Decreto verso l’approvazione, 7 miliardi di euro per la ricostruzione

Alessandro Biancardi

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ROMA. «Entro 6 mesi verranno costruite delle case per 13 mila persone», lo ha assicurato nuovamente ieri il premier Silvio Berlusconi. * VALLE PELIGNA, SETTE GIORNI PER SPERARE DI RIENTRARE NEL DECRETO ABRUZZO
La fase della ricostruzione va avanti, di pari passo con le rifiniture al decreto Abruzzo che stabilisce i fondi che saranno stanziati per la ricostruzione della città e della provincia aquilana.
Le case verranno costruite su 14-20 aree abitative nel verde e in questi giorni stanno cominciando, non senza difficoltà, i primi espropri.
Lo Stato stanzierà per l'Abruzzo 8,7 miliardi, di cui 7 miliardi saranno per la ricostruzione e l'edilizia
La Ragioneria generale dello Stato ieri in una relazione tecnica ha spiegato che sono sufficienti alla copertura finanziaria per la ricostruzione e la riparazione delle prime case i 3,165 miliardi previsti dal decreto legge sul terremoto in Abruzzo, anche tenendo conto del contributo integrale previsto dall'emendamento del governo.
Nella relazione si sottolinea che le ultime stime sulle case da ricostruire «consentono la ridistribuzione del fondo complessivo destinato al risarcimento degli immobili privati proporzionato al danno e alla consistenza del singolo immobile tale da consentire la copertura completa».
Inoltre nella relazione tecnica viene scritto che «dalla proiezione dei dati sull'intero patrimonio immobiliare interessato risulta che il numero degli immobili da ricostruire, destinati ad abitazione principale, e' inferiore alle stime iniziali nonchè il costo degli interventi di riparazione, seppure importanti, sarà in molti casi inferiore alla quota di 150mila euro originariamente prevista».
Proseguono intanto i lavori in commissione Ambiente al Senato sul decreto tanto contestato dal centrosinistra. Nei giorni scorsi i parlamentari del Pd hanno accusato Berlusconi di non aver stanziato «soldi veri».
Nella giornata di giovedì in tutto sono stati approvati nove articoli, la metà dell'intero provvedimento. Tra le novità che hanno incassato il via libera, lo stop alla proroga per l'entrata in vigore della normativa antisismica varata nel 2004 e che ha subito molti rinvii (l'ultimo con il decreto legge 'Milleproroghe').
Altra modifica riguarda le espropriazioni della aree per la realizzazione delle case-campus, quelle che devono offrire riparo agli sfollati entro l'inverno: i terreni saranno pagati a prezzo di mercato, secondo la destinazione d'uso stabilita prima del sisma.
Molteplici le misure approvate durante la serata di ieri, si va dal capitolo della giustizia al patto di stabilità interno, dagli interventi per gli immobili pubblici al servizio sanitario della Regione Abruzzo

«ISTITUZIONI AQUILANE ESPROPRIATE DEI POTERI»

Non mancano però critiche e contestazioni in questa nuova fase di ricostruzione. Per l'assessore al Comune dell'Aquila, Antonio Lattanzi (Prc) «il Comune, il Consiglio comunale e lo stesso sindaco sono stati completamente estromessi da ogni decisione e le ordinanze continuano e piovere dall'alto, senza alcuna forma partecipativa o quantomeno informativa alla popolazione».
E il caso degli espropri avvenuti ieri, per Lattanzi, ne è la prova evidente: «in alcune frazioni i cittadini si sono visti piombare nel giardino di casa e nei propri terreni il personale della protezione civile per gli espropri. Senza preavvisi, senza chiedere niente a nessuno, senza concertare nulla. Si è assistito a scene penose, con le persone in lacrime che imploravano di non privarli di ciò che era costato loro i sacrifici di una vita e che, dopo aver perso la casa, restava l'unico bene, l'unica certezza».
«È ora che le cose vengano messe in chiaro», continua Lattanzi, «che si comprenda che questa città non è morta e che non sono morte le sue istituzioni. La vita riparte da qui, ossia dalla difesa dei propri diritti, della propria autonomia e della propria dignità».
Per Isidoro Malandra dell' associazione della Sinistra Anticapitalista e Ambientalista restano invece «immutati» tutti i problemi relativi alla «ricostruzione degli edifici e dei servizi pubblici, del rilancio dell'economia e della riduzione del rischio sismico. E' ancora lunga la strada da fare e solo con la lotta le città e i cittadini abruzzesi colpiti dal terremoto potranno pensare di risorgere dalla polvere e dal fango».
«Come e quando arriveranno i rimborsi del 100% per chi ha perso la casa?», si domanda l'avvocato. «Quanto sarà dato in contanti e quanto sarà dato attraverso il credito d'imposta spalmato fino al 2032? Insomma, quanto il cittadino dovrà anticipare di tasca propria per ricostruire la propria casa o per comprarne una nuova?»

IN FUNZIONE SEGRETERIE SCOLASTICHE

Intanto ieri sono stati consegnati i container alle segreterie scolastiche. Potrà così tornare a lavoro il personale delle segreterie scolastiche di elementari, medie e superiori.
L'assessorato alle Politiche Scolastiche di Benedetto Di Pietro, ha consegnato insieme alla presidente Stefania Pezzopane, a tutti gli istituti presenti, le chiavi di 19 container.
Le strutture sono state messe a disposizione dalla Protezione Civile Abruzzo e posizionate nei piazzali dell'ITIS e del liceo scientifico, nella zona di Acquasanta.
E' qui che si concentra infatti il maggior numero di scuole cittadine. Tutti i presidi hanno risposto all'appello stamane, ed alla consegna delle chiavi hanno assistito numerosi dipendenti della pubblica istruzione.
I container sono attrezzati per tutte le funzionalità di un ufficio classico e non appena la centrale Telecom, danneggiata dal terremoto, sarà in grado di ripristinare il servizio, i container saranno dotati di linee telefoniche fisse e collegamenti ADSL.
«Se riparte la scuola, riparte una buona fetta della vita cittadina», hanno sottolineato Di Pietro e Pezzopane, «per questo abbiamo messo tra le priorità la riattivazione delle segreterie scolastiche. Se il Decreto governativo non ci avesse espropriato della competenza di intervento per la riattivazione degli edifici scolastici, di cui conosciamo ogni centimetro ed ogni esigenza, potremmo anche assicurare agli studenti il normale avvio del prossimo anno scolastico».

15/05/2009 9.35

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VALLE PELIGNA, SETTE GIORNI PER SPERARE DI RIENTRARE NEL DECRETO ABRUZZO

SULMONA. I Comuni della Valle Peligna esclusi dal decreto Bertolaso non si arrendono. Anche loro, assicurano, hanno subito ingenti danni e anche loro vogliono rientrare nella rosa dei 49 Comuni che potranno beneficiare delle misure d'emergenza stilate dal Governo.
Ieri un nuovo incontro con il sottosegretario Guido Bertolaso. «Torniamo a casa con animo più sereno», ha detto la parlamentare del Pdl Paola Pelino a fine incontro. «Abbiamo esposto al capo della Protezione Civile il perchè di tutte le nostre perplessità sul mancato inserimento della Valle Peligna nel decreto».
Pelino ha definito quello di ieri un «incontro proficuo, contraddistinto da validi e forti impegni che Bertolaso ha preso con i rappresentanti del territorio. Al numero uno della Protezione civile abbiamo esposto, dettagliatamente, quanto e' accaduto dopo il sisma del sei aprile scorso a Sulmona e nell'intera Valle».
Nelle mani di Bertolaso, sono stati consegnati tutti i documenti necessari a fare luce sulla reale situazione e, dati alla mano, Bertolaso ha chiesto una settimana di tempo per esaminare le carte per valutare con attenzione la situazione della Valle Peligna rispetto ai danni.
Pelino ha spiegato anche di aver premuto affinchè la Zona Franca venga estesa a tutta la Provincia, «ciò significherebbe un ulteriore strumento per ridare economia e produttività al nostro territorio».
Ma sarebbero divergenze tra i dati forniti dagli amministratori della Valle Peligna e quelli in possesso del commissario straordinario Guido Bertolaso sui danni registrati nei 13 Comuni del Com 7 che hanno chiesto di entrare a pieno diritto nella lista dei Comuni terremotati.
La delegazione peligna avrebbe infatti consegnato risultati che indicherebbero danni nettamente superiori di quelli a conoscenza del capo della protezione civile che sarebbero fermi ai giorni immediatamente successivi al sisma del 6 aprile.
Bertolaso ha quindi incaricato l'assessore provinciale Teresa Nannarone affinché provveda insieme ai responsabili del Com 7 ad aggiornare l'elenco dei danni subiti dai 13 Comuni della Valle Peligna, in modo da capire quale sia la reale situazione in queste zone. L'incontro è stato quindi aggiornato a martedì prossimo quando Bertolaso, alla luce degli aggiornamenti darà indicazioni più precise sulla possibilità dei 13 Comuni peligni di entrare nel cratere e quindi di poter beneficiare dei provvedimenti socio-economici decisi dal governo a favore delle zone terremotate.
15/05/2009 9.35