Berlusconi: «solo 20% case pronte a settembre». Dubbi su sufficienza dei fondi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Sembravano troppo ottimistiche le promesse del premier Silvio Berlusconi che nei giorni scorsi aveva detto che le case provvisorie per gli sfollati sarebbero state consegnate il 10 settembre. E se mancano i soldi «li chiederemo agli italiani». * CASE ATER, 4 MILA ALLOGGI POPOLARI DA RICOSTRUIRE.
Ieri il presidente del consiglio nella puntata di Porta a Porta ha chiarito che quelle «prime consegne» saranno appena il 20% del totale. Sempre Berlusconi ha spiegato che i soldi per ricostruire l'Aquila e assistere le migliaia di sfollati ci sono: ma se tra un anno fossero finiti potrebbero essere gli italiani a doversene fare carico.
«Abbiamo fatto delle previsioni», ha spiegato, «e per ora i fondi che abbiamo sono sufficienti al mantenimento di 70mila persone. Se tra un anno non fossero sufficienti ci rivolgeremo agli italiani per reperirli».
Un problema che comunque non è stato sviscerato ma glissato con un «oggi i soldi ci sono». Domani si vedrà.
Giovedì intanto sarà di nuovo all'Aquila per fare il punto della situazione ma anche, afferma, per annunciare «una cosa bellissima per l'Università dell'Aquila e per la ricerca».
Bertolaso ha invece tranquillizzato i sindaci del territorio, che chiedono modifiche al decreto perché, così com'é, dicono, gli enti locali si vedono svuotati dei loro poteri.
«Non abbiamo mai trascurato nessuno – ha detto - con loro c'é dialogo e confronto» e per questo «sono pronto a fare il loro portavoce», in modo da trasferire le istanze del territorio in Senato.
Il decreto, aggiunge il capo della Protezione Civile, «non poteva che essere un provvedimento che rimandasse a successive ordinanze»" e questo perché è stato predisposto in «sole tre settimane per evitare l'ansia e la mancanza di certezze».

MARCEGAGLIA,OK A ZONA FRANCA E AGEVOLAZIONI IMPRESE

Ieri è arrivata a L'Aquila anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che condivide «l'idea di costituire, in linea con quanto previsto dalla Commissione Ue, una zona franca» nell' area colpita dal terremoto dell'Aquila.
L'idea è quella di «attrarre investimenti e far ripartire nuove attività». E' importante, in questo momento «che ci possano essere finanziamenti ed agevolazioni alle aziende, anche in conto capitale, per far ripartire la liquidità alle imprese, la possibilità di avere fondi anche per le aziende del turismo, che magari non sono state interessate direttamente dal terremoto, ma che hanno subito gravi danni».
La presidente ha spiegato che si sta pensando anche di aiutare, come Confindustria, gli studenti con borse di studio.
«Gli abruzzesi in questo momento sono solidi e forti; hanno voglia di ricominciare, servono però supporti concreti alle imprese per farle ripartire al più presto possibile».
Intanto il 60% delle aziende ha ripreso l'attività dopo il terremoto. Da parte degli imprenditori de L'Aquila c'è la volontà di rimanere e di riaprire le proprie aziende.
La Marcegaglia ha commentato anche il decreto del Governo: «ha alcuni aspetti positivi, però ci sono due punti su cui e' necessario agire».
Il primo punto «e' capire bene quanti soldi sono realmente e immediatamente spendibili, perchè tutti gli imprenditori ci hanno detto che c'e' necessita' di una tempestività di operazioni riguardanti la riapertura delle aziende, i lavori da fare per rimettere in funzione strade e infrastrutture. L'altro punto - ha detto ancora - e' relativo alla necessita' che nel decreto ci sia un po' più di spazio e di ruolo per le istituzioni locali».

ROSSINI INCONTRA MARCEGAGLIA

E sempre ieri Emma Marcegaglia ha incontrato il procuratore capo, Alfredo Rossini, che sta guidando l'inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati.
«E' stato un incontro cordiale», ha detto il magistrato, «proficuo, di supporto, che ben si integra nel progetto originario messo in moto dalla Procura della Repubblica per contrastare eventuali fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata».

«La Marcegaglia - ha detto Rossini - mi aveva annunciato questo incontro per assicurare la vicinanza di Confindustria, fornendo il proprio know-out sulle esperienze avute in occasione del terremoto in Sicilia».
Confindustria ha messo a disposizione della Procura Antonello Montante, delegato dal presidente per i rapporti con le istituzioni, «per collaborare ad individuare i migliori partners per garantire la sicurezza e la trasparenza all'interno del territorio abruzzese».

COSTA ADRIATICA O MARSICA? MONTA LA POLEMICA TRA GLI STUDENTI

Polemiche a non finire per quanto riguarda il probabilissimo decentramento per un periodo dell'Università degli Studi di L'Aquila dal capoluogo di regione alla Marsica. A farsi sentire questa volta sono gli studenti del gruppo di studenti 3.32, in disaccordo con l'Assemblea pubblica tenutasi a Pescara un paio di giorni fa sulla questione del trasferimento sulla costa anziché nella Marsica.
Gli studenti di 3.32 lamentano il fatto di non essere stati invitati, né loro rappresentanti né tanto meno studenti facenti parte del gruppo. Pescara inoltre non era ritenuta da 3.32 la sede idonea per tale assemblea, soprattutto a livello simbolico.
«Gli studenti che desiderano restare a Pescara sono liberissimi di cambiare Università, ma non possono pretendere che l'istituzione si sposti a scapito della sua storia, della sua identità e di quanti» – recita un comunicato del gruppo studentesco aquilano – «aquilani e fuori sede hanno deciso di rimanere e di aiutare attivamente la ricostruzione. Quella pescarese non ha alcuna autorità per parlare a nome degli studenti dell'Università de L'Aquila, specie al momento in cui molti stanno raccogliendo firme per il mantenimento dell'Università in città».
Chiusura con ulteriore vena polemica con riferimento al caso curioso, secondo 3.32, della notizia del termine dei lavori per la costruzione della Casa dello Studente a Chieti.

06/05/2009 9.41

TERAMO. SGOMBERO DEL PALAZZO DI VIA MILLI

In seguito al secondo sopralluogo effettuato il 30 aprile dalla Protezione civile e dell'esame attento della relazione dell'ingegnere Malatesta (incaricato dalla Provincia) sulle criticità strutturali del Palazzo di via Milli, sede centrale della dell'ente, il commissario straordinario del Comune di Teramo, revocando la precedente ordinanza, ha emesso un nuovo provvedimento in cui ordina alla Provincia «lo sgombero delle persone dall'immobile» (già sgomberato in precedenza, ndr) e il «divieto assoluto di farvi accedere chiunque, senza la preventiva autorizzazione del settore V Lavori pubblici e Protezione civile di questo Comune, fino a quando non saranno attuate e verificate dagli organi competenti le opere strutturali di miglioramento e adeguamento sismico dell'edificio».
I rilevatori della Protezione civile, dopo il secondo sopralluogo, hanno infatti sottolineato a proposito della sede di via Milli che «il sisma ha acuito la sua instabilità» e pertanto consigliato interventi strutturali di adeguamento sismico che la Provincia aveva già programmato.
La sede, come si ricorderà, è stata sgomberata in seguito ad una prima ordinanza emessa dal Comune dopo il terremoto del 6 aprile.

06/05/2009 14.56

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CASE ATER, 4 MILA ALLOGGI POPOLARI DA RICOSTRUIRE. RAPAGNÀ: «FARE IN FRETTA»

ABRUZZO. Sono oltre 4 mila gli alloggi popolari che dovranno essere ricostruiti, recuperati e messi in sicurezza.
Per questo e' necessario un intervento «ben programmato e controllato».
Lo afferma l'ex parlamentare Pio Rapagnà, coordinatore dell'Unione degli Inquilini Mia Casa'. L'associazione «e' a disposizione e pronta a collaborare con la Regione e con l'Ater della Provincia dell'Aquila».
«In pochi mesi - afferma Rapagnà - bisogna restituire alle famiglie assegnatarie la loro abitazione. E' necessario però intervenire con rapidità e competenza, non soltanto per rendere agibili ed abitabili gli alloggi danneggiati, ma operando con la massima attenzione per metterli 'tassativamente' in regola con le norme antisismiche».
Da una prima ricognizione nei comuni della provincia dell'Aquila inseriti nel primo decreto del sottosegretario Bertolaso, ci sono almeno 4.000 alloggi popolari sui quali si dovrà intervenire con lavori significativi: 9 alloggi ad Acciano, 4 a Barete, 23 a Barisciano, 12 a Castel del Monte, 41 a Campotosto, 24 a Capestrano, 12 a Castel di Ieri, 41 a Castelvecchio Subequo, 15 a Cocullo, 74 a Collarmele, 6 a Fagnano Alto, 4 a Goriano Sicoli, 2.945 a L'Aquila, 26 a Lucoli, 12 a Navelli, 5 a Ocre, 23 a Ofena, 26 a Ovindoli, 22 a Pizzoli, 6 a Poggio Picenze, 12 a Prata D'Ansidonia, 5 a Rocca di Cambio, 24 a Rocca di Mezzo, 40 a San Demetrio ne' Vestini, 13 a Scoppito, 6 a Tione degli Abruzzi, 14 a Tornimparte.
«E' compito del commissario straordinario incaricato, della Regione, dei comuni e dell'Ater della Provincia dell'Aquila», ha detto Rapagnà, «programmare ed attuare uno specifico "piano straordinario di ricostruzione, recupero, riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio abitativo pubblico", tenendo conto delle mappe sismiche e degli studi elaborati dal sistema informativo gestione edifici e opere strategiche, per conto della Regione Abruzzo».
L'Unione degli inquilini-Mia Casa terrà l'assemblea regionale sabato 16 presso la sala consiliare del comune di Pescara, con la partecipazione delle famiglie rimaste senza casa provenienti dalle zone terremotate e ospitate nelle città della fascia costiera

06/05/2009 9.42