Decreto. Pezzopane si lamenta con i senatori: «voglio modifiche concrete»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Decreto Abruzzo verso la modifica? Dopo le critiche mosse nei giorni scorsi dagli esponenti del centrosinistra pare che qualche piccolo aggiustamento si possa fare. * UN MESE DOPO: NAVELLI, CIVITARETENGA E SCOPPITO VERSO LA NORMALITÀ
Ieri la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane è stata ascoltata in Commissione Ambiente del Senato.
«Ho avuto modo di illustrare ai senatori», ha spiegato poi all'uscita, «tutte le nostre perplessità, sfociate nelle richieste di modifica. Ho trovato attenzione anche da parte del Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, presente al tavolo. Mi auguro che questa attenzione si trasformi concretamente in modifiche puntuali, indispensabili perché inizi la ricostruzione in provincia dell'Aquila».
La Pezzopane ha chiesto anche a nome dei sindaci della Conferenza per la Ricostruzione e delle categorie produttive, precedentemente riuniti, più soldi, «soldi veri per le case al 100% del loro costo base e soldi veri anche per le attività produttive»
«Ho chiesto inoltre», ha detto ancora, «la messa a disposizione diretta ai comuni ed alla Provincia delle risorse per le scuole, per poter essere in grado, attraverso procedure semplici e la loro collaudata competenza, di riaprire veramente le scuole a settembre. Così come ho chiesto la verifica dei confini del cratere per rivalutare opportunamente alcune esclusioni e che comuni e Provincia tornino ai loro ruoli costituzionali e che quindi il Decreto venga modificato nelle parti in cui ci toglie poteri».
La Pezzopane si aspetta dal Ministro e dalla Commissione Ambiente «cose importanti». «Continueremo ad organizzarci», ha assicurato, «e a premere su tutti gli organismi decisori perché sulle conseguenze del nostro terremoto ricadano le medesime azioni attivate per vicende analoghe, in termini di risorse e ruolo degli enti locali».

LE CRITICHE DI LEGNINI

Scettico sul decreto legge del Governo anche Giovanni Legnini, senatore del Pd: « così com'é fa acqua da tutte le parti», ha detto. «A mio parere andrebbe demolito e ricostruito come se fosse un edificio lesionato gravemente dal sisma. Voglio vedere gli emendamenti che il governo ha annunciato e che dovrebbero andare proprio nella direzione delle questioni che il Pd e gli amministratori locali abruzzesi hanno sollevato. Se queste questioni non verranno risolte», ha aggiunto, «il nostro atteggiamento sul provvedimento sarà intransigente. Noi vogliamo riempire di sostanza questo decreto e presenteremo nostre proposte chiare di emendamento. Vogliamo assicurazioni certe sul contributo del 100 per cento per la ricostruzione, sul contributo per le case ulteriori e per le aziende, vogliamo che ci siano soldi veri e spendibili in tempi ragionevoli, vogliamo un assetto di poteri che consenta agli enti locali di essere protagonisti della ricostruzione».

TREMONTI DIFENDE IL DECRETO

E il ministro Tremonti ha difeso il decreto. «Non è stato un decreto legge qualsiasi», ha detto, «sia per la forte carica di impegno sociale dovuta alla tragicità dell'evento e sia per la complessità straordinaria della materia. Non ci sono - ha detto il ministro - modelli buoni o cattivi ma esperienze passate da valorizzare o da evitare e il decreto è innovativo, perché sono state concentrate in un unico intervento legislativo in due fasi: l'emergenza e la ricostruzione. Una scelta - ha precisato Tremonti - ritenuta necessaria, pur essendo stato il decreto emanato a sole due settimane dall' evento, in assenza di dati definitivi sull'impatto economico del terremoto. Ma non ce la siamo sentita di rinviare», ha aggiunto Tremonti.
Intanto la prossima settimana arriverà una ordinanza che attiverà i mutui che lo Stato si accollerà per dare il contributo previsto di 150mila euro a fondo perduto per la ricostruzione della prima casa distrutta dal terremoto in Abruzzo.
«I 150mila euro - ha spiegato Tremonti rispondendo alle osservazioni dei senatori Legnini e Lusi del Pd – per questo non sono nel decreto legge. La settimana prossima ci sarà un'ordinanza che li attiverà».

08/05/2009 10.05

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UN MESE DOPO: NAVELLI, CIVITARETENGA E SCOPPITO VERSO LA NORMALITÀ


NAVELLI. Ad un mese dal drammatico terremoto che ha colpito l'Abruzzo, Navelli e Civitaretenga, due piccoli borghi medioevali ad una trentina di chilometri dall'Aquila, continuano a contare i propri danni.
Anche qui infatti, quella terribile notte del 6 aprile scorso, la gente ha sentito la terra tremare.
Anche qui c'è chi è corso via tra le macerie, chi ha perso totalmente la propria casa, chi sarà costretto a dormire in tenda per mesi, chi si è arrangiato grazie all'aiuto di parenti ed amici, per un totale di circa 400 sfollati.
Anche qui le persone hanno perso la loro tranquillità, i loro spazi, hanno assistito al crollo e alla rovina di gran parte del proprio patrimonio storico ed artistico.
A Navelli, anche se non interessato da crolli evidenti, numerose sono le abitazioni inagibili, tanti i danni agli edifici storici e di culto che appena l'anno scorso hanno contribuito a far ammettere il paese nel club dei Borghi più belli d'Italia. Ancora da verificare è la situazione generale del centro storico.
La chiesa Parrocchiale di San Sebastiano presenta lesioni gravi alle volte e alle colonne, i tiranti delle volte spezzati, l'organo gravemente danneggiato, la cappella del S.S. Sacramento gravemente lesionata sulle due cupole, il crollo della parte superiore del campanile che peraltro minaccia di cadere sulle abitazioni sottostanti. La chiesa di Santa Maria in Cerulis ha subito il crollo della volta soprastante l'altare maggiore, il crollo dell'altare posteriore, gravi lesioni alle colonne e alle volte, lesioni nelle absidi. Sono state gravemente danneggiate anche: la chiesa della Madonna delle Grazie, la chiesa della Madonna del Campo e la Cappella di San Girolamo. Mentre gli altri edifici religiosi presentano danni minori.
Il terremoto non ha risparmiato neanche la sede del Comune, ospitante peraltro anche la postazione 118, l'ambulatorio medico e la guardia medica, che risulta totalmente inagibile.

CIVITARETENGA

A Civitaretenga, frazione a soli due chilometri da Navelli, la situazione è ben più grave. Estesi sono stati i crolli nell'area del centro storico che hanno riguardato alcune abitazioni insieme alla torre civica medioevale, completamente distrutta e a parte dell'antica cinta muraria. La chiesa di San Salvatore è l'edificio religioso maggiormente colpito con il crollo parziale del campanile, lesioni vistose alla facciata principale e laterale e lesioni diffuse sulle volte interne. Numerose sono inoltre le case inagibili. Ancora da verificare sono i danni al ghetto ebraico, gemma rara del patrimonio storico-artistico abruzzese.
Intanto, mentre si sta cercando di tornare lentamente alla normalità, grazie soprattutto alla riapertura delle scuole pubbliche del paese, tutte agibili e sicure, continuano i sopralluoghi di verifica delle squadre specializzate dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile che stanno visionando le strutture pubbliche e private, coadiuvati dall'Ufficio tecnico comunale.
Fondamentale, in questa situazione così difficile, è stato l'apporto delle Associazioni di Protezione Civile che lavorano nelle due tendopoli allestite sul territorio comunale: l'Associazione Paracadutisti di Cinisello Balsamo che gestisce il campo di Navelli, e la Protezione Civile del Comune di Siano (SA), che ha prestato un tempestivo soccorso presso il campo di Civitaretenga fornendo agli sfollati tutti i servizi essenziali.
Sono tanti i cittadini che si sono messi a disposizione nel momento dell'emergenza così come i dipendenti e i tecnici della struttura comunale. Il Comune infatti, nonostante le difficoltà organizzative dovute alla perdita della sede, non ha mai cessato la sua attività, cercando di garantire ai cittadini assistenza e servizi.

SCOPPITO

Orgoglioso della reazione della sua gente anche il sindaco di Scoppito, Angelo Cortelli. «All'indomani del terremoto», racconta il primo cittadino, «anche il nostro comune seppur in maniera meno tragica rispetto alla povera città di L'Aquila, presentava le ferite del disastro. La gravità della situazione era facilmente percepibile guardando le facce impaurite delle persone. Adesso che l'emergenza della prima ora è finita», continua Cortelli, «possiamo affermare che una risposta la gente di Scoppito l'ha data. Questo è un motivo di orgoglio non solo per me ma per tutti gli scoppitani».
Le due maggiori strutture sanitarie e assistenziali presenti sul territorio, Villa Dorotea e Villa del Carmine hanno ospitato le persone anziane «garantendo la massima efficienza delle strutture e dei servizi».
«Il mio auspicio», ha chiuso il sindaco, «è che in tempi brevi la gente possa tornare alle proprie attività e alla condizione di normalità e che per il futuro l'azione di noi amministratori, prenda esempio da quanto fatto dalla gente comune, sia diretta alla costruzione di condizioni di sviluppo del nostro territorio e che la giusta dialettica politica venga fatta sempre e comunque nel rispetto delle persone che lavorano».

08/05/2009 10.00