Decreto: il malcontento si organizza. Consegnati gli emendamenti in Senato

Alessandro Biancardi

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*ELEZIONI: INCERTEZZA SUI COMUNI NEI QUALI NON SI DEVE VOTARE * NO AL CONSIGLIO REGIONALE il 6/5. PD:«MAGGIORANZA SCANDALOSA» * L’AVVOCATO SPIEGA NEL DETTAGLIO IL “DECRETINO BERLUSCONI” * BERLUSCONI:«OSPEDALE A FINE MAGGIO, CASE IL 10 SETTEMBRE» * TERREMOTO: IL TESTO INTEGRALE DEL "DECRETO ABRUZZO" (Pdf) * TERREMOTO: LE VOSTRE TESTIMONIANZE E DENUNCE NEL FORUM







*ELEZIONI: INCERTEZZA SUI COMUNI NEI QUALI NON SI DEVE VOTARE


* NO AL CONSIGLIO REGIONALE il 6/5. PD:«MAGGIORANZA SCANDALOSA»


* L'AVVOCATO SPIEGA NEL DETTAGLIO IL “DECRETINO BERLUSCONI”

* BERLUSCONI:«OSPEDALE A FINE MAGGIO, CASE IL 10 SETTEMBRE»


* TERREMOTO: IL TESTO INTEGRALE DEL "DECRETO ABRUZZO" (Pdf)


* TERREMOTO: LE VOSTRE TESTIMONIANZE E DENUNCE NEL FORUM

ECCO IL DOSSIER ESPLICATIVO DEL DECRETO ABRUZZO.
ABRUZZO. L'AQUILA. Intorno al Decreto cresce il malessere e ci si organizza. Si stanno organizzando i cittadini in diversi comitati e si stanno organizzando le istituzioni.

La Provincia dell'Aquila ha già incontrato i comuni nella Conferenza per la Ricostruzione e subito dopo le attività produttive. Da più parti c'è delusione e perplessità. Non vanno affatto i tempi indicati per i finanziamenti (fino al 2033) che dilatano «in un arco assurdo», dicono dalla Provincia, la ricostruzione della città. Un risultato di cui godranno a pieno generazioni che ancora devono nascere.
«Il centro storico è l'organo vitale del capoluogo», ripete all'infinito la presidente della Provincia Stefania Pezzopane, «è intorno al centro che ruota la vita della città territorio, tutta. La ricostruzione del centro non può aspettare anni. Deve cominciare subito attraverso la messa in sicurezza immediata, per permettere l'accesso alle parti sane e gli interventi almeno in zone circoscritte, per ora».
Le cifre disponibili per il terremoto devono essere chiare e nette, chiede Pezzopane. «Le fumisterie del Decreto ci preoccupano. Troppe risorse si concentrano sui moduli abitativi transitori che, temiamo, transitori lo saranno per anni se non per sempre, una volta che le attività e le abitudini si saranno organizzate su altri nuclei urbani. Sulla ricostruzione di case e attività invece le intenzioni sono vaghe, le risorse scarsissime e i tempi lunghissimi».
Il tetto massimo di 150.000 euro come contributo per le abitazioni private viene bollata dalla presidente «un'ingiustizia senza precedenti. Abbiamo diritto, come gli altri, al 100% del finanziamento della spesa necessaria. Escluso il superfluo, naturalmente, ma il totale del costo base è sacrosanto. E che siano ricostruite tutte le case, perché la città non è fatta solo di prime case e perché così è stato in passato, per altri terremoti».
Non ultimo motivo di perplessità è la governance. «Tutto è accentrato in mano alla Protezione Civile che agisce “sentiti gli enti locali”», contesta ancora Pezzopane. «Non stiamo parlando di piccoli enti, ma di una Provincia che è grande mezza regione, di una città capoluogo che è anche città d'arte e di altri 37 antichi borghi. Il territorio non può essere affidato ciecamente a chi lo conosce per sentito dire».
La presidente si augura adesso che “il popolo della dignità e della compostezza”, come definito da tutta Italia «fosse tradito, dopo l'ottimismo sparso a piene mani, fra le macerie, dal presidente Berlusconi».

IL DECRETO AL VAGLIO DEL SENATO

Tra i temi al vaglio della Commissione Territorio e Ambiente del Senato, che ha cominciato ad esaminare il decreto legge 'terremoto', c'é anche la quantificazione dei contributi sia per gli immobili che per i beni mobili. Nel decreto infatti non sono esplicitamente indicati, mentre il governo aveva parlato di 150.000 euro per ricostruire la casa e 80.000 per ristrutturarla. D'Alì, presidente della commissione, ha spiegato che «il governo ha dato disponibilità ad esaminare emendamenti di migliore definizione» delle norme del decreto. Anche se, ha precisato, «abbiamo necessità di agire rapidamente perché l'obiettivo di dare un tetto a 20.000 persone per ottobre deve essere mantenuto». Per quanto riguarda infine i tempi, il termine per gli emendamenti in Commissione è fissato a giovedì 7 maggio. La Commissione di Palazzo Madama conta di terminare il proprio esame entro mercoledì 13 maggio affinché il provvedimento possa essere in Aula giovedì 24. L'ok del Senato, dove il decreto è in prima lettura, è previsto per la settimana successiva.

PD, NON CI SONO I FONDI

Per il Partito democratico, nel decreto per l'emergenza terremoto in Abruzzo non ci sono tutti i fondi annunciati al governo.
«Il governo sta prendendo in giro l'Abruzzo, nel decreto per la ricostruzione post-terremoto, all'esame del Senato, le risorse sono molto inferiori di quelle promesse e vengono diluite nel tempo», si legge nel comunicato del Pd. «Molti non potranno ricostruirsi la casa", si spiega, "non e' previsto alcun coinvolgimento di sindaci e provincia». Per questo, spiegano gli esponenti del Pd, «vogliamo denunciare la gravità della situazione. Il decreto post-terremoto e' una grandissima promessa non mantenuta da parte del governo. Il terremoto in Abruzzo e' quello trattato peggio di tutti gli altri e non meglio come ha dichiarato Berlusconi».

I VERDI PENSANO ALLE CASE DI LEGNO

Intanto i Verdi hanno presentato alla Protezione Civile de L'Aquila una proposta per il futuro delle migliaia di senzatetto della città: ricostruire le case terremotate con costruzioni in legno, fibre di legno o sughero che garantiscono un buon risparmio energetico, sono antisismiche, antibatteriche, durevoli, resistenti agli incendi, con tecniche adottate in molti paesi ad alta sismicità.
Il progetto è stato presentato a Roma da Fabio Roggiolani (Presidente Commissione Sanità della Regione Toscana), Erasmo D'Angelis (Presidente Commissione Territorio e Ambiente della Regione Toscana), Walter Caporale (Consigliere Regionale abruzzese), prof. Ario Ceccotti (direttore CNR-Ivalsa progetto Sofie), Norbert Lantschner (direttore CasaClima di Bolzano) e Paolo Cento (Coordinatore del Comitato scientifico del quotidiano TERRA).

05/05/2009 16.55

ECCO IL DOSSIER INTEGRALE ESPLICATIVO DEL DECRETO


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ELEZIONI: INCERTEZZA SUI COMUNI NEI QUALI NON SI DEVE VOTARE

Il governo ha deciso: si vota in tutto l'Abruzzo tranne nei comuni colpiti dal sisma. Anzi no: non si vota solo nei comuni della provincia dell'Aquila.
E' solo uno dei punti riportato in un ampio documento redatto dai tecnici del Senato ad uso dei parlamentari per la prossima discussione in Parlamento.
Gli appelli a rinviare il voto in tutta la regione comunque colpita dal terremoto del 6 aprile sono caduti nel vuoto. Ora però si apre una falla nella interpretazione del “decreto Abruzzo” che stabilisce una distinzione tra i comuni nei quali le operazioni di voto si svolgeranno regolarmente e quelli invece nei quali -solo per le elezioni amministrative- non si dovrebbe votare.
Ma quali sono?
L'ultimo orientamento sembra essere quello che prevede che le elezioni amministrative siano rinviate non in tutti i comuni colpiti dal terremoto in Abruzzo, ma solo in quelli in provincia dell'Aquila.
A rilevarlo sono stati i tecnici del servizio studi del Senato, nel dossier sul decreto legge 39 con gli interventi in favore delle popolazioni colpite dal sisma.
«Il rinvio delle elezioni amministrative sembra da connettere al verificarsi degli eventi sismici», hanno ricordato i tecnici. Tuttavia, «la formulazione letterale della disposizione dovrebbe condurre a ritenere che il rinvio possa essere disposto per i soli comuni siti 'nella provincia di l'Aquila', come espressamente prevede il testo del dl».
Per i comuni colpiti che si trovano fuori dal territorio dell'Aquila, «pur sussistendo la condizione di fatto che sembra costituire la ragione della norma», si legge nel dossier, «non sembrerebbe poter operare il rinvio delle elezioni».
Il decreto è in fase di conversione ma in Parlamento ci sarà battaglia sugli emendamenti da proporre ed approvare per “migliorare” quanto è stato fatto dal governo. I tempi di conversione nonsono certi. Certa è invece la data delle elezioni: 6-7 giugno 2009.
05/05/2009 13.26

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NO AL CONSIGLIO REGIONALE il 6/5. PD:«MAGGIORANZA SCANDALOSA»


L'AQUILA. I consiglieri regionali del Pd avevano chiesto di anticipare il prossimo consiglio a domani, 6 maggio, data in cui il consiglio si riunirà, sì, ma solo per commemorare le vittime dopo un mese dalla tragedia.
La richiesta però non è stata accolta. Il diniego è arrivato dal presidente del consiglio Nazario Pagano: «manca», ha spiegato infatti Pagano, «la prescritta unanimità». E chi è che ha detto no? E' stato Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl che ha spiegato: «la richiesta del Pd appare legittima tuttavia collocarla a poche ore dalla seduta solenne e commemorativa delle vittime del terremoto appare inopportuna».
Critico per la bocciatura dello spostamento il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro. «Il miglior modo di onorare le tante vittime del terremoto», ha detto D'Alessandro, «dovrebbe essere quello di lavorare. Per questo credo che siano offensive e pretestuose le motivazioni con le quali è stata rigettata la nostra richiesta».
«La verità – riprende D'Alessandro – è che il Decreto Beffa di Berlusconi rappresenta la vera offesa alle popolazioni terremotate: i terremotati abruzzesi sono stati trattati in modo diverso e penalizzati
rispetto ai diritti sacrosanti riconosciuti agli Umbri, Comuni e Province sono stati tagliati fuori da ogni decisione, la Regione è commissariata e relegata al ruolo di figurante».
A questo punto si tornerà a discutere del decreto legge in favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma solo il prossimo 19 maggio.
05/05/2009 17.08