Studio rischio sismico dimenticato? Opera di Abruzzo Engineering…

Alessandro Biancardi

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  ABRUZZO. Sarebbe stato sequestrato l’immenso archivio degli edifici pubblici censiti dai tecnici incaricati dalla Regione a rischio sismico. * LE CRITICITA' STRUTTURALI DELL'AQUILA * GLI EDIFICI VULNERABILI DI PESCARA * L'ABRUZZO NON TEMEVA MA SAPEVA



 

ABRUZZO. Sarebbe stato sequestrato l'immenso archivio degli edifici pubblici censiti dai tecnici incaricati dalla Regione a rischio sismico.


* LE CRITICITA' STRUTTURALI DELL'AQUILA
* GLI EDIFICI VULNERABILI DI PESCARA
* L'ABRUZZO NON TEMEVA MA SAPEVA


L'obiettivo del lavoro era quello di fotografare la pericolosità degli edifici più importanti in caso di sisma.
Una fotografia costata 5 milioni di euro che nessuno ha più guardato, dimenticata ed impolverata in un cassetto. Fino al 6 aprile scorso.
Sono moltissime le cose che non tornano dopo un mese di notizie, immagini, testimonianze.
Ed è sempre più chiaro che qui non si è trattato di un semplice terremoto, un cataclisma ed un capriccio della natura ma del fallimento dell'intera filiera dei controlli o peggio della intera amministrazione pubblica.
Da giorni infuria la polemica sulla classificazione della città dell'Aquila come rischio sismico “medio” quando da decine di anni si conoscono le faglie che corrono nel sottosuolo e da circa tre anni uno studio geologico propone alle istituzioni di spostare il capoluogo in categoria sismica 1, con il massimo rischio.
La burocrazia glissa.
Si è parlato di cemento depotenziato e di materiali scadenti: pratiche antiche che però sono passate inosservate a chi doveva controllare l'agibilità e le opere a regola d'arte.
E quando i controlli si facevano, come nel caso dello studio in questione, costato oltre 5 milioni, poi erano fine a se stessi, o meglio servivano per smaltire finanziamenti stanziati dal governo o dall'Europa e quindi accontentare magari un pugno di studiosi vicini al potere di turno. O chissà cos'altro.
Il progetto di censimento degli edifici pubblici e delle scuole comunali di tutto il territorio abruzzese iniziò nel 2003 circa e fu affidato dalla Regione alla partecipata Collabora Engineering spa.
Parallelamente fu affidato anche un analogo progetto di censimento dei siti contenente amianto (anche questo uno studio dimenticato).
Una cinquantina di tecnici impiegarono circa tre anni per studiare, verificare, fotografare tutti gli edifici pubblici, furono stampati e riempiti moduli (cartacei) con tutti i dati tecnici, aree catastali, piante e misure: numeri inseriti poi in un database e consegnati alla Regione insieme al cartaceo.
Migliaia di schede sequestrate ieri dalla procura della Repubblica dell'Aquila che sta indagando sui crolli.
Per quanto riguarda l'amianto sono stati censiti anche siti industriali della regione.
Collabora Engineering nel frattempo ha subìto una trasformazione ed è diventata Abruzzo Engineering a capo della quale fino al 14 luglio 2008 c'era Lamberto Quarta, braccio destro del presidente Ottaviano Del Turco, entrambi arrestati con l'accusa di aver intascato tangenti milionarie.
Uno studio così nel quale sono messe nero su bianco centinaia di criticità sismiche, dove si individuavano già nel 2006 gli edifici che poi sarebbero crollati (come la prefettura e la casa dello studente) è rimasto chiuso nei cassetti. Perché?
Oltre agli edifici sono stati censiti anche tutti i ponti, mentre qualche anno fa era iniziata l'informatizzazione degli archivi, poi interrotta di colpo.
Secondo alcuni Abruzzo Engineering poteva essere o avrebbe potuto essere la società apripista nelle pianificazioni del rischio a patto però che dietro ci fossero persone e responsabili che avevano l'intenzione reale di farla funzionare sul serio e non per altri scopi.
Inoltre la procura dell'Aquila, oltre un anno fa, aveva autorizzato già dei sequestri nella società e si era parlato di una inchiesta su Abruzzo Engineering di cui non si è saputo più nulla.
Nel frattempo da Pescara è scoppiato lo scandalo della Sanità ed anche dalla costa si sarebbe iniziato a parlare di una inchiesta sulla gestione della società partecipata della Regione che avrebbe gestito milioni di euro per l'appalto della banda larga -già assegnato dal ministero- e che potrebbe anche aver assegnato, per conto della Regione, appalti senza gara.
Ma su questo come si è detto si è in ritardo ed è calato il silenzio.
Chissà che la ragione dello studio del rischio sismico dimenticato non risieda proprio nella cattiva gestione di questo ente pubblico, politicizzato e serbatoio come gli altri di poltrone e clientele.
Non va meglio se si analizza la gestione di Abruzzo Engineering sul fronte del personale.
La società in origine era nata con un centinaio di ex Lsu poi i dipendenti sono cresciuti fino a 200 ed è diventata un carrozzone -di destra e di sinistra-: ogni politico ha sistemato il proprio conoscente, cosa risaputa da sempre che capita in questo ed in tutti gli altri enti strumentali.
Negli ultimi tempi il personale era impegnato in corsi di formazione riguardante la banda larga che doveva (dovrebbe?) essere la “nuova mission” di AE anche perché queste erano le direttive condivise dal gruppo formato per il 60% della Regione, il 10 % della Provincia dell'Aquila il restante 30% dalla Selex spa società del gruppo Finmeccanica.
Il sisma ha reso inagibile la sede centrale ed ha interrotto questa formazione ma la Selex ha messo a disposizione dei dipendenti capannoni nei pressi di Avezzano per riprendere l'attività lavorativa.
Ma secondo i dipendenti il presidente Vittorio Ricciardi avrebbe dato l'ordine di ferie forzate giustificate con il sisma ma tra i dipendenti c'è comunque malcontento e le voci contrastanti che girano avvelenano il clima già teso.
«Noi tutti abbiamo ricevuto dai nostri direttori di sede», ha confidato a PrimaDaNoi.it un dipendente che per paura di ritorsioni vuole rimanere anonimo, «la notizia di ferie per mancanza di attività venerdì 24 aprile con inizio il 27 aprile fino all' 11 maggio. Premetto però che tutte le sedi restano aperte durante l'orario di lavoro. Temiamo che queste siano le avvisaglie di una prossima cassa integrazione per quarantenni e cinquantenni, padri e madri di famiglia capitati come tanti, loro malgrado, in un meccanismo più grande di loro e molto sporco».
Eppure appena il 23 aprile sembra fossero partiti gli ordini di servizio per i dipendenti di presentarsi alla caserma della gdf di Coppito, dove si sarebbe allocata la sede provvisoria dell'ente. Poi la frettolosa marcia indietro.
I dipendenti (200) raccontano di voci non verificate secondo le quali un'altra ditta avrebbe interesse a svolgere lo stesso lavoro che avrebbe dovuto fare Abruzzo Engineering e che potrebbe spuntarla.
Tutto normale: è iniziata la battaglia della ricostruzione.

a.b. 06/05/2009 8.25