Classificazione sismica L’Aquila. Dal 1927 in zona 2

Alessandro Biancardi

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Classificazione sismica L’Aquila. Dal 1927 in zona 2
L’AQUILA. «Il declassamento del rischio sismico dell’Aquila è stato firmato da Silvio Berlusconi». Ma la verità è un’altra: L’Aquila fin dal 1927 appartiene alla classe sismica 2, quelle di media intensità. Solo nel 2006 dall’Ingv si propose di spostarla in zona 1.
Ricostruire il lungo percorso della classificazione sismica del capoluogo di regione è più difficile di quanto può sembrare.
Il consigliere dell'Idv, Carlo Costanti, nell'ultimo consiglio regionale aveva detto ai giornalisti di andarsi a procurare i documenti disponibili sul sito della Regione.
In quelle carte, secondo il consigliere, si sarebbero trovate le prove delle responsabilità del presidente del consiglio di un declassamento della città dell'Aquila, e il passaggio dalla zona sismica 1 alla zona 2.
Questo avrebbe in qualche modo significato un passaggio dal livello di massimo allerta e pericolosità ad una pericolosità media.
Questo avrebbe comportato anche tutta una serie di conseguenze che secondo alcuni avrebbe inciso direttamente sulle prescrizioni relative alle costruzioni ed ai controlli antisismici. Si è anche parlato vagamente di pressione della lobby dei costruttori.
«Nell'aprile del 2003», ha ricordato Costantini, «Berlusconi firmò l'ordinanza di protezione civile e con quel documento il territorio del capoluogo venne stralciato dalla zona rossa, quella di massima emergenza».
«E' inutile che adesso il premier», ha detto ancora il consigliere di minoranza, «quando viene a L'Aquila attacca la vecchia amministrazione regionale di centrosinistra, perché in questo caso tutte le responsabilità sono sue».
Berlusconi, secondo Costantini, «oggi dovrebbe spiegare agli aquilani perché la città è diventata zona 2, improvvisamente, nonostante i pareri contrari dei ricercatori».
Questa previsione sbagliata, secondo l'esponente dell'Idv, oggi non poteva essere comunque definita una «responsabilità» di quanto accaduto.
«In un tempo così breve, dal 2003 ad oggi», ha spiegato l'ex deputato, «non si sarebbe riusciti comunque a fare chissà cosa per mettere in sicurezza la città. Ma respingo ogni accusa che viene lanciata dal premier in un momento doloroso come questo. Se responsabilità ci sono state non appartengono a questa classe politica e ove ci siano sarebbero da dividere anche con il centrodestra».
«Le cose che dico», ha detto ancora Costantini, «non le saprà nessuno a causa di una informazione drogata dal premier. Sembra che non sia importante che emergano certe situazioni mentre le attribuzioni di responsabilità da Berlusconi hanno avuto un eco pazzesco sui media di tutta Italia».



L'AQUILA IN ZONA 2 DAL 1915


Eppure la realtà è diversa e sono proprio i documenti ufficiali a raccontarla.
Esiste, infatti, un documento che è chiarissimo nel quale sono inseriti tutti i comuni abruzzesi con le loro classificazioni sismiche fino al 1984, poi tra l'84 ed il 1998 e dopo l'ordinanza di Silvio Berlusconi del 2003.
Si può facilmente scorgere il Comune dell'Aquila che in tutte e tre le caselle riporta il numero “2”.
Secondo questo documento della Regione, dunque, L'Aquila sarebbe sempre stata classificata con pericolo sismico “medio”.
Ma spulciando ancora con attenzione tra la miriade di carte dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si scopre una relazione che chiarisce una volta per tutte la questione. L'Aquila è sempre stata nella zona sismica 2. Nessuno ha mai ritenuto di doverla o poterla mettere tra i comuni a più alto rischio. Solo tra il 2004-2006 ci fu una richiesta da parte dei tecnici ma la Regione nel 2006 non ritenne il caso di aggiornare le mappe.
«Il comune dell'Aquila», si legge nella relazione scritta da Meletti e Stucchi dell'Ingv, «fu classificato come sismico sin dal terremoto del 1915 del Fucino. Nel 1927 furono introdotte le classi (ovvero zone) sismiche e l'area dell'Aquila posta in classe 2, come quasi tutti i comuni dell'area».
In seguito al terremoto di Irpinia e Basilicata del 1980, per tutta l'area aquilana fu confermata la classificazione sismica precedente.
Nel 1998 uno studio svolto per conto del Dipartimento della Protezione Civile propose una nuova classificazione dei comuni italiani. Anche in quel documento per il comune dell'Aquila veniva confermata la zona 2. Si proponeva il passaggio in zona 1 solo per i comuni di Barete, Cagnano Amiterno, Capitignano, Montereale, Pizzoli, Tornimparte.


Il terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 riportò drammaticamente alla attenzione il fatto che la situazione delle norme e della classificazione era ancora la stessa del 1984.
Per tutta la provincia dell'Aquila venne confermata la classificazione precedente, con l'eccezione dei 6 comuni già citati (Barete, Cagnano Amiterno, Capitignano, Montereale, Pizzoli, Tornimparte) che passarono in zona 1.




NEL 2006 SI VUOLE PASSARE ALLA ZONA 1 MA…

Nell'aprile 2004 l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha presentato alla Commissione Grandi Rischi, Sezione Rischio Sismico, una nuova mappa di pericolosità Sismica.
Nel corso del 2006 una nuova Ordinanza ha adottato la mappa di pericolosità sismica quale riferimento ufficiale e ha definito i criteri che le Regioni devono seguire per aggiornare le afferenze dei Comuni alle 4 zone sismiche.
Tuttavia, questa Ordinanza non obbligava le Regioni a aggiornarsi.
Secondo questa nuova mappa, però, «tutta la zona colpita dal terremoto del 6 aprile, compreso il Comune dell'Aquila, ricade nella fascia ad alta pericolosità sismica. Pertanto, potrebbe essere assegnata per intero alla zona 1».

a.l. 05/05/2009 10.35


LA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEI COMUNI ABRUZZESI

LA RELAZIONE DI MELETTI E STUCCHI

LA NUOVA MAPPA DEL RISCHIO SISMICO FATTA TRA IL 2004-2006