Bertolaso assicura: «copertura del 100% per le case distrutte»

Alessandro Biancardi

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Bertolaso assicura: «copertura del 100% per le case distrutte»
L’AQUILA. Il governo si farà carico del 100% delle spese che serviranno per ricostruire o ristrutturare le abitazioni distrutte dal terremoto purché si tratti di prima casa, anche se i costi dovessero superare i 150mila euro indicati come 'limite' massimo.
Ad annunciarlo il sottosegretario e capo della Protezione Civile Guido Bertolaso in commissione Ambiente al Senato.
E davanti ai senatori Bertolaso ha fatto anche un'altra promessa: prima che arrivi il freddo tutti quelli che hanno la casa dichiarata inagibile «staranno sotto un tetto», a costo di requisire appartamenti sfitti «se non ci saranno alternative».
Certo è che al momento il governo non ha ancora presentato i tre emendamenti annunciati (anche se può farlo in ogni momento della discussione), quello appunto che garantirà la copertura del 100% delle spese di ristrutturazione, quello relativo al ruolo di Fintecna e quello che assegna al sindaco dell'Aquila, d'intesa con il presidente della Regione, la competenza per la ricostruzione del centro storico del capoluogo abruzzese. Emendamento, anche questo, annunciato da Bertolaso.
Il capo della protezione civile ha ripetuto comunque che le modifiche ci saranno: «ho sempre ribadito, e lo faccio anche oggi, che a mio parere non devono essere indicati i limiti di spesa per ciò che riguarda la ricostruzione pesante. E sono sempre stato convinto, così come lo è il premier, della necessità di garantire la ricostruzione del 100% della prima casa».

CONFERME ANCHE DA BERLUSCONI


Sulla promessa della copertura del 100% si è espresso anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, sebbene ci sia andato più cauto parlando di una possibilità di «superare il tetto dei 150mila euro» per la ricostruzione della propria casa.
Il Partito democratico, intanto, va all'attacco e accusa il governo di fare «un balletto di cifre» e non avere una linea univoca.
Dubbi poi arrivano anche dai tecnici del Senato: il servizio Bilancio infatti punta i riflettori sulla necessità che il governo chiarisca molti capitoli, tra cui anche l'uso delle coperture. Intanto, il provvedimento continua il suo iter in commissione a Palazzo Madama, dove sono stati presentati oltre 600 emendamenti, di cui due terzi sono a firma delle opposizioni.

UDC SCETTICO

Il provvedimento così come è stato scritto non convince l'Udc: «non va bene, assolutamente - dice Pier Ferdinando Casini - e speriamo che lo cambino al più presto per concretizzare gli impegni».
Nel frattempo, il governo continua a lavorare ai ritocchi al pacchetto di aiuti: oltre alle novità sul fronte delle abitazioni private, sono in arrivo infatti anche modifiche che e riguardano il ruolo delle istituzioni locali.
Una dimostrazione ulteriore del fatto che «le critiche che ci erano state addebitate», sottolinea Berlusconi, sono ingiuste.
Bertolaso ha spiegato anche come si procederà una volta che il decreto uscirà dal Senato: prima sarà emanata l'ordinanza per la ricostruzione leggera - quella per la realizzazione dei moduli abitativi all'Aquila e delle casette di legno nei comuni della provincia - e poi quella che consentirà di affrontare la ricostruzione 'pesante', cioé quella concernente le case inagibili, che arriverà a fine giugno, quando le verifiche di agibilità saranno terminate e si avrà un quadro definitivo della situazione dei danni.
Al di là delle questioni politiche, quel che più preme a Bertolaso è il destino dei 64.657 sfollati, cui si aggiungono circa 20mila persone che hanno trovato un'autonoma sistemazione.

AL VAGLIO ANCHE ALTRE MODIFICHE

I tecnici di Palazzo Madama sembrano però convinti che sia necessario studiare anche altre modifiche: dalle infrastrutture alla sanità, dalla deroga al patto di stabilità ai controlli antisismici, per il Servizio Bilancio del Senato occorre che il governo fornisca maggiori dettagli e chiarisca le coperture. Unica eccezione, il capitolo dei giochi dal quale potrebbero addirittura, spiegano gli esperti, arrivare più soldi di quelli preventivati.
Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha invece detto che per rendere possibile una ricostruzione organica del centro de L'Aquila, «come prima e più bello di prima, lo Stato dovrebbe anzitutto acquisire, verso equo indennizzo, la generalità degli edifici e dei terreni dei privati».
La proposta dei Commercialisti punta a vincere la difficile sfida di una ricostruzione del centro de L'Aquila che possa avere luogo in tempi brevi e secondo standard elevati anche sotto il profilo dell'impatto ambientale e dell'antisismicità. A ricostruzione ultimata, ciascun privato potrebbe esercitare il diritto di prelazione, che gli verrebbe comunque garantito, per il riacquisto del diritto reale che vantava sull'immobile ante acquisizione da parte dello Stato.

PROSSIMA SETTIMANA NUOVI SOPRALLUOGHI

Intanto va avanti anche il fronte dell'inchiesta giudiziaria: potrebbe partire la prossima settimana la nuova ondata di sopralluoghi, una trentina, decisi dalla Procura della repubblica. I controlli, che saranno effettuati da consulenti e dagli uomini dell'interforze della polizia giudiziaria, saranno finalizzati in particolare alla zona del centro storico, quella maggiormente colpita, nelle abitazioni dove i crolli hanno provocato morti. L'operazione si annuncia difficoltosa per la precarietà dello stato delle strutture.
09/05/2009 8.45