Università e lezioni nella Marsica: gli studenti dicono no

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Questa mattina è stato consegnato al Magnifico Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, ai membri del Senato Accademico, al preside della Facoltà di Ingegneria, Pier Ugo Foscolo, ed ai membri del Consiglio di Facoltà, un documento contro lo spostamento del corso di laurea di ingegneria gestionale a Celano e Avezzano.
Sulla questione si è subito alzata una cortina che ha separato i favorevoli ad un dislocamento dell'ateneo (sponsorizzato dal centrodestra,avallato dal rettore) ed i contrari (molti studenti) che si sono opposti sia per le modalità adottate sia perché intravedono interessi trasversali e sotterranei che non potrebbero avere nulla a che fare con i loro interessi.
Nel documento consegnato oggi figurano numerose firme di studenti di diversa provenienza geografica.
Nel documento gli studenti della facoltà denunciano il «mancato coinvolgimento» in questa decisione che li porterebbe a seguire le lezioni «in una zona altamente sismica dove sono state registrate numerose scosse negli ultimi giorni, a discapito di una situazione psicologica ancora precaria per chi direttamente o indirettamente è stato colpito da questa terribile tragedia».
Gli studenti, inoltre, hanno contestato il fatto che la facoltà «non si è minimamente interessata di mettere a disposizione posti letto, gratuiti e non, agli studenti che vivono lontano dalla Marsica (non solo abruzzesi) e che ogni mattina dovrebbero affrontare, chi più chi meno, centinaia di chilometri per poter frequentare le lezioni, diritto fondamentale e da cui non si può prescindere per noi studenti».
Altro punto dolente che investe la dislocazione nei pressi di Celano sarebbe la scarsità di mezzi pubblici (come dovrebbero arrivare gli studenti?), le situazioni precarie di studenti nelle tendopoli senza mezzi informatici o libri…
Per questi motivi, gli studenti firmatari chiedono «una revisione delle delibere del Consiglio di Facoltà e del Senato Accademico e quindi una differente sede per il proseguo delle lezioni del secondo semestre ma soprattutto che prima di de localizzare in qualsiasi sede siano individuati luoghi idonei e sicuri, alloggi e trasporti».
Queste condizioni sono ritenute indispensabili affinchè tutti gli studenti possano riprendere il proprio percorso di studi indipendentemente dalla sede di provenienza. Se questo non dovesse accadere, si andrebbe sicuramente incontro «ad un ridimensionamento notevole non solo del numero di immatricolati al primo anno accademico ma anche del numero di studenti già iscritti alla Facoltà di Ingegneria per ovvie ragioni quali la contrarietà di molti studenti a dover prendere in affitto un appartamento nelle zone suddette e che quindi si trasferirebbero in Atenei di altre città. In questa vicenda è determinante il ruolo di molti genitori che, ancora scossi dalla drammatica vicenda aquilana vissuta, invoglierebbero i propri figli ad effettuare scelte che li porterebbero ad iscriversi in altri Atenei».

04/05/2009 16.39