L’inchiesta va avanti. Rossini: «controlliamo millimetro per millimetro»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La terra trema senza sosta nell’aquilano. A quaranta giorni dal sisma del 6 aprile non c'è pace. Ieri 3 le scosse avvertite distintamente dalla popolazione, tutte di media intensità.
La prima è stata avvertita alle 8.30 con magnitudo 3.8. Due minuti dopo ancora un'altra di magnitudo 3.3. Le località prossime all'epicentro sono state Campotosto, Nerino, Capitignano.
E se il risveglio non è stato dei più facili, anche prima di andare a dormire gli aquilani hanno fatto un balzo: alle 22.30 una nuova scossa di magnitudo 3.3. Località prossime all'epicentro - secondo il dipartimento della Protezione civile - sono L'Aquila, Pizzoli e Scoppito. Dalle verifiche effettuate non risultano danni a persone e cose.
Intanto comincia una nuova giornata di lavoro anche per la Procura dell'Aquila che sta indagando sui crolli di alcuni edifici pubblici e privati.
Sarebbero circa 80 le persone che la magistratura sarebbe pronta ad interrogare («nessun politico») ma prima di farlo bisognerà aspettare i risultati sui cementi.
Ieri il procuratore Alfredo Rossini ha detto chiaramente che si vuole arrivare ai processi «con le idee chiare e dopo avere controllato millimetro per millimetro ogni cosa. La gente non può essere presa in giro, ha vissuto una tragedia, ha sofferto e soffre molto».
Ieri gli inquirenti hanno tenuto una lunga riunione «molto impegnativa» con i consulenti per continuare nell'acquisizione dei dati.
«Se non ci fosse stata la pausa estiva (ad agosto ci si fermerà del tutto, ndr)», ha assicurato Rossini, «avremmo concluso la prima fase dell'inchiesta in quattro mesi, ma comunque stiamo lavorando molto bene e arriveremo a chiarire le varie situazioni».
Il procuratore Rossini ha ribadito ancora una volta che quella che sta conducendo è un'inchiesta aperta al contributo di tutti i cittadini «e la gente sta partecipando perché vuole sapere la verità».
In riferimento allo studio degli esperti mondiali di terremoti che verrà consegnata tra qualche giorno, Rossini ha sottolineato che «lo leggeremo, ma è un contributo come un altro, abbiamo i nostri periti e abbiamo dati sufficienti per capire cosa è successo».
Si è concluso, inoltre, il programma di sopralluoghi, una trentina nel centro storico, ma non è escluso che nei prossimi giorni la procura possa ordinare altre ispezioni in case crollate anche su denuncia dei cittadini.
Sempre ieri, infatti, gli agenti della Squadra mobile dela Questura dell'Aquila hanno sequestrato un edificio privato ubicato nella frazione aquilana di Pianola. Sul posto insieme agli agenti della mobile erano presenti quelli della scientifica ed i vigili del fuoco. A sollecitare l'intervento della magistratura con una denuncia sono stati i familiari di una persona morta a seguito del crollo dell'abitazione. Nei prossimi giorni gli investigatori effettueranno prelievi nelle macerie per analisi di laboratorio.


15/05/2009 9.33