per le possibili conseguenze legate al G8.
«Oltre all'inchiesta e all'attività ordinaria, c'é da considerare il fatto che con l'arrivo del G8 -ha detto Rossini - ci potrebbero essere coloro che vogliono sfruttare questo aspetto per fare sentire le loro ragioni. Se ci saranno disordini dovremo occuparci anche di questo aspetto penale».

20/05/2009 14.56

DI STEFANO (PD): «CIALTRONESCHE LE ACCUSE DI GIULIANTE»

«“Cialtronesche” sono le dichiarazioni dei consiglieri regionali del Pdl, a cominciare dal capogruppo Gianfranco Giuliante, che ha lanciato uno strampalato e infondato atto di accusa nei confronti del Sindaco dell'Aquila», ha replicato il consigliere comunale Pietro Di Stefano capogruppo del Pd.
«Il decreto legge 39», spiega Di Stefano, «prevede che le aree siano localizzate dal commissario delegato per l'emergenza Abruzzo, d'intesa con il Presidente della Regione Abruzzo e sentiti i Sindaci dei Comuni interessati. Tutto è nato tristemente il 23 aprile scorso, quando i Ministri, dopo la sontuosa parata alla scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza, decisero l'estromissione degli enti locali dalla gestione post sisma».
Non si è levata una sola voce per difendere L'Aquila, sostiene Di Stefano, «da parte della destra, che evidentemente non poteva contraddire sua onnipotenza Silvio Berlusconi. Come, del resto, la destra non prese alcuna posizione quando il Premier voleva seppellire la città sotto la scellerata “New Town”. Decisione poi ritirata grazie al deciso intervento delle amministrazioni comunale e provinciale».
«Per coerenza», il capogruppo del Pd chiede a Giuliante di pretendere «le dimissioni del Presidente Chiodi, che aveva poteri nell'ambito dell'intesa prevista dal decreto e che evidentemente non li ha esercitati. A Giuliante va chiesto il conto dei suoi interventi dal 28 aprile – data in cui la governance locale è stata fatta fuori, a vantaggio di Governo e Regione – a difesa del capoluogo d'Abruzzo. Lo abbiamo sentito solo oggi, in uno squallido gioco delle parti, rivolgendo ingiusti e infondati attacchi al sindaco e dimostrando, in questo modo, ipocrisia e totale mancanza di sensibilità di governo».
20/05/2009 16.35